Venezia 81, Trois Amies, la recensione della deliziosa commedia francese

Trois Amies di Emmanuel Mouret si inserisce perfettamente nella cornice delle 'classiche' commedie francesi degli ultimi anni: quelle basate soprattutto sui dialoghi, sulle incomprensioni, sugli intrecci tragicomici del destino.
Camille Cottin, India Hair e Sara Forestier in Trois Amies di Emmanuel Mouret
[credit: courtesy of La Biennale di Venezia]

Cosa vuol dire essere innamorati? Si può stare con qualcuno senza amarlo veramente? Ed è davvero come dice Marco Ferradini in Teorema che "chi meno ama è il più forte"? Queste sono alcune delle domande che lo spettatore potrebbe porsi nel seguire le vicende di Trois Amies, deliziosa commedia francese che pone al centro del proprio racconto tre amiche che sono alle prese con i lati meno chiari e "rassicuranti" dell'amore. Joan (India Hair) capisce di non essere più innamorata di suo marito, un uomo pressoché perfetto che la ama incondizionatamente. Rebecca (Sara Forestier) è alle prese con una relazione extraconiugale, con un uomo sposato noto con il soprannome di Monsieur X. Alice (la Camille Cottin di Call my agent), invece, non è innamorata di suo marito Eric, non almeno di quell'amore che si trova nelle canzoni o nei libri, eppure è felice al suo fianco. Quando Joan dice a suo marito quello che prova e chiede di separarsi, la vita delle tre migliori amiche prende una svolta improvvisa e inaspettata, in cui sarà proprio l'amore a essere il motore principale di una commedia che sotto le risate nasconde le riflessioni sulle insidie non solo dell'amore, ma anche dell'amicizia.

Sara Forestier e Camille Cottin in Trois Amies di Emmanuel Mouret
Sara Forestier e Camille Cottin in Trois Amies di Emmanuel Mouret [credit: Pascal Chantier - Moby Dick Films; courtesy of La Biennale di Venezia]

Non scriviamo di più sulla trama di Trois Amies perché il film diretto da Emmanuel Mouret è un gioco di incastri e di intrecci, dove ogni tessera del puzzle non va mai davvero dove il pubblico si aspetta. In questo senso Trois Amies funziona nel suo obiettivo di intrattenere il pubblico: nonostante in alcuni momenti siano presenti degli "scivoloni" in cui il ritmo diminuisce vistosamente, gli spettatori sono sempre attenti e la loro curiosità è tenuta sempre vigile, in attesa di comprendere come evolverà la storia di tre amiche che cercano di essere sincere tra di loro e con se stesse, che cercano un lieto fine in una vita che è piena di svolte improvvise, sia positive che negative.  Nonostante si senta in modo quasi preponderante la presenza del regista e, probabilmente, la sua volontà di far sì che il film venga percepito come autoriale, lo spettatore non esce mai davvero dalla storia, non si sente mai come se stesse assistendo a quello che potrebbe essere considerato come un mero esercizio di stile. 

Delegazione del cast di Trois Amies al photocall del film di Emmanuel Mouret a Venezia 81 il 30 agosto 2024
Delegazione del cast di Trois Amies al photocall del film di Emmanuel Mouret a Venezia 81 il 30 agosto 2024 [credit: Giorgio Zucchiatti/La Biennale di Venezia-Foto ASAC]

Trois Amies si inserisce perfettamente nella cornice delle "classiche" commedie francesi degli ultimi anni: quelle basate soprattutto sui dialoghi, sulle incomprensioni, sugli intrecci tragicomici del destino. La nazionalità del film - come struttura ma anche come tone of voice - si fa quasi protagonista aggiunta, per cui si ha sempre la piena consapevolezza di star guardando un film europeo, che non usa grandi effetti né grandi tecnicismi, ma affida la propria riuscita soprattutto sulla costruzione di personaggi grigi: nessuno, in Trois Amies, si salva davvero. Nessuno è mai davvero positivo: Alice è una donna che pensa di essere in una posizione di potere all'interno del suo matrimonio e questo la porta ad approfittarsene. Joan, nonostante quello che le accade, è una donna in qualche modo sottomessa, una sorta di - passateci il termine - "gatta morta" che ritrova se stessa solo con l'idea di un grande amore, anche se questo potrebbe ferire persone a lei molto vicine. Rebecca, infine, è una donna innamorata dell'idea dell'amore, ma che non si fa scrupoli a far di tutto per ottenere quello che vuole finendo, però, in modo quasi paradossale, ad essere lei la migliore delle tre amiche. E il film, tra le altre cose, sembra suggerire proprio questo: pone allo spettatore un quesito tutt'altro che scontato. Importa più l'amore o l'amicizia? Ci interessa di più avere una persona al nostro fianco innamorata di noi o proteggere quelle persone che ci vogliano bene a prescindere da tutto e da tutti? Delizioso. Da recuperare.