The Day of the Jackal, recensione della serie su Sky

La serie 'The day of the jackal' con Eddie Redmayne e Lashana Lynch regala allo spettatore lo stesso piacere che un buon libro thriller regala a un lettore: quella sensazione di non riuscire a fermarsi, di dover andare avanti per scoprire dove andrà la storia.
Eddie Redmayne in The Day of the Jackal, scena da trailer

Era il 1971 quando Frederick Forsyth diede alle stampe il romanzo dal titolo Il giorno dello sciacallo (The day of the jackal in lingua originale), libro che è finito col diventare una delle spy story più famose della letteratura, al pari della saga dedicata all'agente segreto James Bond. Dopo essere stato già trasposto sul grande schermo, ora il soggetto di Forsyth è diventato la base per la serie per The Day of the Jackal dall'8 novembre in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW. Tuttavia, a differenza della storia d'origine, la nuova trasposizione su piccolo schermo sposta in avanti la vicenda, e trasporta la spia/mercenario ai tempi nostri, in una società estremamente avanzata, dove i "guru" della tecnologia la fanno da padrone, diventando minacce per governi, stati e politici. Ed è in questo contesto che si muove il protagonista (interpretato da Eddie Redmayne). Dopo aver portato a termine un colpo nella città di Monaco, lo sciacallo viene ingaggiato da una misteriosa potenza affinché tolga di mezzo un bersaglio estremamente difficile. Intanto un'agente dell'MI6 (Lashana Lynch) è ben decisa a catturare l'assassino di Monaco, ma le sue azioni la porteranno in luoghi oscuri che potrebbero mettere in pericolo ogni aspetto della sua vita.

Trattandosi di un thriller con fortissime venature spy, non andiamo più a fondo nella descrizione della trama di una serie estremamente ben fatta e che, lo diciamo subito, merita senz'altro il tempo della visione. Se da una parte The day of the jackal non presenta chissà quale guizzo artistico che possa renderlo particolarmente originale nella sola resa tecnica, tutto l'impianto funziona estremamente bene, al punto che lo spettatore è in qualche modo trascinato all'interno della storia, in un reticolo di informazioni, codici e situazioni di cui non si sa mai lo sviluppo e che tengono viva la tensione. Negli episodi non c'è mai un vero calo dell'attenzione e l'intreccio sempre più fitto di personaggi e location non appesantisce mai la resa, che non appare mai "troppo piena" o dispersiva. A questo si deve aggiungere anche un bellissimo studio dei personaggi. Se, nella storia originale, buoni e cattivi erano divisi in modo dicotomico e netto, la serie The day of the jackal sembra prediligere soprattutto le sfumature. Così il mercenario non è solo un mostro con le mani sporche di sangue e le tasche piene di soldi, né Bianca, l'investigatrice dei servizi segreti britannici, è solo una garante della giustizia. Entrambi hanno i loro momenti di luce e le loro pozze di oscurità e proprio questa ambivalenza rende ancora più interessante la visione, perché dopotutto e nell'imperfezione che l'umano sa trovare la propria unicità.

Molto elegante nella resa quanto freddo nella fotografia - per descrivere un mondo di tecnologia e anonimato, di freddezza e isolamento - The day of the jackal risulta vincente anche dal punto di vista delle interpretazioni degli attori chiamati a dare tridimensionalità al racconto. Non solo i due protagonisti - che, naturalmente, sono il vero cuore dell'intera operazione - ma anche i personaggi di contorno, quelli che sembrano quasi apparire a caso e che invece finiscono con il dare tridimensionalità alla storia, ad avere ruoli più o meno chiave per lo sviluppo - o l'involuzione, a seconda dei punti di vista - dei personaggi. Ancora una volta, non vogliamo andare troppo a fondo con le informazioni perché The day of the jackal regala allo spettatore lo stesso piacere che un buon libro thriller regala a un lettore: quella sensazione di non riuscire a fermarsi, di dover fare un'abbuffata di informazioni per scoprire dove andrà la storia, chi è il vero responsabile e in che luogo vivono le colpe. Forse non sarà la serie tv indimenticabile che darà una direzione a questo decennio, ma The day of the jackal è una serie che sa intrattenere con una buona scrittura e un buon ritmo. E questo è già più che sufficiente.