Queens of the dead, la recensione del film sugli zombie che non ti aspetti presentato alla Festa del cinema di Roma
Quando si pensa agli zombie sul grande schermo non si può fare a meno di pensare a George Romero, vero e proprio maestro del cinema horror che ha saputo gettare uno standard con film come La notte dei morti viventi e La terra dei morti viventi. Ora alla Festa del Cinema di Roma arriva Queens of the dead, pellicola diretta da Tina Romero, figlia del maestro scomparso nel 2017 che, proprio come il padre, ha saputo usare gli stilemi dell'horror per spiare da vicino la nostra epoca. E, per farlo, ha scelto di ambientare la sua "notte dei morti viventi" nel mondo dei locali notturni e delle Drag Queen. Allo YUM, Dre (Katy O'Brian) e Kelsey (Jack Haven) stanno cercando di portare a termine la festa dell'anno. Tuttavia, una serie di incidenti, un dopo l'altro, rischiano di far saltare tutto. Non da ultimo il "ritiro" della guest star Yasmine (Dominique Jackson), che invece di salire sul palco dello YUM sceglie di stare a casa sua e fare una diretta sui social per promuovere un brand. Al locale Nico/Bocconcino (Tomas Matos) è pronto al suo grande debutto e di certo non vede di buon occhio l'arrivo di Sam (Jaquel Spivey), ex regina del mondo Drag, ex amica di Dre e ora infermiere insieme a Lizzie (Riki Lindhome), la moglie di Dre e sorella di Barry (Quincy Dunn-Baker), un idraulico etero con qualche problema a stare al passo con la comunità LGBTQIA e chiamato allo YUM per sturare il bagno. Tuttavia i veri problemi iniziano quando New York si trasforma in una vera e propria apocalisse zombie e allo YUM, insieme alla "mamma" Ginsey (la Nina West vista in molte stagioni di RuPaul Drag Race), tutti i personaggi dovranno cercare un modo per sopravvivere a quella che si preannuncia la notte più lunga e terrificante di sempre.
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Il trailer internazionale del film 'Queens of the Dead' diretto da Tina Romero e interpretato da Katy O'Brian, Jaquel Spivey, Margaret Cho, Nina West, Tomás Matos e Brigette Lundy-Paine.
Queens of the dead è un film estremamente pop che, volontariamente, gioca sugli stereotipi e gli archetipi del genere, costruendoci sopra uno spettacolo di puro intrattenimento che, come nella miglior tradizione Drag, passa soprattutto attraverso l'esagerazione e la stravaganza. Se da una parte la pellicola di Tina Romero guarda quasi con superiore affetto alla modernità fatta di condivisioni social e del desiderio imprescindibile di apparire e di diventare famosa, dall'altra l'apocalisse zombie diventa l'espediente per parlare di qualcosa di estremamente fondamentale ma ancora oggi molto sottovalutato: l'importanza della famiglia d'elezione. La pellicola, infatti, non parla solo di personaggi che sono costretti a combattere gli zombie, in una sorta di scontro tra persone che hanno dovuto sempre combattere per i propri diritti e per appartenere alla comunità e tra i "mostri" che dalla comunità vengono sempre cacciati e non compresi, prima osservati come un prodigio e poi cacciati come la peggiore delle piaghe. Queens of the dead parla soprattutto di persone che sono all'interno di un nucleo familiare che non ha niente a che fare col sangue, ma che ha tutto a che vedere con l'esserci, con l'affidabilità di una presenza che, anche se messa in discussione, non viene mai meno. Nel film si celebra davvero l'idea di fare squadra, di ritagliarsi il proprio rifugio non tanto tra quattro mura, ma anche alla presenza di persone che ci comprendono e che, quando non riescono a farlo, combattono comunque per noi, fino al punto di affrontare un'apocalisse di morti viventi.
Al di là di questi messaggi e di queste tematiche, Queens of the dead è soprattutto divertimento allo stato puro. In una giostra di eccessi, di stereotipi portati al limite e di personaggi che sono così poco credibili da fare il giro e diventare i nostri preferiti, Tina Romero sembra divertirsi dietro la macchina da presa. La regista dimostra di essere cresciuta in un ambiente dove gli zombie erano invitati al tavolo della cena e lo dimostra anche la scelta di inserire un piccolo rimando meta-cinematografico quando un sindaco che starebbe bene in una città corrotta della DC Comics annuncia agli astanti che "gli zombie non esistono. Non siamo in un film di George Romero." Personaggi eccentrici, situazioni paradossali, una commedia da camera ambientata però negli angoli sporchi di un locale che sembra aver intrapreso la fase del tramonto: tutti elementi, questi, che cooperano a rendere Queens of the dead uno dei film più interessanti tra quelli presentati alla Festa del Cinema di Roma: un po' per il suo tono scanzonato e un po' per una scelta di scrittura originale e piena di fascino, che fa divertire senza sforzo e che non rinuncia anche a qualche piccolo momento da jumpscare. A margine, non manca nemmeno qualche attimo di commozione, perché quando combattiamo al fianco delle persone che amiamo non c'è niente di peggio che correre il rischio di vederle sparire e lasciarci da soli in un mondo che, proprio come in un'apocalisse zombie, è fuori dal nostro controllo.