Raissa (Liza Soberano) e Jo (H.E.R.) in L'isola dei Ricordi

L'isola dei Ricordi

Forgotten Island
Film | 2026 | Stati Uniti | 93 minuti
L'isola dei Ricordi - Poster

In breve: La storia di due amiche da sempre che, prima di prendere strade diverse, dovranno ritrovarsi ne L'isola dei Ricordi.

L'isola dei Ricordi (titolo originale: Forgotten Island )  è un film del 2026 prodotto negli Stati Uniti di genere animazione, avventura, commedia, azione, fantastico.  La durata complessiva è di 93 minuti. La regia è firmata da Joel Crawford, Januel Mercado, mentre la sceneggiatura è stata scritta da Joel Crawford. Nel cast principale figurano come interpreti: H.E.R., Liza Soberano, Dave Franco, Lea Salonga, Jenny Slate, Manny Jacinto.  In merito alla distribuzione in Italia, la programmazione prevede l'uscita nelle sale cinematografiche da . 

Trama

Le protagoniste del film sono Jo e Raissa, due neodiplomate amiche fin dai tempi della scuola elementare, ormai pronte a prendere strade diverse nella vita. 
Mentre festeggiano la loro ultima serata insieme, si imbattono in un portale misterioso che le trasporta a Nakali, un'isola fantastica e mistica, popolata da creature magiche e mitologiche di cui hanno sempre sentito parlare nelle storie raccontate dalle loro famiglie filippine. 
Alcune di queste creature diventeranno alleate, altre nemiche. Insieme a Raww, un licantropo-cane benintenzionato ma un po' pasticcione, e a un piccolo ma agguerrito gruppo di nuovi compagni, Jo e Raissa dovranno affrontare la tanto temuta Manananggal, la creatura più pericolosa dell'isola.
Quando scoprono che il prezzo per tornare a casa è sacrificare tutti i ricordi della loro amicizia, Jo e Raissa dovranno trovare un modo per lasciare l'isola prima di dimenticarsi per sempre l'una dell'altra. 

Informazioni Tecniche

  • Titolo italiano: L'isola dei Ricordi
  • Titolo originale: Forgotten Island
  • Durata: 93 minuti
  • Formato audio/video: Colore
  • Genere: Animazione, Avventura, Commedia, Azione, Fantastico
  • Lingua: inglese
  • Anno: 2026
  • Nazione: Stati Uniti
  • Case di Produzione: DreamWorks Animation
  • Uscite in Italia: Giovedì 24 Settembre 2026 (Cinema)
  • Prima Uscita al Cinema in Italia:
  • Distribuzione: Universal Pictures
  • Uscite internazionali: Venerdì 25 Settembre 2026 (Stati Uniti)

Cast Tecnico e Artistico

Dietro la macchina da presa, per la realizzazione di L'isola dei Ricordi con la regia di Joel Crawford, Januel Mercado, si segnala la presenza di James Ryan al montaggio, Ryan Carlson per la direzione della scenografia, con la sceneggiatura firmata da Joel Crawford.

Interpreti e Ruoli

Produzione

Cast Aggiuntivo

  • Supervisione effetti visivi: Betsy Nofsinger.
  • Responsabile animazione personaggi: Sean Sexton.
  • Responsabile storia: Steven Macleod.
  • Fotografia layout: Scott Cullen.
  • Art director: Christopher Grun.
  • Supervisore al digitale: Youxi Woo.


