Nastri D'argento Documentari 2025, Vincitori e Premi assegnati

Cutro, Calabria, Italia di Mimmo Calopresti per il 'Cinema del Reale' Il cassetto segreto di Costanza Quatriglio per 'Cinema, Cultura, Spettacolo' e La valanga azzurra di Giovanni Veronesi sono i vincitori dei Nastri d'Argento Documentari 2025. Miglior docufilm Controluce di Tony Saccucci. Tra i Premi speciali un omaggio alla senatrice Liliana Segre per il racconto della sua vita nel film di Ruggero Gabbai Liliana e a Duse, the Greatest di Sonia Bergamasco migliore opera prima. Per lo sport sul podio anche Eroici! 100 anni di passione e racconti di sport di Giuseppe Marco Albano. La star degli anni '70 Luc Merenda, infine, 'Protagonista dell'anno' per il viaggio nel cult di genere in Pretendo l'inferno di Eugenio Ercolani.
Nastri D'argento Documentari 2025

La tragedia di Cutro, con il naufragio dei migranti, quel 6 febbraio 2023 sulla spiaggia dove fu girato il Vangelo pasoliniano, in Cutro, Calabria, Italia di Mimmo Calopresti, Il cassetto segreto di Costanza Quatriglio viaggio nella memoria che intreccia il rapporto intimo di una figlia alla scoperta del padre e l'esperienza straordinaria di un giornalista e inviato speciale, come pochi del suo tempo, aperto al racconto di mondi lontani, e ancora l'avventura dello Sci nazionale negli anni '70 ne La valanga azzurra di Giovanni Veronesi, candidato nella 'cinquina' speciale dedicata allo Sport, sono i tre titoli vincitori dei Nastri d'Argento 2025. Miglior docufilm Controluce di Tony Saccucci, la storia di Adolfo Porry-Pastorel, l'intraprendente "fotografo di Mussolini", giornalista, giovanissimo pioniere dei fotoreporter italiani.

Giovanni Veronesi, regista del film La valanga azzurra:

"Con questo documentario ho chiuso un cerchio: volevo fare lo sciatore, poi è andata male e ho fatto un'altra cosa, completamente diversa. Ho visto e sperimentato come anche lo scii può diventare uno sport di squadra" 

Fabrizio Zappi, Direttore di Rai Documentari, che ha collaborato con Fandango e Luce Cinecittà per la realizzazione del documentario La valanga azzurra, scritto da Lorenzo Fabiano, Domenico Procacci, Giovanni Veronesi, Sandro Veronesi con la consulenza di Luca Rea:

"Il Nastro d'Argento vinto da La Valanga Azzurra premia un esempio di servizio pubblico che sa unire Storia, spettacolo e forti emozioni nel racconto di un gruppo di straordinari atleti che hanno reso grande lo sport italiano nel mondo". 

Lunedì 10 marzo presso il Cinema Barberini di Roma anche la consegna del Nastro d'Argento al Documentario dell'anno Ciao, Marcello - Mastroianni l'antidivo di Fabrizio Corallo, che ne firma anche la sceneggiatura accanto a Silvia Scola. Come si legge nella motivazione del Direttivo Nazionale dei Giornalisti Cinematografici:

"un racconto che celebra l'attore più amato in Italia e nel mondo con una ricostruzione affidata alla sua stessa voce e alle preziose testimonianze recuperate dalle memorie d'archivio di tanti protagonisti del suo tempo. (...) Un film che attraversa la carriera di Mastroianni come il suo modo di vivere anche il fascino, il talento e il successo che Marcello ha avuto per tutta la vita, con una naturale semplicità mai tradita".

Tra i Premi speciali assegnati quest'anno con i Nastri d'Argento l'omaggio alla senatrice Liliana Segre con un riconoscimento per il racconto della sua vita consegnato al film di Ruggero Gabbai Liliana, un ritratto in cui per la prima volta Liliana Segre ripercorre gli anni delle leggi razziali e del campo di concentramento alternando alle emozioni private e al racconto della sua dolorosa esperienza il ritorno nei luoghi importanti nel suo vissuto, ieri e oggi, soprattutto tra due città che hanno avuto per lei un significato speciale come Milano dove oggi vive e Pesaro. Dalla senatrice ai Nastri d'Argento un grazie per il premio in un messaggio che sottolinea il valore di Liliana come "l'espressione di pace di una donna di pace". Liliana Segre ricorda di averlo girato "alla vigilia di fatti terribili come quelli del 7 e 8 ottobre che hanno cambiato la vita di molti" dice "e la mia in particolare". E aggiunge: "nei miei confronti sono aumentati i messaggi di odio anche se per fortuna moltissime persone mi onorano ogni giorno di messaggi d'amore e questa vorrei fosse la cifra per ricordare questo documentario". 

