Ambientato nel cuore del Seicento e liberamente ispirato a fatti realmente accaduti, il racconto mette al centro la libertà e il rapporto tra l'uomo e il potere attraverso la storia di un frate che, con la forza della sua umanità, cambia la vita delle persone che incontra.
Nel cuore del '600 c'è un uomo che parla di Dio come nessuno aveva fatto prima di lui: è Frate Leopoldo da Casamacchia. Mentre la Chiesa predica in latino, Fra Leopoldo racconta il Vangelo con una gioia contagiosa portando, a chi lo ascolta, sollievo e speranza. Parla di un Dio vicino agli uomini capace anche di ridere insieme a loro. Il suo messaggio si diffonde di villaggio in villaggio, conquistando il cuore di migliaia di persone che iniziano a seguirlo ovunque, mentre le chiese si svuotano. Quel clamore arriva fino a Roma e l'eco di quella voce ha un suono pericoloso per chi ormai governa attraverso la paura; il Papa decide di affidare il caso al cardinale Maculani, il più autorevole inquisitore del suo tempo. Quello che nasce come un processo si trasforma in un confronto inatteso, destinato a mettere in discussione convinzioni che sembravano incrollabili. Mentre il destino di Leopoldo sembra ormai segnato, quello di Maculani e di chi come lui è stato colto dal dubbio prendono direzioni inattese. Perché si può spegnere una voce ma non ciò che quella voce ha lasciato negli altri.
Collaborazione alla sceneggiatura: Paolo Portone e Jean Jacques Ilunga.
Trucco: Alessandra Vita.
Acconciature: Rodolfo Sifari.
Casting: Nicola Deorsola.