Federico Buffa Talks - Traiettorie di stelle, da Carlo Ancelotti a Caitlin Clark passando per Giacomo Bulgarelli, Helmut Haller e Federica Brignone

Da Carlo Ancelotti, vincitore della Champions League 2023-24 con il Real Madrid, a Caitlin Clark, rivelazione dello sport oltreoceano e stella della WNBA, passando per Federica Brignone, l'Azzurra più vincente di sempre in Coppa del Mondo: questo ed altro nella puntata 'Traiettorie di stelle' di Federico Buffa Talks su Sky e NOW.
Federico Buffa Talks - Traiettorie di stelle

Con l'inizio della stagione 2024-2025 della UEFA Champions League ha fatto ritorno Federico Buffa Talks, un programma di Federico Buffa e Federico Ferri, con la regia di Leopoldo Muti, a cura di Sara Cometti. Il primo episodio della settima puntata "Traiettore di stelle" dedicato a Carlo Ancelotti, Caitlin Clark, Giacomo Bulgarelli ed Helmut Haller si trova disponibile da lunedì 16 settembre 2024, in onda alle ore 19.45 e alle ore 22.45, su Sky Sport Uno e NOW, anche on-demand. Il secondo episodio della settima puntata è dedicato invece a Federica Brignone e propone racconti, ricordi, emozioni dentro la vita di questa sciatrice italiana e mondiale. 

Con l'introduzione affidata a Massimo Oldani, voce di Radio Capital, l'episodio riparte proprio dal tecnico di Reggiolo Carlo Ancelotti, vincente da giocatore per  due volte con il Milan, poi da allenatore, altre due volte coi rossoneri e tre con il Real Madrid (di cui una nella stagione scorsa della Champions League). A Federico Buffa Talks, Ancelotti condivide gli insegnamenti di chi ha camminato prima di lui e con lui, da Liedholm a Sacchi, in panchina, e in campo, insieme ai più grandi calciatori della storia del gioco. 

Che cosa c'è del giocatore, nell'Ancelotti allenatore? Dice Federico Buffa:

"Carlo è un uomo intelligente, che assorbe, ascolta, guarda. Liedholm gli insegna che si può controllare la partita tenendo la palla. L'antitesi della scuola italiana. Da Sacchi prende invece l'opposto di quello che gli dava Liedholm. Sacchi è mediamente arrabbiato e occasionalmente affettuoso, ma questa ossessione per il risultato, questa idea di che cosa vuol dire muovere una squadra assieme lo impressiona".

La stagione 2024/2025 della UEFA Champions League vede coinvolte per la prima volta cinque squadre italiane. Oltre all'Inter, all'Atalanta , alla Juventus e al Bologna c'è spazio anche il Milan - con il ricordo in puntata di Karl-Heinz Schnellinger, campione recentemente scomparso, rossonero per nove stagioni, protagonista in particolare della cavalcata in Coppa delle Coppe, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale con la squadra guidata da Nereo Rocco. Dice Federico Buffa:

"Quando arriva lui, siamo ancora nel post-bellico e lui e il suo amico Helmut, altro fenomeno, Haller, secondo me sono perfetti, è come se li avesse mandati il Ministero degli Esteri tedesco. Gli italiani hanno bisogno di leader tedeschi non minacciosi e questi due sono semplicemente perfetti. Sono umanamente avanzatissimi. Sono molto divertenti, sono sfrontati, sono fortissimi tecnicamente e si integrano subito in un sistema italiano. Dal punto di vista della relazionalità Italia Germania questi due valgono 1.000.000 di marchi e lui è uno dei due". 

Era datata 1964/1965 l'ultima ed unica apparizione dei rossoblù nell'allora Coppa dei Campioni. Si trattava della squadra di Giacomo Bulgarelli, altro compianto campione ricordato da Federico Buffa in questa settima puntata del "Talks", dove viene ricordata anche la figura di un altro tedesco di nascita e italiano d'adozione: Helmut Haller, colui che sfilò il pallone dei Mondiali agli Inglesi, dopo la vittoria nel 1966.

Tanto calcio, ma non solo. Spazio anche per Caitlin Clark, una donna capace di far registrare il record di ascolti più alto in assoluto per un evento di basket maschile e femminile, approdata alle Indiana Fever. A proposito della Clark, dice Federico Buffa:

"È un prodigio, un prodigio. Ha una contemporaneità sorprendente. L'ho vista giocare parecchie volte, perché anch'io mi sono incuriosito. La finale del College basket di quest'anno femminile fa 18,9 milioni di spettatori: l'evento di basket, di qualsiasi livello, più visto negli Stati Uniti dal 2019. Questo interessa tutte le redazioni del mondo. Vuol dire che questa notizia arriva sui tavoli delle redazioni, anche se non ne hai mai sentito parlare. "

Con o senza premio di Rookie of the Year, il suo impatto sulla WNBA e sul basket femminile è stato travolgente, tanto che anche gli uomini ora guardano a lei. Già ad inizio anno era chiaro che avesse conquistato le attenzioni e il favore di LeBron James; ora anche quello di Shaq, che la paragona a Curry nell'abilità al tiro e dice alle bambine americane: "Ispiratevi a lei".