A Duse, the Greatest di Sonia Bergamasco il Premio per la migliore opera prima dell'anno, un riconoscimento per la sua passione, quasi la sua 'magnifica ossessione' da quando al Piccolo di Milano si è avvicinata al mondo del teatro, che ha guidato tra curiosità e venerazione il suo viaggio discreto nel mondo di un'attrice di cui ricostruisce le emozioni anche più segrete usando come filo conduttore le sue stesse lettere che interpreta fuori campo, con pudore e discrezione, preferendo dare più spazio alle poche tracce visive della Duse, tra foto, ritagli, le riprese del funerale, gli spezzoni di Cenere, l'unico film da lei interpretato. 

Per lo sport sul podio anche Eroici! 100 anni di passione e di racconti di sport diretto da Giuseppe Marco Albano, scritto da Shadi Cioffi. Un film che ripercorre un secolo di sport attraverso il centenario del Corriere dello Sport nato il 20 ottobre 1924 per iniziativa di un gruppo di giovani appassionati guidati dall'ex calciatore Alberto Masprone e dal giovane Enzo Ferrari: una testata destinata a diventare un pilastro per lo sport italiano e storico punto di riferimento per generazioni di lettori e tifosi che ha celebrato il suo centenario proprio il 20 ottobre scorso e in questo documentario festeggia i più amati campioni di molte stagioni di successo. 

Alla star degli anni '70 Luc Merenda va il Premio 'Protagonista dell'anno' per il viaggio nella sua biografia artistica e nella sua vita che, proprio in Italia, fu di grande successo nei cult di genere che riaffiorano in Pretendo l'inferno di Eugenio Ercolani. è il film della sua vita, ma non solo, nato da un soggetto di Steve Della Casa e dello stesso Luc, ormai italiano (e romano) di adozione. Un percorso attraverso il suo quotidiano in quegli anni tra cinema, violenza, impegno politico e un racconto di sé, delle sue scelte, della sua vita vissuta al massimo, senza ipocrisia e senza omissioni, che diventano lo spunto per un viaggio che diverte e coinvolge e ci riporta ai film di genere che sono stati un successo di quei Settanta. 

La Menzione speciale dei Nastri d'Argento Documentari 2025 è andata infine al documentario di Luca Verdone Il critico viaggiatore dedicato al padre Mario, eclettico intellettuale, poeta, selezionatore della Mostra di Venezia, critico, insegnante al Centro Sperimentale, grande esperto del cinema di avanguardia, del futurismo e anche del circo. Un omaggio a un protagonista del Novecento che è stato anche particolarmente vicino ai Giornalisti Cinematografici Italiani. 

Laura Delli Colli, Presidente, a nome dei Direttivo dei Giornalisti Cinematografici:

"Si chiude con questi premi e con le segnalazioni importanti che li accompagnano in 'cinquina' un anno sempre più importante per i Documentari italiani che siamo orgogliosi di segnalare attraverso un palmarès ricco di approfondimenti che uniscono, forse mai come quest'anno, il racconto del reale ad una lettura di cronaca alla quale il cinema aggiunge il suo prezioso stile narrativo. Con i complimenti a tutti gli autori e i produttori che ci hanno proposto un'annata così importante, vorremmo anche sottolineare la ricchezza eterogenea degli spunti nati tra Cultura Spettacoli, tanta Musica, Teatro e ovviamente il Cinema, nelle scelte di una ricchissima selezione ufficiale che ci ha offerto ancora una volta la sorpresa dello Sport in una 'cinquina' davvero speciale". 

I finalisti e i Premi speciali sono stati selezionati tra i 185 titoli visionati e proposti entro il 31 dicembre scorso dai Festival più importanti o nelle rassegne specializzate e in qualche caso, anche trasmessi su reti o piattaforme televisive. 
La selezione ufficiale è firmata dal Direttivo Nazionale dei Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI): Laura Delli Colli (Presidente), Fulvia Caprara (Vicepresidente), Oscar Cosulich, Susanna Rotunno, Paolo Sommaruga, Stefania Ulivi e Maurizio di Rienzo, in particolare per il coordinamento delle proposte visionate.

