La casa editrice Always Publishing ha appena pubblicato il romanzo Rites of the Starling di Devney Perry, romantasy che rappresenta il sequel del bellissimo Shield of Sparrows (di cui vi avevamo parlato qui). La storia prende il via dall'esatto momento in cui si era interrotto il primo romanzo. Dopo l'arrivo di un presunto ricognitore Crux e dopo aver dovuto uccidere una persona del suo passato, Odessa scappa insieme a Evie, seguendo Padre Dime, uno dei Voster che potrebbe avere alcune risposte alle tante domande che affollano la mente della ragazza. Odessa, però, è soprattutto preoccupata per Ransom, il Guardiano e Principe che ha sposato e di cui è innamorata. I due innamorati, infatti, sono ora lontani e costretti a seguire strade che forse potrebbero non ricongiungersi. Lo scopo di Dess è quello di farsi strada fino al Quentis, suo regno natio, e chiedere aiuto al Re d'oro, suo padre, soprattutto in vista della migrazione dei Crux, che potrebbe essere più vicina di quanto si immagini. Nel frattempo la ragazza cerca di prendersi cura di Evie, mentre studia l'antico linguaggio da un libro di storie che forse potrebbero essere qualcosa di più di semplici fiabe. Nel frattempo, però, il lettore di Rites of the Starling fa la conoscenza di un nuovo personaggio, Caspia. È suo il nuovo punto di vista che si aggiunge a quello della protagonista e la sua voce è quella che si alterna a quella di Odessa, in un gioco di indizi e rimandi che risulta sempre più evidente man mano che si procede con la lettura. Saranno proprio queste due donne - Odessa e Caspia - a rappresentare il vero e proprio motore rivoluzionario della storia, costrette a cambiare le regole del loro mondo per avere una possibilità di felicità.
Senza voler andare troppo a fondo nella trama e negli snodi narrativi per non correre il rischio di incappare in qualche spoiler involontario, possiamo dire che Rites of the Starling è un libro che risente della "maledizione" del secondo romanzo. Quasi come se fosse un vero e proprio archetipo narrativo, la separazione tra i due amanti che riempie circa metà libro ne rappresenta anche il lato più debole. Non tanto perché i due protagonisti sono effettivamente separati, ma perché manca del tutto la voce di Ransom, il suo punto di vista, la sua storia all'interno della storia. La sensazione che si ha, leggendo la prima metà, è che manchi un pezzo, una tessera del puzzle fondamentale per poter comprendere a pieno il quadro. Questo fa sì, inoltre, che le prime trecento pagine del romanzo abbiano dei picchi in negativo. Sebbene la scrittura di Devney Perry sia sempre molto coinvolgente e di intrattenimento, il continuo incedere di Odessa, che si lascia trasportare dagli eventi e dalle persone e che quasi non ha voce in capitolo sul suo destino, rischia di essere percepito come noioso. In questo senso sono fondamentali le "intromissioni" di Caspia che, presentandosi un nuovo mondo e nuovi personaggi, tiene viva l'attenzione, sebbene il suo ruolo e la sua figura sono facilmente smascherabili dalla prima apparizione. Non che l'autrice abbia costruito intorno a Caspia l'hype del colpo di scena, ma la costruzione del personaggio è fatta in modo tale che venga svelato il minimo indispensabile poco a poco. Ecco, questa costruzione non funziona granché perché, appunto, la rivelazione finale è comprensibile sin dall'inizio per chiunque abbia letto il primo libro e abbia capito la verità su Odessa. Superato lo scoglio della prima metà - che, lo ribadiamo, è comunque godibile, ma non all'altezza della tensione del primo libro - le cose migliorano. Gli intrighi internazionali tornano all'attenzione e il viaggio di Odessa non è più solo un viaggio verso casa, ma un viaggio verso la verità.
Sebbene l'autrice faccia un po' troppo ampio uso dello strumento del Deus ex machina - Odessa, in questo libro, appare troppo stesso come la donzella che deve essere salvata -, in generale Rites of the Starling rappresenta quel libro di passaggio che forse non è il migliore della saga ma è comunque indispensabile per comprendere meglio alleanze, verità e strategie. Personaggi molto secondari nel primo libro, qui assumono ruoli più importanti e rivelano volti inaspettati. Di sicuro questo non è il miglior romanzo di Devney Perry, ma Rites of the Starling riesce comunque ad essere una lettura di intrattenimento e completa evasione, che conduce il lettore in un mondo dove la guerra comincia a farsi sempre più vicina e i nodi che vengono al pettine rischiano di scardinare qualsiasi equilibrio.