Proseguendo il filone delle grandi atlete, il secondo episodio della settima puntata di Federico Buffa Talks - disponibile da venerdì 27 settembre alle 19.45 e alle 22.45 su Sky Sport Uno, NOW e on demand -  è dedicato a Federica Brignone, l'Azzurra più vincente di sempre in Coppa del Mondo, prima italiana di sempre a vincere la Coppa del Mondo Generale di sci. Una fuoriclasse che ha superato il record di vittorie sulla neve di alcune delle più grandi icone dello sport italiano: Alberto Tomba, Deborah Compagnoni, Stefania Belmondo e Gustav Thoeni. Una delle poche polivalenti della nostra Nazionale, capace di vincere gare in più specialità, è stata la prima a vincere la Coppa del Mondo Generale e tre Coppe del Mondo in tre discipline diverse e la più matura nella storia dello sci mondiale a vincere una gara di Coppa del Mondo in Slalom Gigante. Oltre a questo, in cassaforte colleziona anche tre medaglie olimpiche e tre mondiali.

Su Federica Brignone, Federico Buffa racconta:

"Lei è praticamente figlia di Lara Croft. È la classica ragazza che da quando ha 5-6 anni viene inventata in ruoli avventurosi".

Nata a Milano, a sei anni si trasferisce con la famiglia in Valle d'Aosta, a La Salle, per assecondare il sogno della madre, Ninna Quario, ex sciatrice azzurra e giornalista, di vivere in montagna e nella natura. La parabola vincente di Federica Brignone, cresciuta sulle orme materne, parte dallo Sci Club di Courmayeur, e ancor prima dalle traiettorie tracciate dietro le code di papà Daniele. Della sua famiglia, Federica racconta a Federico Buffa:

"Anche lui faceva lo sciatore. Era lo sportivo più dotato della famiglia. Mio fratello invece era il campione nato, perché io da bambina non vincevo niente. Lo spirito agonistico ce l'avevo, ve lo posso assicurare. Però non avevo grandi risultati. 
A me piaceva stare con la compagnia, mi divertivo. A me piaceva proprio stare con gli altri bambini, giocare. Poi quando c'era il momento della competizione ero super-iper competitiva - quello da sempre - però lo facevo per stare col gruppo, vivere la comunità".

Molto competitiva, discreto DNA sportivo, la "Tigre" di La Salle ripercorre insieme a Buffa e Ferri tutta la sua carriera, dal trasferimento in Valle d'Aosta alla conquista della Coppa del Mondo, condividendo le sfide affrontate nel suo percorso verso il successo, le difficoltà e le paure, ma anche la leggerezza con cui da sempre ha vissuto il suo amore per lo sport e il suo impegno per la sostenibilità ambientale; con la serenità e la determinazione di chi ha voluto intraprendere da sola la strada professionistica dello sci, fino a scoprirsi quasi per caso protagonista vera di questo sport. Prosegue Federica:

"A sorpresa di tutti io mi ero qualificata per gli internazionali e tutti: 'Ma chi è questa? Non l'abbiamo mai vista, proprio mai vista a livello italiano'. Quell'anno, con il numero 39, ho vinto i Campionati Italiani di Super G. E lì ho capito. 
Ho iniziato a cercare di sentire la velocità. Io sono sempre stata una che provava a sciare a modo suo, tutto sugli spigoli, molto agganciato alla neve. A me piace fare le curve, non voglio sentire lo sci quasi scivolare. Per me è come se avessi un compasso sotto i piedi. 
In base a quello che sento sotto i piedi mi comporto di conseguenza.
Mi ricordo di essere andata da una mia amichetta del tempo a dire: "Ho scoperto come spingere gli sci e voglio farlo. Voglio continuare a provare, vediamo se ci riuscirò'".

Sulla neve, Federica Brignone è nel suo elemento. Con gli sci ai piedi si sente a suo agio e si rende conto di poter fare quasi qualsiasi cosa. Questa consapevolezza le fa superare le paure che, come tutti, si trova ad affrontare, anche nella vita di tutti i giorni. È così che traccia le linee che la orientano in pista e la proiettano verso il futuro nella vita.