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Recensioni

Note di Produzione

Gli Antefatti

Trovare l'anima gemella non significa necessariamente innamorarsi. A volte, il legame tra amici supera i confini delle relazioni romantiche attraverso il concetto filippino di kapwa, un'identità condivisa che affonda le radici nel rispetto reciproco, nella cura e nell'interconnessione. Per Jo e Raissa, le due ragazze al centro del L'Isola dei Ricordi – il film d'animazione straordinariamente fantasioso della DreamWorks - l'amicizia diventa un'ancora, un portale e una forza potente, capace di trasportarle attraverso i mondi. "Tayo na", un'espressione tagalog che si traduce con "andiamo", ma con il significato specifico di "andare insieme", simboleggia il legame narrativo tra tutti i personaggi del film.
La storia dietro L'Isola dei Ricordi è iniziata a sua volta da un'amicizia. Non quella tra Jo e Raissa, sebbene il loro rapporto sia il fulcro della storia, ma la collaborazione creativa tra gli sceneggiatori e registi Joel Crawford e Januel Mercado, che hanno lavorato insieme per la prima volta in Kung Fu Panda 2 più di dieci anni fa. "Abbiamo scoperto in modo del tutto naturale di avere la stessa sensibilità", racconta Crawford. "Ci divertiamo a farci ridere a vicenda. Ci piacciono gli stessi film. Il nostro modo di pensare è talmente affine che abbiamo sviluppato una sorta di linguaggio comune, quasi come un accordo tacito. Scrivere insieme è un processo fluido, e questo apre le porte a momenti speciali nella sceneggiatura".
Questo linguaggio condiviso si è consolidato nei progetti successivi, tra cui Il gatto con gli stivali 2: L'ultimo desiderio e I Croods - Una nuova era, entrambi diretti da Crawford. Quando i due hanno iniziato a pensare di scrivere e dirigere un film originale, sono approdati a una storia plasmata dalla cultura, dalla mitologia e dalla famiglia filippina. La moglie di Crawford è filippina e Mercado, che in questo progetto debutta alla regia di un lungometraggio (dopo esser stato co- regista de Il gatto con gli stivali 2: L'ultimo desiderio), è filippino-americano. Insieme, hanno intravisto l'opportunità di realizzare un film ispirato a una cultura che aveva plasmato profondamente le loro vite. "Entrambi abbiamo legami personali con le Filippine, quindi questo film è una lettera d'amore alle nostre famiglie e alla cultura che ha plasmato i nostri valori", spiega Mercado. "Abbiamo riflettuto a lungo sulle persone che influenzano le nostre vite, sui nostri cari che ci guidano nel diventare ciò che siamo e nel modo in cui ci muoviamo nel mondo". Crawford aggiunge: "Non volevamo solo scrivere di ciò che conosciamo, ma piuttosto di chi conosciamo".
Per Crawford e Mercado, il folklore filippino offriva un mondo di straordinarie possibilità cinematografiche. Al centro di questa mitologia si trovavano gli Aswang, creature soprannaturali mutaforma raramente rappresentate nell'animazione mainstream o nel cinema americano. "Aswang è il termine generico che indica tutte le creature soprannaturali mutaforma", spiega Mercado. "Sono essenzialmente la versione filippina di mostri, vampiri, lupi mannari, ghoul, goblin ed elfi. La mitologia è così ricca che abbiamo a malapena grattato la superficie con le creature presenti nella nostra storia".
Partendo da questa mitologia, i realizzatori hanno dato forma a un'avventura che mescola diversi generi, incentrata su due adolescenti filippine, Jo e Raissa, che attraversano un portale verso Nakalimutan - o più brevemente Nakali -, un'isola mitica abitata dagli Aswang. Quando le ragazze si risvegliano sulle sue rive senza alcun ricordo della notte precedente, devono ripercorrere i loro passi, affrontare le strane creature che le circondano e trovare la strada per tornare nel mondo dei mortali.
Il produttore Mark Swift, che aveva già collaborato con Crawford e Mercado per il film candidato all'Oscar®, al BAFTA e al Golden Globe Il Gatto con gli Stivali 2: L'ultimo desiderio, ha subito riconosciuto il potenziale dell'originalità del film. "Ogni film che ho realizzato finora è stato un sequel o era tratto da un libro", afferma Swift. "Lavorare a un film originale è entusiasmante perché si parte davvero da zero. Non ci sono personaggi preesistenti, né personalità già definite. Ogni idea è nuova e ognuna può portare su un percorso diverso. Il bello della partnership tra Joel e Januel è che è nata da un'amicizia. Si fidano ciecamente l'uno dell'altro e sanno cosa ciascuno può apportare, quindi intraprendere questo percorso con loro è stato fantastico".
