Se solo potessi ti prenderei a calci, la recensione del dramma psicologico con Rose Byrne
Con quel titolo che già da solo suscita curiosità e sorpresa, Se solo potessi ti prenderei a calci (traduzione quasi letterale, per una volta, dell'originario If I had legs I'd kick you), ha attirato l'interesse della critica fin dalla presentazione al Sundance Film Festival nel 2025, per poi proseguire il suo cammino per vari festival internazionali (compreso un passaggio alla nostra Festa del Cinema di Roma lo scorso anno), raccogliendo premi e consensi e diventando uno dei titoli protagonisti di questa awards season.
La trama ci catapulta nella quotidianità di Linda (Rose Byrne), che incontriamo in un periodo decisamente stressante: mentre suo marito è lontano per motivi di lavoro, lei si occupa da sola della loro figlia, la quale soffre di problemi legati all'alimentazione che comportano continui appuntamenti in una clinica e un sondino gastrico, e in più Linda deve gestire anche il suo lavoro di psicoterapeuta, in cui ha a che fare con pazienti ancora più in crisi; quando il soffitto del suo appartamento crolla a causa di un'infiltrazione, allagando (letteralmente e metaforicamente) la propria esistenza, e madre e figlia sono costrette a trasferirsi in un motel, la donna deve sforzarsi di mantenere il controllo e non lasciarsi travolgere dal caos.
Il film è scritto (ispirandosi a una vicenda personale, cioè un periodo lontana da casa con la figlia malata) e diretto da Mary Bronstein, che interpreta anche un piccolo ruolo e che lo ha filmato in meno di un mese con un budget molto limitato; in questa sua opera seconda però c'è anche lo zampino di Josh Safdie, autore di progetti molto acclamati, sia da solo che in coppia col fratello Benny (Good time, Diamanti grezzi, fino al recentissimo Marty Supreme, altro contendente agli Oscar) e del suo abituale co-sceneggiatore (nonché marito della regista) Ronald Bronstein, entrambi fra i produttori del film, che effettivamente ha in comune con i suddetti titoli un certo stile a base di energia nervosa, cupa e frenetica.
Se solo potessi ti prenderei a calci vuole essere un'esplorazione senza filtri di stress, ansia e difficoltà di cui sono preda molte donne e nello specifico le madri, spesso costrette a destreggiarsi fra molteplici impegni e responsabilità, talvolta senza aiuti e quindi facilmente schiacciate da un senso di isolamento, impotenza e inadeguatezza; in questo, il film può essere accostato ad altri titoli come ad esempio il recente Die my love con Jennifer Lawrence, in cui troviamo una giovane donna che, sopraffatta dall'impatto della maternità, precipita sempre più in una spirale distruttiva in cui ostacoli e pericoli sembrano arrivare tanto dall'interno che dall'esterno: la storia ci porta dentro la mente della protagonista finché diventa difficile distinguere realtà e immaginazione, con parentesi oniriche e allucinatorie, incubi e proiezioni che prendono forma fino a sconfinare nel thriller psicologico e addirittura quasi nel body horror.
Il ruolo di Linda propone un vero e proprio tour de force per Rose Byrne, presente in ogni scena, spesso inquadrata in primissimo piano, in una performance che esprima intensità senza andare mai troppo sopra le righe, stress e agitazione ma senza piegarsi a un eccessivo autocompatimento; per l'attrice australiana, che vinse giovanissima una Coppa Volpi a Venezia per La dea del '67 (2000), e ha poi intrapreso una ricchissima ed eclettica carriera hollywoodiana, questo è il ruolo della consacrazione definitiva, per cui ha già portato a casa una serie di premi fra cui un Golden Globe, l'Orso d'argento al Festival di Berlino e, al momento in cui il film esce da noi, è candidata all'Oscar.
La regista poi le ha affiancato anche volti del mondo dello spettacolo ma non attori a tempo pieno, come Conan O'Brien, famosissimo conduttore televisivo e comico (nonché ultimo presentatore proprio della notte degli Oscar) e che dunque ci si poteva aspettare di vedere in un ruolo ironico e amabile, invece interpreta il rigido e antipatico terapeuta della protagonista, mentre tra le figure che popolano il del motel troviamo il rapper A$AP Rocky.
Se solo potessi ti prenderei a calci è un film che risulta anche volutamente difficile da guardare, quasi respingente per lo spettatore, proprio a causa del suo approccio ansiogeno e caotico, per i suoi personaggi non necessariamente gradevoli o positivi, per uno stile che alcuni troveranno troppo virtuosisticamente autocompiaciuto, in cui tutto è esasperato e portato ai limiti dell'assurdo, comprese alcune precise scelte stilistiche (come quella di lasciare fuori campo alcune persone); ciò che rimane impresso comunque è un ritratto al femminile con una sua personalità e autenticità, che ne fanno un'opera interessante e audace.
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I Wonder Pictures presenta il trailer del film 'Se solo potessi, ti prenderei a calci' (If I Had Legs I'd Kick You) della regista Mary Bronstein con protagonista Rose Byrne.