The First Slam Dunk arriva a noleggio sulle principali piattaforme streaming: perché non bisogna perderlo
Slam Dunk, nato prima come manga dalla penna di Takehiko Inoue, e poi diventato un anime di grande successo (e con uno straordinario doppiaggio italiano), può essere considerato a tutti gli effetti un capolavoro. Per come sono delineati i personaggi, per il valore che viene riconosciuto alla sconfitta, per la comicità a volte demenziali e la capacità di raccontare in modo elegantissimo tanto lo sport quanto il dolore, la storia di Hanamichi Sakuragi è una di quelle che sono capaci di travalicare i confini generazionali, di diventare universali e, perciò, intramontabili. Per questo, quando al cinema è uscito The First Slam Dunk grazie al lavoro di Anime Factory, c'è stato un grande interesse e un grande chiacchiericcio intorno a quello che aveva tutte le potenzialità per essere un film indimenticabile.
La storia del lungometraggio, curato dallo stesso Inoue, si concentra soprattutto su Ryota Myagi, il numero 7 dello Shohoku, un teppistello che nel manga e nella serie tv viene identificato non solo grazie al suo enorme talento come pivot, ma anche grazie alla sua cotta per l'assistente-allenatrice Ayako. In The First Slam Dunk, invece, la penna di Inoue così come la regia si spingono ben oltre i confini bianchi di un campo da basket e si allungano fino al passato di Ryota, fino a un lutto che ha distrutto la sua infanzia e, allo stesso tempo, ha dato una direzione alla sua vita. Vengono così indagate le ragioni per l'amore per il basket e, insieme, il percorso di un ragazzo che la vita ha reso problematico, trasformandolo in un adolescente pieno di rabbia, fino alla storica rissa con Hisashi Mitsui che è uno dei punti più alti della prima parte del manga e dell'anime. Alternato a questo racconto intimo e intimista di un ragazzo nella fase più delicata della vita, The First Slam Dunk porta sul grande schermo anche la partita che lo Shohoku affronta contro il San'nō, match che era rimasto fuori dalla serie animata e che, quindi, molti appassionati che non avevano letto il manga potranno scoprire proprio grazie a questo lungometraggio, che ora è arrivato per il noleggio e l'acquisto sulle principali piattaforme, come Sky Primafila, Prime Video e Rakuten, tanto per citarne alcuni.
The First Slam Dunk è un film d'animazione che funziona sotto ogni punto di vista. Da una parte c'è il ritratto plastico ma mai finto dei muscoli tesi durante una partita che potrebbe fare la differenza nella vita di molti: il tratto di Inoue viene portato sul grande schermo e si ha come la sensazione di guardare da vicino un'opera d'arte che prende vita, come se lo "scalpello" del mangaka avesse fatto una magia altrimenti impossibile. Chi è seduto a guardare il film sente il peso della fatica, il sudore che disegna braccia e gambe, la determinazione che accetta la volontà di realizzare un sogno o concretizzare l'impossibile. L'empatia sorge spontanea e immediata e non si può fare a meno di sentire lo stomaco che si piega su se stesso, che si accartoccia per l'ansia, come se ci fossimo anche noi in campo, come se fossero nostri i muscoli che stanno andando a fuoco.
Verosimile nella descrizione di un match, sebbene con i tempi allungati e fiction che sono necessari al cinema, The First Slam Dunk ha anche il merito di essere profondamente umano. La storia di Myagi, del suo passato e dei suoi affetti, infatti, porta l'occhio della macchina da presa a insistere sullo strano percorso che, a volte, la vita può essere e che può diventare. Le svolte, le tragedie, le decisioni: tutto viene gettato all'interno di un calderone imprevedibile e che, paradossalmente, riesce ad essere credibile proprio per questo. Proprio il carattere più umano di questa pellicola è ciò che può spingere lo spettatore verso la commozione, in un turbinio di emozioni che non lascia indifferente e che coopera a rendere il film una piccola opera d'arte, capace di raccontare la vita, lo sport e l'amicizia senza scadere nella pornografia del dolore o in facili ricatti emotivi che avrebbero potuto allontanare il pubblico, invece che avvicinarlo alla storia. E, invece, una volta che si è varcato il confine del grande schermo - o, adesso, del piccolo schermo - The First Slam Dunk diventa non solo un mondo a cui siamo felici di avvicinarci, ma anche uno di quelli da cui non vorremmo mai uscire.