Zootropolis 2, il nuovo film della Disney è un capolavoro

Era il 2016 quando nei cinema arrivo Zootropolis, film diretto da Byron Howard e Rich Moore che immaginava un'utopia rappresentata da una città in cui tutti gli animali - tra carnivori ed erbivori, prede e predatori - potevano vivere insieme, in comunità.

Zootropolis 2 - Poster

Era il 2016 quando nei cinema arrivo Zootropolis, film diretto da Byron Howard e Rich Moore che immaginava un'utopia rappresentata da una città in cui tutti gli animali - tra carnivori ed erbivori, prede e predatori - potevano vivere insieme, in comunità. Un'utopia che, tuttavia, si basava anche su pregiudizi interiorizzati, secondo la quale gli erbivori non potevano fare a meno di guardare con sospetto ai carnivori e ai predatori, con una punta di sospetto. Immagine speculare di un'utopia irrealizzabile nella vita vera e tematica che è stata spesso trattata in diversi medium - non da ultimo il bellissimo manga e anime Beastars - Zootropolis seguiva le vicende della coniglietta Judy, diventata la prima poliziotto coniglio di Zootropolis. Osteggiata dai colleghi e da un'opinione pubblica incapace di accettare la sua straordinarietà, Judy finiva con il coalizzarsi con la volpe Nick Wilde, truffatore a tempo perso a sua volta vittima di pregiudizi radicati nella società. Il primo film era incentrato proprio su due personaggi vittime di luoghi comuni e falsità che finivano con il fare squadra per risolvere il mistero legato a numerose scomparse. La collaborazione, naturalmente, portava anche alla nascita di un'amicizia solida, ben radicata, che si basava proprio sull'accettazione di quegli elementi che rendono i due protagonisti tanto diversi ma anche complementari. Dal 26 novembre al cinema arriva Zootropolis 2, che arriva quasi a dieci anni di distanza dal primo, bellissimo capitolo.

Un'attesa, e lo diciamo subito, che verrà senza dubbio ripagata dal nuovo lungometraggio diretto da Byron Howard e Jared Bush, che è stato capace di mantenere invariate le caratteristiche migliori di Zootropolis, senza snaturare i personaggi e, al tempo stesso, inventare una storia del tutto nuovo che sembra in grado di guardare anche alla nostra contemporaneità. Il film prende il via a una settimana circa dalla fine del primo capitolo: Judy e Nick sono ora partner in polizia e non vedono l'ora di dimostrare il loro valore, soprattutto dopo il successo riscontrato con l'ultima missione. Tuttavia la determinazione di Judy di dimostrare la loro bravura porta il duo ad avere numerosi problemi coi colleghi, che non sembrano disposti a prenderli sul serio. Proprio per questo, Judy e Nick finiscono con l'andare in terapia, perché il capo pensa che debbano trovare il loro equilibrio. Le cose si mettono male quando Judy riesce, quasi per sbaglio, a scoprire che un serpente è arrivato a Zootropolis, dopo un secolo da quando i rettili erano stati cacciati dalla città. Quello che si spalanca davanti agli occhi di Judy e Nick è un complotto che scava sempre più a fondo nelle radici della città stessa e che rischia di mettere in discussione persino quelle verità che si credevano inossidabili. 

Senza voler andare troppo a fondo nello svelare la trama di questo bellissimo lungometraggio, per non rischiare di rovinare l'esperienza di visione agli spettatori, basterà dire che Zootropolis 2 è ancora una volta la messa in scena di un giallo, un enigma pieno di indizi da scoprire, che porta i due protagonisti a viaggiare sempre di più nel cuore della città, scoprendo zone che non mancheranno di sorprendere chi è seduto in poltrona. Inoltre, proprio attraverso le figure dei serpenti, il film ha il merito di trattare il tema della cancellazione etnica che purtroppo è decisamente attuale al giorno d'oggi. E lo fa senza ammiccamenti, ma anche senza alcun tono edificante. Il messaggio è semplice, limpido e immediato e aggiunge un ulteriore livello di lettura a un film che è già di per sé ricco di spunti e di Easter Egg che di certo non mancheranno di far entusiasmare il fan della Disney della prima ora, che si divertirà a scoprire tutti i rimandi ai film più famosi, da quelli più recenti a quelli che invece fanno parte del cosiddetto Rinascimento. Tuttavia Zootropolis 2 è anche un film metalinguistico e postmoderno, a suo modo. Profondamente citazionistico, con l'aspetto di una lettera d'amore verso il cinema degli anni Ottanta, il film di Byron Howard e Jared Bush omaggia la settima arte in tanti modi diversi (il richiamo al cinema horror vi farà innamorare ancora di più!) e, soprattutto, mostra anche una certa autoironia. Negli ultimi anni, infatti, la Disney è stata spesso al centro delle polemiche per il numero crescente di sequel, reboot e Live Action che, secondo i detrattori, starebbe a significare una non così sotterranea mancanza di originalità e creatività. Ecco, con Zootropolis 2, che è di fatto un sequel, la Disney dimostra il proprio talento, la lucida consapevolezza dei propri mezzi e del proprio lascito e nel farlo ride di se stessa, ride di quelle critiche che le sono state mosse, come quelle di raschiare il fondo del barile alla ricerca di qualche dollaro in più. E in questo senso è emblematico - perdonateci il piccolissimo spoiler - che nei titoli di coda, alla voce della regia, non è segnato il nome dei due metteur en scene, ma la frase chiunque lavori alla Disney Animation. E' una dichiarazione d'affetto e di intenti, una dichiarazione che lascia intendere quanto non sia mai un'entità astratta a portare alla realizzazione di un film, ma tanti professionisti pieni di talento e (si spera) di passione che lavorano tanto per avere uno stipendio quanto per riuscire a portare nella vita degli altri quella scintilla di magia che non ci stanca mai.

Il tema centrale continua ad essere l'accettazione del diverso ma anche l'idea di una famiglia. Da una parte c'è l'idea della famiglia disfunzionale, che è tutt'altro che il nido felice che i primi film Disney ci avevano fatto credere. Tema che era già stato trattato in Encanto. Dall'altra c'è ancora una volta il ricordo alla famiglia d'adozione, alla possibilità di eleggere come componente del proprio nucleo persone con cui non condividiamo il sangue, ma il desiderio di spartire la vita, coi suoi picchi e le sue strade accidentate piene di buche. Se, nel primo film, Judy e Nick dovevano dimostrare entrambi il proprio valore, in questo secondo film devono dimostrare il loro valore come coppia, come squadra coesa. Non si tratta più di accettare solo una "natura diversa", ma anche un diverso modo di approcciarsi al mondo. Ma l'elemento più toccante nel rapporto di Judy e Nick è il loro istinto a proteggere l'altro, la loro paura di perdere quella creatura che finalmente li vede esattamente per ciò che sono. Sottolineando l'importanza di una comunicazione sincera e diretta, Nick e Judy dimostrano ancora una volta quando l'amicizia possa essere davvero il gancio in grado di salvarci dall'annegamento nell'indifferenza generale. Stratificato, ricco, divertente e pieno di emozioni, Zootropolis 2 è uno di quei film che non ci stanchiamo mai di rivedere, quelli che diventano dei nuovi classici nel momento stesso in cui raggiungono la sala. Imperdibile.