Aldo, Giovanni e Giacomo Attitudini: Nessuna
Trama
Aldo, Giovanni e Giacomo sono una leggenda della comicità italiana. Hanno attraversato tre decenni maturando continui successi. Chi li accompagna fin dall'inizio, chi li ha scoperti con Mai Dire Gol e Zelig, chi con film cult come Tre uomini e una gamba, o con gli ultimi successi
cinematografici, Odio l'estate e Il grande giorno, vincitore del David di Donatello del pubblico.
Qual è il segreto del loro successo? Quale l'alchimia che da più di trent'anni li unisce tra alti e bassi?
Sophie Chiarello accompagna il trio in un ritorno alle origini attraverso un racconto di amicizia, talento e del destino che li ha resi una leggenda della comicità italiana.
Info Tecniche
Cast
Cast e Ruoli:
Altro cast:
Colonna sonora originale: Fratelli Trabace.
Aiuto regia: Lorenzo Fabbro.
Suono in presa diretta: Riccardo Milano.
Montaggio del suono: Federico Cabula, Matteo Eusepi, Alessandro Quaglio.
Fonico di mix: Riccardo Gruppuso.
Organizzatrice generale: Francesca Righi.
Produzione: Daniele Occhipinti (Produzione delegata per Agidi Due), Carolina Iorio (Produzione delegata per Indigo Film), Cecilia Spera (Produzione delegata per Indigo Film), Ludovico Cantisanti (Produzione esecutiva per Driadi), Emanuela Rossi (Produzione per Agidi Due), Francesca Cima (Produzione per Indigo Film), Nicola Giuliano (Produzione per Indigo Film), Caterina Baglio (Produzione per Driadi).
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Curiosità
• Film realizzato con il contributo del fondo dello sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo del Ministero della Cultura italiano.
La Colonna Sonora del Film
I Fratelli Trabace, Angelo e Alessandro, firmano la colonna sonora di Aldo, Giovanni e Giacomo Attitudini:Nessuna. Ad anticipare la colonna sonora, pubblicata il 5 dicembre 2025 da Picicca Srl e distribuita da Universal Music Italia, la cover e il videoclip realizzato da Sophie Chiarello del brano di Enzo Jannacci Per un Basin, cantata da Aldo, Giovanni e Giacomo e registrata in presa diretta insieme ai Fratelli Trabace. Questi hanno dichiarato:
"La produzione della cover in studio con il trio è stata una delle giornate più intense e autentiche di questa esperienza. Cantare Jannacci – poeta del dramma scanzonato e leggero – in presa diretta, solo con pianoforte, violino e fisarmonica, ci ha riportato all'atmosfera spontanea di un'esibizione tra amici, come accadeva nelle osterie della Milano di una volta".
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I Fratelli Trabace, Angelo e Alessandro, firmano la colonna sonora di Aldo, Giovanni e Giacomo Attitudini:Nessuna. Ad anticipare la colonna sonora, il videoclip realizzato da Sophie Chiarello del brano di Enzo Jannacci 'Per un Basin', cantata da Aldo, Giovanni e Giacomo e registrata in presa diretta insieme ai Fratelli Trabace.
Note di Regia - Sophie Chiarello
Ho iniziato la mia formazione lavorando da aiuto regista in molti dei film di Aldo Giovanni e Giacomo e Massimo Venier, hanno interpretato il mio secondo cortometraggio Un Filo Intorno Al Mondo (candidato ai Nastri d'Argento 2006) e in ogni occasione d'incontro, i loro racconti e aneddoti sul loro percorso hanno suscitato la mia curiosità. Non ho smesso, nel tempo, di corteggiarli con un progetto che li raccontasse "da dentro", con il desiderio di esplorare la loro storia pubblica e privata che ai miei occhi somiglia un po' a una favola.
