The Other Bennet Sister-Orgoglio e riscatto, la recensione della serie ispirata ai personaggi di Jane Austen

Una miniserie in dieci puntate che è praticamente uno spin-off di Orgoglio e pregiudizio, ma stavolta al centro della narrazione troviamo Mary Bennet, la sorella spesso più trascurata dalla storia.
The Other Bennet Sister - Orgoglio e riscatto - Poster orizzontale

L'obiettivo è chiaro fin dal titolo: The Other Bennet Sister-Orgoglio e riscatto, la miniserie in arrivo da noi su Sky dopo aver ottenuto eccellenti risultati sia di critica che di audience in patria; il riferimento va ovviamente alla famiglia protagonista di quello che è probabilmente il più famoso tra i romanzi di Jane Austen, vale a dire Orgoglio e pregiudizio. Finora, grazie non solo al libro ma anche alle sue trasposizioni cinematografiche e televisive, ci sembrava di conoscere molto bene caratteristiche e dinamiche familiari delle sorelle Bennet, dalla dolce e riservata Jane e la volitiva e spigliata Lizzy, alle capricciose e frivole Kitty e Lydia. Colei che è sempre rimasta più in ombra rispetto alle altre è la figura di Mary Bennet, la figlia di mezzo, raffigurata come più solitaria e meno portata a socializzare delle sue sorelle, essenzialmente dedita ai suoi studi e alle sue letture, spesso anzi rimproverata e presa in giro per la sua tendenza a esprimersi in maniera forbita ma noiosa, e della quale non conosciamo amori, infatuazioni o eventuali corteggiatori: adesso a colmare questa lacuna arriva la serie, tratta dall'omonimo romanzo di Janice Hadlow, che per la prima volta mette Mary al centro della vicenda.

Nei primi episodi la trama ripercorre gli eventi già noti ai lettori austeniani, dalla notizia dell'arrivo di Mr. Darcy alla visita di Mr. Collins con lo scopo di trovare una moglie; così vediamo come Mary (Ella Bruccoleri) sia generalmente considerata quella meno avvenente e quindi più svantaggiata tra le sorelle Bennet, bistrattata dalla sua stessa madre anche solo per l'utilizzo degli occhiali da vista ma che ciononostante si ritrova comunque costretta ad aspirare a un matrimonio con un uomo giudicato un degno partito. 
La svolta per Mary arriva quando si trasferisce a casa dei suoi parenti londinesi per fare da insegnante ai loro bambini, e comincia così a trovare la propria voce e a cercare il suo posto nel mondo, tra le passioni di sempre, antiche frustrazioni, e nuove conoscenze che attirano la sua attenzione.

La serie contiene quegli ingredienti che ci si può aspettare in un prodotto del genere, dalle conversazioni in cui si discute di vestiti o in cui si citano scrittori e poeti, alle cene con balli e giochi di gruppo, ma non mancano neanche momenti decisamente più avventurosi all'aria aperta, come un giro in barca e soprattutto un'escursione impervia nel Lake District; soprattutto, poi, quello che torna sono le tematiche già ampiamente affrontate dalla Austen nei suoi romanzi, cioè le osservazioni sulle disparità fra classi sociali che determinano spesso le unioni (oppure le impediscono, per lo stesso motivo), la necessità per una ragazza di affermarsi attraverso il matrimonio, e quindi il percorso, a volte lungo e faticoso, da intraprendere anche agli occhi di familiari e amici più stretti per farsi comprendere e apprezzare per quello che si è: in questo senso il personaggio di Mary incarna alla perfezione tutto ciò, mentre la vediamo nel corso dei dieci episodi farsi strada cercando, da un lato, di adeguarsi alle convenzioni sociali, dall'altro tentare di adattarle a sé, alla sua indole e ai suoi interessi, trasformando le sue iniziali goffaggini e inadeguatezze in un punto di forza e di fascino, insieme al suo buon cuore e alla sua intelligenza. La scelta di Ella Bruccoleri, attrice inglese di chiare origini italiane, si rivela adatta alla parte e ne conferma la predisposizione alle storie in costume (si era già fatta notare con serie come Call the midwife-L'amore e la vita e Bridgerton).
La trama poi affida un ruolo di rilievo a due figure maschili in particolare, William Ryder (Laurie Davidson) e Thomas Hayward (Dònal Finn), nel più classico dei triangoli sentimentali, ma vediamo anche la protagonista costantemente mortificata e umiliata (con effetto più frustrante che comico) in particolar modo da sua madre e da Miss Bingley (già storica nemesi di sua sorella in Orgoglio e pregiudizio) con toni e modi quasi da villain da cartone animato, mentre il personaggio femminile maggiormente fonte di saggezza e solidarietà femminile è affidato alla zia (Indira Varma).

Oltre a confermare che l'interesse per le opere di Jane Austen è sempre più attuale e vivo che mai (pensiamo solo agli imminenti adattamenti dello stesso Orgoglio e pregiudizio in arrivo su Netflix, e di Ragione e sentimento in arrivo nelle sale), The Other Bennet Sister è quindi una serie che sicuramente si propone di parlare anche a un pubblico femminile giovane e contemporaneo, ponendo al centro della storia una sorta di antieroina che cerca la sua strada e il suo riscatto anche rivendicando una propria autonomia di pensiero, determinata a non accontentarsi, neanche in amore.