Dopo qualche mese di attesa, è arrivato finalmente in libreria Leave me there, il nuovo romanzo di Naike Ror che prosegue le vicende della Hawthorne Academy già iniziate in Meet me here (qui potete leggerne la recensione), entrambi editi da Always Publishing. Romanzo a più voci che prosegue perfettamente la storia del primo capitolo, Leave me there riprende quasi dal punto preciso in cui si era interrotto Meet me here. Mentre la borsista Juliet e il re della scuola Asher cercano ancora di capire come far funzionare la loro storia d'amore che deve rimanere segreta, l'equilibrio della scuola rischia di andare in mille pezzi quando nei corridoi della prestigiosa accademia tornano i fratelli Sterling. Dopo gli scandali che hanno travolto la loro famiglia, Sunny e Dorian sono pronti a riprendersi il posto che spetta loro. Ex regina della scuola e ora migliore amica di Juliet, Sunny ha solo due propositi: vendicarsi di tutti coloro che le hanno voltato le spalle e, soprattutto, difendere il fratello dall'accusa abietta che grava sulle sue spalle. Sunny vuole tornare ad essere la leader della Hawthorne, non tanto per vero interesse, quanto per dimostrare a tutti (e in primo luogo a se stessa) di non essere un fiore delicato da poter schiacciare, ma un'erbaccia impossbile da estirpare. Peccato che i suoi piani debbano costantemente scontrarsi con la presenza di Miles, suo grande amore ma anche veleno che le scorre nelle vene. La loro è una storia d'amore lunga, tormentata e tossica e l'aspetto più interessante di Leave me there è che Naike Ror non cerca mai di romanticizzare questa tossicità.
Il rapporto tra Sunny e Miles, che riempie le pagine e cattura la curiosità di chi legge, non è mai "venduto" come la storia d'amore da sogno. L'autrice, al contrario, disegna con la precisione che le è caratteristica un rapporto che è basato sulla co-dipendenza, sulla mancanza di fiducia e sul rancore. La relazione tra Miles e Sunny non è di quelle che fanno sognare i lettori, è di quelle che invece accendono l'empatia di chi legge. Tutto nel rapporto tra i protagonisti è sbilanciato, a tratti sbagliato, ossessivo e totalizzante: è facile riconoscere i tratti tossici di una relazione che è in realtà un bunker da cui è impossibile uscire. Quello che però interessa è capire quel sentimento. Rendersi conto che a volte il veleno è troppo forte e che la dipendenza ha scavato radici troppo profonde. Ancora una volta - giusto per essere chiari, visto le tante e sterili polemiche che ancora ruotano intorno al genere romance - non c'è romanticizzazione di un amore tossico, ma c'è l'analisi di un rapporto che è sbagliato per tutti, tranne per chi lo vive (sempre tra le pagine di un libro). Sunny e Miles nel corso del libro si rendono conto di quanto sappiano farsi male a vicenda, ma il loro lieto fine non è tanto cancellare i loro problemi con un colpo di spugna, quanto avere la maturità e il coraggio di accettare che quel male che vivono è niente se paragonato alla sofferenza che provano stando lontani. Una sensazione che il lettore stesso avverte, anche grazie alla costruzione di questa relazione che inizia quando i due sono bambini e la loro crescita è scandita dall'aumento del desiderio di stare insieme. Ma Leave me there non è un romance canonico, perché non è il romanticismo il suo cuore pulsante. A far avviare il motore di questa storia impossibile da mettere giù è la vendetta.
Ogni pagina mostra un personaggio alle prese con il rancore. Dai volti sconosciuti che si muovono nello sfondo per detronizzare la famiglia di Asher dalla leadership, a Cressidra, la villain per antonomasia che siamo soliti trovare nei teen drama e che rappresenta un po' la personificazione di tutto ciò che abbiamo odiato nei nostri anni al liceo. La scuola smette di essere un luogo di insegnamento e diventa un campo di battaglia, dove persino il preside è chiamato a prendere posizione, mentre le dinamiche interne cambiano e si evolvono. Ogni personaggio - protagonisti inclusi, ovviamente - non è mai una sola cosa e non sono mai del tutto positivi. Più e più volte durante la lettura sarà lecito provare un senso di fastidio o insofferenza. Lungi dall'essere un punto debole, questo aspetto fa sì che i personaggi siano tutti molto centrati. Juliet, che è l'eroina del libro, finisce col mettere in dubbio legami che dovrebbero essere incrollabili. Elowen, che nel primo libro sembrava quasi una fatina dei boschi, si presenta al lettore con un'anima più vendicativa del previsto. Persino Dorian, con le sue accuse di stupro e i suoi silenzi prolungati, che appare quasi una presenza evanescente, mostra di essere qualcuno capace di suscitare paura in chi lo sfida. Sunny è sia vittima che carnefice, una divoratrice di anime che divora soprattutto se stessa mentre cerca di somigliare alla se stessa del passato. Se Meet me here era un romance più incentrato tradizionalmente sulla storia d'amore, Leave me there è un libro che trabocca di oscurità e rancore, che affascina tanto per la storia d'amore controversa (dal lato emotivo), quanto per gli intrighi interni alla scuola, degni di quelli delle corti reali. Vi avviso: il finale vi farà arrabbiare moltissimo. E va bene così.