Werewolves, recensione dell'horror con Frank Grillo

Frank Grillo è il protagonista di un nuovo potenziale franchise, che immagina uno scenario apocalittico in cui la luna piena trasforma in lupo mannaro chiunque sia colpito dai suoi raggi, e i personaggi lottano per salvarsi.
Werewolves con Frank Grillo, scena da trailer

La premessa di Werewolves è che durante una notte di Superluna (l'evento che si verifica quando la luna piena è più vicina alla Terra) per un fenomeno inspiegabile gli esseri umani si siano trasformati in ferocissimi lupi mannari, pronti ad aggredirsi e sbranarsi l'un l'altro. Ecco perché un anno dopo, all'avvio del film, nell'imminenza di una nuova Superluna, ci si sta preparando ad affrontare la situazione nel tentativo di evitare una nuova strage: un gruppo di scienziati, tra cui il biologo molecolare ed ex soldato Wesley Marshall (Frank Grillo), sta lavorando a un antidoto speciale che impedirebbe la mutazione, mentre a tutti quanti è consigliato, durante la notte, di restare al sicuro nelle proprie case, senza esporsi ai raggi lunari e proteggendosi da eventuali attacchi (il che ricorda un po' il concetto della saga La notte del giudizio, alla quale proprio lo stesso Grillo ha preso parte nei capitoli Anarchia e Election year). Qualcosa però non va come previsto e Wesley si ritrova in fuga, insieme alla collega Amy Chen (Katrina Law, volto di tante serie tv tra cui Spartacus, Arrow e NCIS) in una corsa contro il tempo per salvare sua cognata Lucy (Ilfenesh Hadera, vista in Billions e Baywatch) e la sua bambina.

Ecco dunque un horror d'azione che pesca nella mitologia del licantropo, già portata in più variazioni sul grande e sul piccolo schermo; nel caso di Werewolves, possiamo dire che si tratta di un film che ha in tutto e per tutto le caratteristiche di un B-movie, sia nella forma che nei contenuti, una di quelle pellicole che al giorno d'oggi non trovano quasi mai più posto nelle sale: la trama è essenzialmente basica, quasi da video game, in cui gli eroi devono affrontare nemici e ostacoli per giungere sani e salvi alla meta. La sceneggiatura infatti non cerca una lettura in chiave socio-psicologica, né si lancia nell'allegoria politica (nonostante qualche dettaglio scontato come il vicino di casa patriottico e guerrafondaio), senza addentrarsi nemmeno in spiegazioni pseudo-scientifiche del fenomeno.

Diretto da Steven C. Miller, artigiano del genere action-thriller e horror (tra i suoi film, Extraction, I predoni e First Kill, tutti con Bruce Willis, e anche Escape Plan 2-Ritorno all'inferno con Sylvester Stallone), il film si mantiene senza dubbio su un impianto un po' rétro e piuttosto artigianale, anche nell'utilizzo degli effetti speciali, con una fotografia in cui spiccano colori saturi che danno al tutto un tocco più camp, e un cast di interpreti prestanti e di bell'aspetto, capeggiato da Grillo, da tempo presenza ricorrente prevalentemente in titoli d'azione (ricordiamo che è anche Brock Rumlow nell'universo Marvel, tra gli altri suoi film Warrior, The Grey, Come ti ammazzo il bodyguard 2, e sarà nel prossimo Superman).
Con personaggi inconsistenti, senza alcun tipo di approfondimento o di risvolti inattesi in caratteri e situazioni, il film non rivela molte carte da giocare neanche durante le sequenze d'azione, che non vantano invenzioni degne di nota o messe in scena memorabili; concepito come potenziale primo capitolo di un nuovo franchise action-horror (come dimostrato anche dal finale), Werewolves è un film adatto a chi cerchi una pellicola esclusivamente d'intrattenimento senza troppe riflessioni, che non aggiunge nulla di nuovo al genere e non regala momenti indimenticabili.