Gli ultimi giorni del Paradiso (titolo originale: 18 Buracos para o Paraíso
) è una pellicola appartenente al genere drammatico del 2025 e realizzato in Portogallo e Italia.
La durata complessiva è di 108 minuti. Dietro la macchina da presa troviamo João Nuno Pinto, con uno script firmato da Fernanda Polacow. Nel cast artistico si alternano come interpreti principali: Margarida Marinho, Beatriz Batarda, Rita Cabaço, Jorge Andrade.
Per quanto riguarda il mercato italiano, si segnala l'uscita nelle sale cinematografiche da .
Di cosa si tratta?Ambientato in una lussuosa tenuta portoghese nell'arida regione dell'Alentejo, il film si apre dopo la morte del patriarca e proprietario della tenuta, evento che fa esplodere tensioni a lungo represse all'interno di una ricca famiglia borghese. Tra rivalità, avidità e le insidiose promesse della speculazione edilizia, gli equilibri domestici si incrinano progressivamente. Sullo sfondo, la servitù discreta - ma tutt'altro che passiva - osserva e influenza silenziosamente il corso degli eventi. La narrazione si costruisce attraverso i punti di vista di tre donne, i cui mondi non si sfiorano mai, offrendo prospettive divergenti degli stessi accadimenti e dando vita a un intricato mosaico narrativo. Con l'avanzare della minaccia degli incendi, alimentati dalla siccità, le certezze crollano e i rapporti di potere si ridisegnano.
Trama
Siamo in una lussuosa tenuta portoghese nell'arida regione dell'Alentejo. All'interno delle mura domestiche, dopo la morte del patriarca e proprietario, i membri di una ricca famiglia borghese si scontrano, consumati da rancori sopiti, avidità e dalle spietate lusinghe della speculazione edilizia. Intorno a loro, silenziosa e apparentemente invisibile, la servitù osserva e muove i fili del quotidiano. Attraverso lo sguardo e i segreti di tre donne i cui mondi sembrano non comunicare mai, gli stessi eventi vengono vissuti e raccontati da prospettive inconciliabili. Quando la minaccia di incendi alimentati dalla siccità bussa alle porte della tenuta, le fragili certezze si incrinano e gli equilibri di potere vacillano. Gli ultimi giorni del paradiso è un affascinante rompicapo narrativo e una satira feroce sulle colpe della nostra società: la cronaca di un incendio, tanto letterale quanto metaforico, alimentato dall'egoismo umano.
Informazioni Tecniche
Titolo italiano: Gli ultimi giorni del Paradiso
Titolo originale: 18 Buracos para o Paraíso
Durata: 108 minuti
Formato audio/video: Colore
Genere: Drammatico
Lingua: portoghese, italiano
Anno: 2025
Nazione: Portogallo, Italia, Argentina
Case di Produzione: Wonder Maria Filmes (Portogallo), Albolina Film (Italia), Aurora Cine (Argentina)
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Curiosità
Note di Regia
Gli ultimi giorni del paradiso nasce dal profondo desiderio di riflettere sulla catastrofe ambientale a cui stiamo assistendo; non come una minaccia astratta, ma come una realtà quotidiana. Da quando mi sono trasferito nell'arida regione dell'Alentejo in Portogallo nel 2020, ho vissuto fianco a fianco con una comunità che affronta siccità, desertificazione e le pressioni del turismo e della speculazione immobiliare. Sono stato testimone di un paesaggio in cui i ruscelli non si riempiono più, l'erba non cresce più, e dell'ansia per l'assenza d'acqua. Questa realtà locale è l'eco di una crisi globale. Il film riguarda, nella sua essenza, il fuoco, sia letterale che metaforico, nato da un pensiero predatorio, una mentalità che continua a dominare e a guidarci verso un abisso. Dal punto di vista narrativo, Gli ultimi giorni del paradiso si sviluppa come una storia corale. Nei primi due atti, la prospettiva dei proprietari terrieri plasma la narrazione, mentre i servitori rimangono quasi invisibili, muovendosi per la casa e i terreni solo come custodi della proprietà. Nell'atto finale, i ruoli si invertono: le voci della servitù emergono, spostando l'equilibrio della storia e riconfigurando la nostra percezione di tutto ciò che è accaduto prima. Il film abbraccia una struttura tripartita che permette di raccontare la stessa storia tre volte, attraverso le prospettive singolari e spesso distorte di tre donne. I loro sogni non si intersecano, i loro mondi non comunicano, uno specchio delle nostre società fratturate. Questa struttura tripartita non è solo narrativa ma filosofica: dissolve il dualismo del conflitto in una terza via, dove i punti di vista si scontrano, si annullano o si ricostruiscono inaspettatamente a vicenda. Cinematograficamente, volevo che il film risultasse intimo, persino soffocante, collocando il pubblico all'interno dei mondi inquieti e fragili di queste donne. In definitiva, Gli ultimi giorni del paradiso è una riflessione sulla fragilità: della terra, della società e delle connessioni umane. È una storia nata in Portogallo, ma che parla in modo urgente della condizione globale che tutti condividiamo.