Dopo la mia esperienza di documentario con RITALS, la storia di emigrazione della mia famiglia dall'Italia alla Francia, e dopo Il CERCHIO, un documentario che racconta i 5 anni di scuola elementare di una classe di bambini, ATTITUDINI: NESSUNA parte proprio dove finisce IL CERCHIO: dai bambini che sono stati Aldo Giovanni e Giacomo. Erano tre ragazzini un po' "sfigati" - per parafrasarli - che per provenienza sociale avevano un destino già scritto, ma che grazie all'esistenza di luoghi oggi quasi scomparsi, di incontri con persone dallo sguardo rivolto agli ultimi, altri con persone e personaggi con un'idea di collettivo molto forte, ma soprattutto grazie all'incontro tra loro tre e ai valori che hanno retto il loro percorso umano e artistico, questi tre "sfigati" hanno smentito il giudizio che dall'alto non attribuiva loro, come dice la pagella ritrovata di Aldo, nessuna attitudine.
A stimolare ulteriormente il desiderio di raccontare la loro storia è anche il fatto che potessero raccontarsi in qualche modo da sé. È da questo aspetto specifico del "partire da sé" che il film intraprende un viaggio a ritroso dai sé di oggi ai sé degli inizi e prima ancora, per scoprire che in fondo Aldo Giovanni e Giacomo non sono mai realmente cambiati da quando, da bambini, giocavano all'oratorio e fabbricavano i loro sogni per il futuro. È così che inizio a dialogare con loro, filmandoli da una prospettiva privilegiata: quella di una relazione di amicizia e fiducia cresciuta in questi anni e che oggi ha messo insieme il loro mondo con il mio, quello del documentario. Con la telecamera in mano come estensione del mio sguardo, divento uno strumento attraverso il quale raccontarsi in maniera inedita: le nostre sono delle conversazioni tra amici, filmate in momenti diversi, a volte stando tutti insieme, a volte in situazioni più intime, e sono loro tre a farci incontrare i loro mondi e a interrogarli. Questa modalità ha permesso di non snaturare il loro linguaggio che vive dell'ora, dell'improvvisazione, dell'ogni volta diverso.
Sono io stessa spettatrice di quello che accade con loro, come sono stata spettatrice di una storia italiana che non conoscevo, del racconto di una Milano che si apriva davanti ai miei occhi, spettatrice che scopre insieme al pubblico il dietro le quinte di un mondo. Infatti, il film è anche un'occasione per ripercorrere un pezzo della storia dell'intrattenimento in Italia che, da mezza francese cresciuta fuori, mi era un po' estranea. Milano è la prima città italiana che ho scoperto appena arrivata in Italia. Ritrovarla oggi permette un viaggio nella sua trasformazione. È una città nei confronti della quale tutti, loro tre ed io, nutriamo un sentimento di gratitudine per aver dato una possibilità alla quale forse, altrove, sarebbe stato più difficile accedere. Una delle cose che mi ha colpito di più, è la libertà di sperimentare che hanno avuto Aldo Giovanni e Giacomo, la possibilità di sbagliare e ricominciare. Non so se oggi esista più questa libertà.
È un film sul tempo che passa, sui volti e i luoghi che si trasformano, sull'amicizia che è riuscita a rimanere intatta e genera ancora oggi, il desiderio di condividere esperienze, palcoscenici da abitare, sketch da improvvisare, pubblico da divertire, su desideri che continuano ad accendersi. Il film racconta il Trio rivelando anche gli uomini che sono con le loro forze e fragilità, la dinamica di relazione tra loro e la magia che accade sotto ai nostri occhi quando si ritrovano: il trio è un unico clown che prende vita appena i tre sono insieme, qualunque sia lo spazio e l'occasione di ritrovo.
Inoltrarmi nella loro storia e scoprirla, è un po' come svelare i segreti di una possibilità, quella di farcela da qualsiasi punto di partenza. Il documentario permette di scoprire mentre si sta filmando, di lasciarsi sorprende da direzioni inaspettate che proprio per sua natura, questo genere di film sa cogliere e accogliere. Con questo progetto, prendo per mano il pubblico e lo porto insieme a me in questo viaggio, le cose accadono davanti all'obiettivo della mia telecamera, davanti al pubblico, come se fosse seduto con me sul divano di casa di Giovanni.
