Il mito intramontabile di Edmond Dantés e de Il Conte di Montecristo
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Forse oggi siamo abituati a usare con troppa leggerezza il termine capolavoro quando fruiamo di un'opera, che sia un libro, un film o una serie tv. Eppure ci sono prodotti per cui questo termine, così abusato e a tratti limitante, non solo è corretto, ma è anche l'unico che possa essere utilizzato. È il caso de Il conte di Montecristo, romanzo di Alexandre Dumas che questa sera torna su Rai 1 grazie alla nuova miniserie che vede Sam Claflin nei panni di quell'Edmond Dantés la cui sete di vendetta è stata capace di ispirare anche il musical di Sweeney Todd - The Demon Barber of Fleet Street. Dopo essere stata presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma (qui trovate la nostra recensione), la serie diretta dal premio Oscar Bille August fa il suo debutto in prima serata, riportandoci dentro una Francia ottocentesca, in cui il destino di un uomo è deciso dall'invidia degli altri e dalla sua incapacità di "lasciar correre".
Non è certo un mistero il fatto che il tema principale dell'opera sia la vendetta. Una vendetta mai apertamente violenta, ma machiavellica, lenta, che ha bisogno di pazienza e intelligenza per poter essere portata a termine. Una vendetta che noi che facciamo parte del pubblico comprendiamo, per la quale tifiamo, e che ci fa sentire bene, perché questa è una grande forza del romanzo: ci illude (o forse ci consola con l'idea) che possa esserci una giustizia in un mondo dove invece tutto sembra procedere secondo linee guida dettate dal caos. In qualche misura noi "godiamo" del male che viene perpetrato agli altri, perché è un pagamento che reputiamo sia dovuto a Edmond, la cui vita è stata così distrutta da "obbligarlo" a cancellare la propria identità. Non più Edmond Dantés, ma il freddo e cinico Conte di Montecristo, come se le ferite subite si fossero fatte così grandi ed estese da divorare l'uomo e far uscire la maschera. Alexandre Dumas non ha scritto un romanzo per insegnare i valori del perdono: ha regalato al pubblico una storia dove vince l'offeso che, a sua volta, è diventato un uomo tutt'altro che positivo. Se all'inizio Edmond Dantés pare un giovane pieno di valori, profondamente buono, che non anelava ad altro se non a vivere dignitosamente la propria vita grazie al frutto dei suoi talenti, quando indossa la maschera del conte il suo animo è ormai diverso. È ancora un uomo capace di provare amore e lealtà, ma è soprattutto un personaggio così divorato dal suo bisogno di vendetta dal diventare senza scrupoli, arrivando quasi a perdere persino la propria capacità di amare.
È nell'imperfezione del suo protagonista che Alexandre Dumas cala il suo asso nella manica. Non un eroe e nemmeno un cattivo, Edmond Dantés è qualcosa che si pone in mezzo, in quella terra di nessuno dove luce e oscurità convivono in un equilibrio che potrebbe sempre cambiare da un momento all'altro. E diventa anche la maschera su cui Dumas scrive il suo assalto alla società, questo tableau vivant che respira ancora oggi, che risulta attuale ancora oggi. La Francia de Il conte di Montecristo è un cosmo che non ha mai smesso di somigliare a sé stesso. Sebbene sia ambientato nell'Ottocento, il romanzo guarda ancora con ferocia persino alla nostra stessa società. La stessa sete cieca di potere, lo stesso bisogno di accatastare ricchezze che servono più per status che per inseguire il tentativo di essere felice. Se si legge l'opera con il solo intento di essere intrattenuti, si vedrà soprattutto la vendetta, il piano diabolico per riportare giustizia. Se si va appena più a fondo, però, si potrà vedere come tutti i personaggi non sono altro che degli attori che recitano in uno spettacolo dove il premio è il potere e la possibilità di fare ciò che si vuole, anche scadendo nel crimine. Dumas è riuscito, dunque, a miscelare fruizione e lezione, senza che nessuno degli elementi sopraffacesse l'altro ed è anche per questo che Il conte di Montecristo non ha una data di scadenza. Perché l'essere umano continuerà a inseguire il potere e, spesso, per farlo, non si fermerà davanti a niente e nessuno.
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Erika Pomella intervista Gabriella Pession e Nicolas Maupas, tra i protagonisti della serie televisiva Il Conte Di Montecristo in onda su Rai 1 da lunedì 13 gennaio 2025.
[credit: courtesy of Erika Pomella]
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Erika Pomella intervista Michele Riondino e Lino Guanciale, tra i protagonisti della serie televisiva Il Conte Di Montecristo in onda su Rai 1 da lunedì 13 gennaio 2025.
[credit: courtesy of Erika Pomella]