Durante lo sviluppo della sceneggiatura, Crawford e Mercado hanno cercato di far coesistere mistero, commedia, emozioni legate al passaggio all'età adulta e fantasy, senza smussare gli angoli che rendevano ogni elemento distintivo. Il film è stato ambientato intenzionalmente negli anni '90 perché, come spiega Mercado, "Era un'epoca precedente ai social media, agli smartphone e in cui le amicizie sembravano spesso più fragili, e mantenerle richiedeva un vero impegno." Crawford aggiunge: "Gli anni '90 sono stati quelli della nostra formazione, e i ricordi che abbiamo creato in quel periodo ci hanno plasmano in ciò che alla fine siamo diventati". Il risultato è un film radicato nell'iconografia filippina e animato dallo spirito dinamico delle commedie e degli anime che hanno segnato la formazione dei registi. Jo e Raissa sono ispirate alle donne delle loro vite, mentre il linguaggio visivo del film è stato concepito per ampliare le possibilità dell'animazione.
"Per troppo tempo l'animazione è stata relegata in uno spazio, soprattutto quella occidentale, dove ci si aspetta che sia sempre la stessa cosa", dice Crawford. "Volevamo davvero rompere questo schema. L'animazione può raccontare qualsiasi tipo di storia, e Januel ed io ci siamo mossi per realizzare un film originale che sembrasse davvero inedito sotto ogni aspetto. C'è una comicità esplicita ispirata agli anime, ma ci sono anche momenti cinematografici, sottili e profondamente toccanti. Tutto questo può coesistere in un unico film. Per Januel e me, tutto ciò risulta autentico".
Anche Margie Cohn, presidente della DreamWorks Animation, è stata conquistata da questa ambizione, così come dalla chiarezza emotiva che si cela dietro la portata immaginativa del film. "L'isola dei Ricordi è una storia molto personale per Joel e Januel", afferma la Cohn. "È ricca di tante meravigliose qualità che provengono direttamente da loro: umorismo, naturalmente, ma anche energia positiva, compassione e profondità. Si spinge oltre i limiti a livello visivo, ma ogni scelta di design è al servizio di una storia sulla magia e sul potere dell'amicizia, che è il vero cuore di questo film".
Per radicare questa magia nell'esperienza vissuta, Crawford, Mercado, Swift, lo scenografo Ryan Carlson e il direttore artistico Chris Grun si sono recati nelle Filippine nella primavera del 2025 per un viaggio di ricerca di 10 giorni tra le isole e Manila. Durante il viaggio, i parenti di Mercado hanno organizzato una chiassosa festa di benvenuto per il team creativo e per la famiglia di Crawford in visita. L'incontro ha poi ispirato la festa di addio che la famiglia di Raissa organizza per lei nel film. "Le Filippine sono bellissime", dice Crawford. "La cultura locale è stata una parte fondamentale di ciò che volevamo celebrare in questo film. È un luogo incredibilmente caloroso e accogliente, il tipo di posto in cui ti fanno sentire di famiglia. Tutti cantano, ballano, mangiano e bevono insieme. E i miti sembrano ancora molto vivi e presenti. Tutti quelli che abbiamo incontrato avevano una storia da raccontare su un avvistamento di un Manananggal".
Nonostante la sua inventiva soprannaturale, L'Isola dei Ricordi affonda le sue radici in una paura profondamente umana: il timore che crescere possa significare allontanarsi, e che le persone che un tempo ci conoscevano meglio, possano un giorno ricordarci in modo diverso, o non ricordarci affatto. La sua specificità culturale conferisce al film spessore e significato, mentre i suoi quesiti emotivi trascendono qualsiasi singolo luogo. "Per quanto specifica possa essere la nostra storia o la nostra esperienza, chiunque può immedesimarsi", afferma Mercado. "Tutti noi abbiamo amici, familiari e persone a cui siamo legati. Tutti siamo capaci di creare bellissimi ricordi. Al centro di questa storia ci sono l'amicizia, le difficoltà della crescita, la paura di essere dimenticati e la fragilità della memoria. I ricordi sono preziosi perché non durano per sempre, ed è questo che li rende così importanti".

