Trieste Science+Fiction Festival, l'evento italiano dedicato al genere fantastico in programma dal 3 al fino all'8 novembre nel capoluogo giuliano, celebra il centenario della nascita di Roger Corman, regista e produttore cinematografico venuto a mancare nel 2024, con un omaggio che attraversa la sua attività non solo come regista e produttore - ripercorsa attraverso una selezione di sei film - ma anche come scopritore di talenti: a Hollywood, Corman ha infatti offerto le prime grandi occasioni ad una generazione di cineasti.
Un tributo che assume un significato particolare proprio a Trieste, città alla quale la storia cinematografica di Corman è legata da oltre sessant'anni. Il rapporto con la manifestazione risale infatti alle sue origini: nel 1963, durante la prima edizione dello storico Festival Internazionale del Film di Fantascienza, del quale il TS+FF è oggi erede e continuatore, il film diretto da Corman "L'uomo dagli occhi a raggi X" si aggiudicò il massimo riconoscimento della manifestazione. Un legame destinato a proseguire nel tempo, con Corman tornato più volte a Trieste come ospite del festival.
La prima parte della retrospettiva prende il via prima dell'apertura ufficiale della manifestazione, con tre film scelti per raccontare "la capacità di trasformare produzioni indipendenti, budget ridotti e tempi serrati in una vera e propria palestra di cinema, offrendo libertà e occasioni concrete a giovani autori che avrebbero poi lasciato un segno indelebile nella storia della settima arte":
- "America 1929 - Sterminateli senza pietà" di Martin Scorsese, venerdì 9 ottobre alle 22.30;
- "Piranha" di Joe Dante, venerdì 16 ottobre alle 22.30;
- "Terrore alla 13a ora" di Francis Ford Coppola, venerdì 30 ottobre alle 22.30.
La seconda parte della retrospettiva è in programma durante la 26° edizione del TS+FF ed è interamente dedicata al Corman regista, riassunta nei tre titoli scelti dal Festival perché "restituiscono la sorprendente libertà di un cineasta capace di reinventarsi continuamente senza perdere il gusto per la sperimentazione, l'indipendenza e la provocazione":
- "La maschera della morte rossa", uno dei titoli simbolo del ciclo ispirato alle opere di Edgar Allan Poe;
- "Gas-s-s-s", espressione dello spirito irriverente e controculturale che attraversa una parte fondamentale della produzione del regista;
- "Frankenstein Unbound", ritorno di Corman alla regia dopo una lunga pausa e personale rilettura fantascientifica del mito di Frankenstein.
A rendere più speciale l'omaggio è la presenza di Julie Corman, produttrice e moglie di Roger Corman, ospite del Festival anche per introdurre le proiezioni dedicate al regista.