Tra le nuove serie in arrivo in Italia su Sky e NOW, troviamo The Miniature Wife-Un piccolo problema, dieci episodi tra commedia e fantascienza. Al centro della storia troviamo i coniugi Lindy (Elizabeth Banks) e Les Littlejohn (Matthew MacFadyen): lei è una scrittrice che dopo aver vinto il Pulitzer con il suo romanzo d'esordio autobiografico ha faticato a ritrovare l'ispirazione e a replicare quel risultato, e si ritrova così a tenere corsi di scrittura; lui è uno scienziato al lavoro sulla miniaturizzazione degli oggetti, un progetto con cui ambisce a rivoluzionare il mondo dell'agricoltura. Con una figlia ormai grande che ha lasciato casa per frequentare il college, Lindy si sente sempre più frustrata, per aver messo in secondo piano la sua carriera in modo da dare sostegno al marito nelle sue imprese, ma ora si sente trascurata anche da lui, tanto da aver intrapreso una frequentazione segreta con Richard (O-T Fagbenle, noto principalmente per il ruolo del marito della protagonista in The handmaid's tale), un collega di Les. La tensione fra marito e moglie esplode durante una discussione in cui Lindy rimane accidentalmente vittima dell'ultimo esperimento di Les, e viene rimpicciolita, ritrovandosi in un corpo alto appena 15 centimetri. Ha inizio così una corsa contro il tempo in cui Les deve affrettarsi a trovare la formula per riportare sua moglie a grandezza naturale, destreggiandosi fra le dinamiche di potere del suo laboratorio dove incombe anche il suo nuovo capo scienziato, la gelida Vivienne (Zoe Lister-Jones, attrice ma anche sceneggiatrice e regista, tra i suoi film How it ends, Beau ha paura e Il rito delle streghe), mentre Lindy cerca di adattarsi alla sua nuova dimensione e la coppia tenta anche di trovare un modo per mandare avanti le proprie vite senza destare sospetti tra familiari, amici e colleghi.
La storia, ispirata a un racconto di Manuel Gonzalez (nella raccolta The miniature wife and other stories), si basa su uno spunto narrativo già sfruttato più volte dallo schermo, pensiamo a un classico per famiglie come Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi (e relativi seguiti), o più di recente, anche in chiave socio-politica, a Downsizing, per non parlare del supereroe dalle dimensioni di una formica, naturalmente Ant-Man.
Qui la grande invenzione scientifica serve come base innanzitutto per mettere in scena una visione, cinica e amara oltre che grottesca e surreale, sui rapporti di coppia, specialmente quelli di lunga data, e su come equilibri di potere, frustrazioni e noia siano un pericolo costante per le unioni coniugali, sommati anche a stress e pressioni tanto interne quanto esterne, per allargarsi ai rapporti familiari in senso più ampio, a partire dal confronto/scontro tra genitori e figli. A questo si aggiunge anche l'inevitabile monito sui rischi del progresso scientifico a livello globale con momenti in cui, specialmente verso il finale, la storia vira anche verso il racconto di avventura e azione, quasi uno spy-thriller.
Come capita spesso nei titoli dall'umorismo dark e corrosivo, i protagonisti non sono necessariamente persone del tutto gradevoli o positive, ed è quello che accade anche qui: marito e moglie possiedono entrambi un certo grado di egoismo e narcisismo uniti a modi di fare che non suscitano esattamente empatia; oltre ai dispetti (che in certi punti diventano una vera e propria guerra) fra di loro, vediamo ad esempio come, tutto sommato, non sembrino eccessivamente preoccupati dell'impatto che l'incidente potrà avere sulla figlia Lulu (Sofia Rosinsky, fra le protagoniste della serie Paper Girls): anche quest'ultima viene rappresentata d'altra parte come frutto della loro unione, e quindi a sua volta cinicamente rassegnata ed esasperata, con in più tutte le contraddizioni e volubilità tipiche della sua età.
Dieci episodi sono probabilmente troppi per una trama che avrebbe potuto essere più condensata senza troppi cliffhanger, ripetizioni o giri a vuoto (compreso un intero episodio flashback); inoltre alcuni personaggi secondari non sono sfruttati al meglio dalla sceneggiatura, e finiscono per smarrirsi un po' nel corso della narrazione, senza avere neanche una vera e propria conclusione adeguata: ne è un esempio l'editor di Lindy (Sian Clifford, già sorella della protagonista in Fleabag) o anche lo stesso Richard.
Nei ruoli principali, l'inedita coppia composta da Banks (interprete molto versatile, già da qualche tempo ormai promossa a protagonista) e Macfadyen (ormai un volto rappresentativo della black comedy dopo il trionfo di Succession) che forse però in certi momenti non sanno se spingere di più su una comicità paradossale e sopra le righe o tentare una maggiore sottigliezza psicologica, rispecchiando una certa indecisione di fondo della trama: The Miniature Wife è quindi una serie leggera, per chi cerca una storia tra il fantastico e il verosimile.