The Lowdown, recensione della serie crime noir con Ethan Hawke

L'attore americano è protagonista di un giallo ambientato a Tulsa, in Oklahoma, luogo che ha un ruolo fondamentale nella storia, una vicenda ricca di crimine ma anche di commedia.
The Lowdown, scena da trailer

Tra le nuove serie a fare il loro debutto sui nostri schermi con Disney Plus, troviamo The Lowdown, un crime mistery che è al tempo stesso una dark comedy: la storia si svolge a Tulsa, in Oklahoma, dove Lee Raybon (Ethan Hawke) è un uomo che, oltre a gestire una libreria di testi rari e antichi, è un giornalista indipendente per qualche pubblicazione del luogo; spesso a fine mese i conti non tornano e lui cerca di restare a galla per mantenere l'affetto e la stima della figlia adolescente Frances (Ryan Kiera Armstrong, la futura protagonista del reboot di Buffy l'ammazzavampiri) mentre la sua ex moglie si è rifatta una vita con un nuovo compagno. Lee si definisce un "truthstorian", cioè uno storico della verità, e così quando Dale Washberg (Tim Blake Nelson), membro di una potente famiglia locale a cui Lee aveva dedicato un'inchiesta, viene trovato morto per un apparente suicidio, Lee decide di indagare su una presunta cospirazione riguardante gli affari della famiglia, interessato in particolar modo a Donald Washberg (Kyle MacLachlan), fratello di Dale e in corsa per la poltrona di governatore, e alla vedova Betty Jo (Jeanne Tripplehorn), il che lo trascinerà in un vortice di eventi a rischio.

La serie porta la firma di Sterlin Harjo, che continua così la serie di progetti ambientati nel suo stato natale, come lo era già il suo precedente successo, la serie Reservation dogs, alla quale lo stesso Ethan Hawke aveva preso parte come guest star a un episodio; l'Oklahoma, un territorio intimamente connesso (fin dal nome) alla popolazione dei nativi americani (anche Killers of the flower moon di Scorsese si svolgeva in questo stato, dove sta sbocciando una fiorente industria cinematografica e televisiva) è a tutti gli effetti un personaggio della serie, che ci porta nel suo tessuto sociale, umano e politico, fra tensioni legate non solo a questioni razziali e un'atmosfera sospesa fra tradizione e innovazione.
The Lowdown è un crime noir pervaso da una forte vena autoironica di leggerezza in cui l'autoproclamato investigatore (che sarebbe vagamente ispirato al vero storico, giornalista e artista Lee Roy Chapman) non sfoggia trench, pipa e borsalino, ma stivali e cappello da cowboy, e si caccia in una serie di situazioni che vanno da quelle più grottesche e surreali a momenti maggiormente pericolosi; la trama è all'apparenza semplice ma ingarbugliata, come da tradizione nel genere, da una serie di incontri con personaggi bizzarri e pittoreschi, indizi e vicoli ciechi, depistaggi e tradimenti, mentre si vanno a scoperchiare segreti di famiglia, inganni e corruzione.

Nel corso degli otto episodi, si ha in qualche momento l'impressione che la storia giri un po' a vuoto, più interessata a far assorbire lentamente allo spettatore il panorama geografico e culturale entro il quale si muovono i personaggi, spesso con il sottofondo di una bella e variegata colonna sonora coerente con l'ambientazione; ci sono poi alcuni camei e partecipazioni speciali ad impreziosire la storia, come l'attore e commediografo premio Pulitzer Tracy Letts (l'autore di I segreti di Osage County, sempre ambientato in Oklahoma), o il noto attore nativo americano Graham Green (Balla coi lupi) in uno dei suoi ultimi ruoli prima della sua recente scomparsa, o Peter Dinklage, protagonista di un episodio nel ruolo dell'ex socio di Lee.
Nei panni stropicciati (con abbondanza di ferite e lividi) del protagonista si muove a suo agio Ethan Hawke, interprete il cui volto ha conservato negli anni un fascino giovanile che esprime un certo candore e stupore innocente, doti che lo rendono una presenza gradevole e in grado di suscitare comprensione e fiducia anche in ruoli come questo, di un uomo dalle molte imperfezioni e mancanze.

The Lowdown è quindi una serie da cui forse ci si poteva aspettare qualcosa di più in termini di contenuti e originalità, ma può rappresentare comunque una piacevole aggiunta per gli amanti del genere, lasciando infine aperto lo spiraglio a possibili future stagioni con nuove imprese del protagonista.