Grazie a tutti questi ingredienti, il film non è soltanto la storia del Trio ma è molto più arioso perché spoglia i tre re della comicità dalla loro veste di personaggi famosi e li racconta nella loro nudità di essere umani, come siamo tutti. Diventa allora racconto universale che tutti abbiamo voglia di attraversare per piangere, ridere, riconoscersi, e per sentirsene in qualche modo parte, perché tutti abbiamo bisogno, forse ora più che mai, di credere nei sogni.
È quindi la storia di un riscatto sociale non cercato ma raggiunto grazie anche, o forse soprattutto, a un'amicizia che non si è piegata alle logiche di mercato né dello show business ma ha messo autenticamente al centro della creazione ciò che ha contribuito a rendere Aldo Giovanni e Giacomo ancora oggi tre artisti tra i più amati: il rapporto con il pubblico. Un pubblico molto ampio e trasversale per età, per estrazione sociale, per gusti, che ritrova tracce della propria vita nelle loro battute, nelle scene e nei personaggi, oggi veri e propri cult. È quindi un film che parla anche di noi, dell'Italia che siamo stati in grado di essere e di quella che sarebbe così bello far esistere di nuovo.
Note di Produzione
1995 - 2025: 30 anni in cui tutti gli spettacoli teatrali, i film, gli eventi televisivi di Aldo Giovanni e Giacomo sono stati prodotti Agidi.
Ma soprattutto nei primi venticinque di questi trenta anni hanno avuto al loro fianco Paolo Guerra che, fino a Odio l'Estate, li ha accompagnati e sostenuti in ogni momento. In quelli inevitabili della crisi e in quello della "rinascita", arrivata con il ritrovato sodalizio con Massimo Venier (proprio con Odio l'Estate).
Tutto iniziò nel 1994, in un piccolo teatro di Cesenatico dove organizzammo un loro spettacolo fatto al solo scopo di conoscerli meglio e verificare se c'erano i presupposti per una collaborazione. In realtà Aldo Giovanni e Giacomo avevano già partecipato a Su la testa, la trasmissione cult di Rai 3 in cui Paolo Rossi, uno degli artisti di punta di Agidi, li aveva fortemente voluti contro il parere di tutti. Già in quell'occasione ci eravamo incrociati.
Per Guerra la loro esibizione in quel teatro vuoto fu un vero colpo di fulmine: in quella stessa serata scrisse di proprio pugno un contratto sul foglio di carta gialla che avvolgeva il fritto misto di pesce consumato dopo spettacolo al ristorante, poi subito li volle ne Il Circo di Paolo Rossi, li fece conoscere ad Arturo Brachetti che ancora oggi è una figura essenziale soprattutto per il loro teatro, propiziò la loro partecipazione a Mai dire gol intuendo e valorizzando tutte le potenzialità che potevano esprimere anche in campo cinematografico.
E l'avventura del cinema fu la prima scommessa di Paolo Guerra: produrre con Medusa Film Tre uomini e una gamba: nessuno avrebbe mai immaginato un esordio così esplosivo per tre comici che avevano alle spalle soltanto una lunga gavetta nel cabaret, uno spettacolo teatrale - I Cortipreparato con Arturo Brachetti e le apparizioni televisive - in Su la testa e Mai dire gol - dove erano al fianco di altri attori comici che avrebbero poi segnato la storia della comicità in Italia, dagli anni Novanta ad oggi.
Una storia - quella del trio a fianco di Paolo Guerra e Agidi - lunga trent'anni, che ha prodotto numerosi spettacoli teatrali ancora oggi trasmessi in tv, l'esordio sui social fin dal loro nascere e numerosi film campioni di incassi.
Un grandissimo lavoro a cui Guerra si è dedicato con convinzione e con l'entusiasmo che lo contraddistingueva, contribuendo in maniera fondamentale non solo al loro grande successo ma portando grazie a loro nuova linfa alla commedia popolare italiana. Ha fatto scoprire la loro comicità intelligente, garbata, a tratti malinconica, a volte esilarante e politicamente scorretta ma mai volgare, fondata sui valori dell'amicizia e apprezzata ancora oggi da giovani e meno giovani, dalla Valle d'Aosta alla Sicilia.
dal pressbook del film
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