Nastri d'Argento Documentari 2025

Il Documentario Dell'anno 
Ciao Marcello - Mastroianni L'antidivo di Fabrizio Corallo

Cinema Del Reale 
Cutro, Calabria, Italia di Mimmo Calopresti

Cinema, Cultura, Spettacolo 
Il Cassetto Segreto di Costanza Quatriglio

Il Racconto Dello Sport 
'Cinquina' speciale 
La Valanga Azzurra di Giovanni Veronesi

Miglior Docufilm 
Controluce di Tony Saccucci

I Premi Speciali

Omaggio alla sen. Liliana Segre 
Liliana di Ruggero Gabbai

Miglior opera prima 
Duse, The Greatest di Sonia Bergamasco
Eroici! 100 Anni Di Passione e Racconti di Sport di Giuseppe Marco Albano

Il 'Protagonista dell'anno' 
Luc Merenda 
Pretendo L'inferno di Eugenio Ercolani
Menzione speciale
Il Critico Viaggiatore di Luca Verdone

Le Cinquine FInaliste 2025

Cinema Del Reale 
Cutro, Calabria, Italia di Mimmo Calopresti 
Lirica Ucraina di Francesca Mannocchi 
Nel Nome Del Silenzio - La Chiesa e l'ombra della mafia di Antonio Bellia 
Prima Della Fine - Gli ultimi giorni di Enrico Berlinguer di Samuele Rossi 
Real di Adele Tulli

Cinema Cultura Spettacolo 
Carlo Mazzacurati – Una Certa Idea Di Cinema di Mario Canale, Enzo Monteleone 
Il Cassetto Segreto di Costanza Quatriglio 
Il Mestiere Di Vivere di Giovanna Gagliardo 
Pino Daniele - Nero A Metà di Marco Spagnoli 
Volonte' - L'uomo Dai Mille Volti di Francesco Zippel

Il Racconto Dello Sport - 'Cinquina' speciale 
Cattivi Maestri di Roberto Orazi 
Eroici! 100 Anni Di Passione E Racconti Di Sport di Giuseppe Marco Albano 
La Valanga Azzurra di Giovanni Veronesi 
Seydou - Il Sogno Non Ha Colore di Simone Aleandri
• Maestro - Il Calcio A Colori Di Tommaso Maestrelli di Francesco Cordio, Alberto Manni

Nastro della legalità 2025

A Il Nibbio di Alessandro Tonda il Nastro della legalità 2025 con il quale "i Giornalisti Cinematografici sottolineano ogni anno il valore speciale di quel 'cinema civile' capace di unire alla tensione narrativa di un racconto avvincente la riflessione su pagine di cronaca diventate Storia contemporanea ma spesso rimosse nel tempo". Proprio come accade nel film di Alessandro Tonda che riaccende il caso del rapimento della giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena, il 4 Febbraio 2005 in Iraq, liberata ventotto giorni dopo grazie alla mediazione, personalmente condotta per i servizi segreti militari italiani da Nicola Calipari. 
Nella gestione di quella delicatissima vicenda, il 4 Marzo di quel 2005, Calipari - allora vicedirettore operativo del Sismi, responsabile delle operazioni in Iraq - perse la vita ucciso dai proiettili americani che colpirono l'auto in cui viaggiava con la giornalista, verso l'aereo che la riportò, salva, in Italia. Un drammatico epilogo, tuttora irrisolto.

"Il Nibbio, scritto da Sandro Petraglia - con la collaborazione di Lorenzo Bagnatori- sulla memoria di un caso che non appartiene solo alla cronaca del giornalismo quotidianamente più a rischio, racconta in quei ventotto giorni di tensione sul fronte della geopolitica internazionale, l'impegno e la passione personale di Nicola Calipari di cui Claudio Santamaria - protagonista del film con Sonia Bergamasco nel ruolo di Giuliana Sgrena – e Anna Ferzetti in quello della moglie, offre un ritratto, anche intimo, in un racconto avvincente come una spy story".

Il Nibbio è una co-produzione italo-belga Notorious Pictures con Rai Cinema e Tarantula (in collaborazione con Netflix e Alkon Communication Srl). Distribuito da Notorious Film rappresenta per il team produttivo, per il regista e per gli autori "una grande ed emozionante sfida in cui è dichiarata anche la responsabilità culturale e storica, per la rilevanza dei fatti che ricostruisce, per la necessità di restituire al Paese attraverso il cinema una pagina così importante della sua storia recente, per la riconoscenza e il rispetto che si deve a una figura di enorme spessore umano, professionale e culturale come quella di Calipari" e che esalta nelle scelte narrative anche un'inedita dimensione emotiva e privata del personaggio.

Il Nastro della legalità è nato nel 2018 insieme a Trame – il Festival dei libri sulle mafie - allora diretto da Gaetano Savatteri - nel segno di una 'militanza' attiva sui temi della società con la quale il cinema, nella sua migliore tradizione di impegno civile, aiuta a ritrovare quella sensibilità al racconto del reale che a volte sembra persa nel tempo ma che è stata, invece, una cifra importante nella sua capacità di incidere nella vita sociale.