Di cosa si tratta?Ambientato nel cuore del Seicento e liberamente ispirato a fatti realmente accaduti, il racconto mette al centro la libertà e il rapporto tra l'uomo e il potere attraverso la storia di un frate che, con la forza della sua umanità, cambia la vita delle persone che incontra.
in uscita al Cinema
in Mostra a Venezia 83
Trama
Nel cuore del '600 c'è un uomo che parla di Dio come nessuno aveva fatto prima di lui: è Frate Leopoldo da Casamacchia. Mentre la Chiesa predica in latino, Fra Leopoldo racconta il Vangelo con una gioia contagiosa portando, a chi lo ascolta, sollievo e speranza. Parla di un Dio vicino agli uomini capace anche di ridere insieme a loro. Il suo messaggio si diffonde di villaggio in villaggio, conquistando il cuore di migliaia di persone che iniziano a seguirlo ovunque, mentre le chiese si svuotano. Quel clamore arriva fino a Roma e l'eco di quella voce ha un suono pericoloso per chi ormai governa attraverso la paura; il Papa decide di affidare il caso al cardinale Maculani, il più autorevole inquisitore del suo tempo. Quello che nasce come un processo si trasforma in un confronto inatteso, destinato a mettere in discussione convinzioni che sembravano incrollabili. Mentre il destino di Leopoldo sembra ormai segnato, quello di Maculani e di chi come lui è stato colto dal dubbio prendono direzioni inattese. Perché si può spegnere una voce ma non ciò che quella voce ha lasciato negli altri.
Informazioni Tecniche
Titolo italiano: Dio Ride
Titolo originale: Dio Ride
Durata: 114 minuti
Formato audio/video: Colore
Genere: Drammatico
Lingua: italiano
Anno: 2026
Nazione: Italia
Case di Produzione: Indiana Production, PiperFilm, Ogi Film, Netflix (in collaborazione con)
«Dio ride ha segnato per me un confine mai attraversato. Se nei film precedenti la regia era spesso al servizio degli attori e dei tempi delicati che la comicità richiede, in questo film ho aspettato la luce giusta, ho fatto albe vere, ho messo al centro lo sguardo, per filmare ciò che mi dava emozione. Grazie alla dedizione e alla generosità di tutto il cast artistico e tecnico e con l'aiuto di Pierfrancesco Favino, che ha bisogno di ben poche indicazioni, ho potuto esplorare un linguaggio più libero e personale. È stato come scrivere un racconto, con un vocabolario evocato da immagini e non da parole, per raccontare quanto la satira e la comicità abbiano da sempre fatto tremare il potere. Ho imparato molte cose nel dirigere questo film: la cosa più importante è stata quella di trattare la macchina da presa come una macchina da scrivere.»
Eventi
• Presentato in prima mondiale nella serata di chiusura della 83a Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.