Win or Lose, la serie Pixar è un vero e proprio gioiello
Che cosa vuol dire essere un ragazzino? E quali sono le sfide che deve affrontare un adulto? Da una parte dei ragazzini alle prese con un'importantissima partita di softball, dall'altra gli adulti che gli gravitano intorno, insegnanti e genitori: questi sono i due poli intorno a cui ruota Win or Lose, la prima serie originale Pixar Animation Studios, disponibile su Disney+ a partire dal 19 febbraio. Scritto e diretto da Carrie Hobson, che si è ispirata alla sua stessa esperienza per produrre (insieme a Michael Yates) una serie in otto episodi incentrata su altrettanti personaggi che ruotano intorno a due partite di softball.
L'aspetto più coinvolgente della serie è che l'arco di episodi copre sempre gli stessi giorni, ma offrendo al pubblico punti di vista differenti. Una scelta tutt'altro che scontata, soprattutto al giorno d'oggi, dove lo spirito critico e l'apertura al dibattito sembrano essere stati seppelliti dall'arroganza di voler affermare l'esistenza di una sola, unica verità assoluta. Invece la serie ci ricorda che la verità (così come la vita) ha tante sfaccettature, tante voci che si sovrappongono e che davvero, per usare un modo di dire alquanto vetusto, a volte le cose non sono come sembrano. Ogni episodio, dunque, si presenta all'occhio di chi guarda con un personaggio diverso e nonostante ogni puntata abbia una durata che difficilmente supera i venti minuti, non si può fare a meno di affezionarsi a questi bambini coi loro problemi e agli adulti che, al pari dei più giovani, sono sprovvisti del manuale delle istruzioni per vivere una vita felice e priva di errori. Ecco, forse però è proprio questo l'elemento che traspare con maggior forza dalla visione di Win or Lose (di cui abbiamo visto in anteprima i primi 4 episodi): esiste la possibilità (se non proprio la certezza) di commettere degli errori.
Se la Disney - e, in parte, anche la Pixar - ci hanno cullato con la dolce illusione del lieto fine e del vissero per sempre felici e contenti, Win or Lose ci mette davanti alla possibilità che le cose possono andare per il verso sbagliato, che nonostante tutti i nostri impegni possiamo comunque fiancheggiare quell'idea di fallimento che ci spaventa anche solo immaginare. La serie originale targata Pixar ci ricorda che possiamo sbagliare i nostri comportamenti, che possiamo commettere errori mentre cerchiamo di navigare a vista e che anche quando cerchiamo di agire per il meglio il mondo può voltarci le spalle e sta a noi affrontare le conseguenze persino di quegli errori che non sempre portano la nostra firma. Si tratta dunque di una serie che, a dispetto di un'animazione molto semplice e immediata (per quanto possa esserlo quella della Pixar, che è sempre di livello molto alto), affronta il tema della vittoria e della sconfitta in modo molto maturo, immediato e saggio senza essere edulcorante o moraleggiante. Nella vita si vince e si perde e anche se a volte abbiamo bisogno di ricordarci che l'importante è partecipare, altre volte dobbiamo anche affrontare lo schiaffo della consapevolezza che non si può vincere sempre e che certe sconfitte possono essere ribaltate e altre no. Da questo punto di vista appare molto utile la metafora dello sport e del softball nello specifico: dall'importanza di "fare squadra" e di avere dunque delle persone su cui puntare, all'accettazione di sé e dei propri limiti, anche se questo dovesse significare tradire l'opinione che vogliamo che gli altri abbiano di noi.
Colorato ed estremamente efficace, Win or Lose è un prodotto davvero ben realizzato, tanto per quel che riguarda l'impianto visivo che per quello narrativo. Una serie d'animazione che è insieme profonda e capace di intrattenere, al punto che non si ha nemmeno la sensazione di divorarla, tanto che alla fine ci si sente di colpo privati di amici imprescindibili.