I Personaggi

  • Jo si muove nel mondo con una sicurezza inquieta. Testarda, divertente e sempre pronta a cacciarsi nei guai, ha quello spirito impulsivo che rende l'avventura inevitabile. Cresciuta dall'adorata Lola (nonna) Fatima, ha ascoltato fin da piccola i racconti di Nakalimutan, l'isola mitica che entra a far parte della sua immaginazione molto prima di diventare parte della sua realtà. Alle elementari, stringe un legame fraterno con Raissa (Liza Soberano), la cui curiosità rispecchia la sua. Insieme, le ragazze vengono plasmate dalle storie di Lola, dai misteri che inseguono e dal linguaggio segreto di un'amicizia nata nell'infanzia.
    Quando Jo e Raissa si ritrovano inaspettatamente su Nakalimutan, accolgono l'isola con incredulità ed euforia in egual misura. Jo è attratta dall'ignoto, spinta dalla stessa audacia che l'ha sempre contraddistinta. Ma dietro la sua curiosità, è mossa da qualcosa di più vulnerabile. "La sfrontata sicurezza di Jo in realtà maschera la sua più grande paura", afferma lo sceneggiatore e regista Januel. "Ha paura di essere dimenticata da Raissa, che sta per partire per l'università negli Stati Uniti", afferma Mercado.
  • Raissa è brillante, disciplinata e già proiettata verso la vita che l'attende dopo l'infanzia. Eccelle a scuola, viene ammessa al Caltech e mantiene lo sguardo fisso sul futuro con la determinazione di chi crede che la preparazione possa proteggerla dall'incertezza. Mentre Jo agisce d'istinto, Raissa segue un piano. E sebbene sia entusiasta di ciò che l'attende, il pensiero di lasciare Jo indietro la turba più profondamente di quanto sia disposta ad ammettere.
    Questa tensione emerge con forza quando le ragazze si svegliano su Nakalimutan senza alcun ricordo della notte precedente. Bloccate in un mondo che nessuna delle due comprende appieno, l'istinto di Raissa è quello di cercare ordine, spiegazioni e qualcuno da incolpare. Il suo panico si riversa su Jo, mettendo a nudo una delle prime vere crepe in un'amicizia che un tempo sembrava incrollabile. "Raissa è così concentrata sul suo futuro e sul prossimo capitolo della sua vita, che a volte dà per scontata la sua amicizia con Jo", afferma il regista e sceneggiatore Joel Crawford.
  • Raww è un 'cane mannaro' irruento, immaturo e incredibilmente rozzo, la versione filippina del lupo mannaro. Quando Jo e Raissa lo incontrano per la prima volta su Nakalimutan, si presenta come un emarginato indurito con l'atteggiamento spavaldo di chi insiste a dire di non aver bisogno di nessuno. Sull'isola, Raww è l'unico esemplare della sua specie, isolato dal suo comportamento territoriale e da una reputazione che lo precede. Si definisce un "Lupo Solitario", ma la verità è ben diversa: Raww è un ragazzino molto solo, che desidera disperatamente un branco a cui appartenere.
    Questa solitudine si manifesta sotto forma di spavalderia, atteggiamento difensivo, e un corpo che non riesce a controllare del tutto. La capacità mutaforma di Raww non è tanto un dono soprannaturale temibile, quanto piuttosto un trucco di magia mal riuscito, che lo fa passare continuamente dalla forma umana a quella canina nei momenti meno opportuni. "Tutta la sua vita è un grande fallimento adolescenziale, che lo rende insicuro", spiega il regista e sceneggiatore Joel Crawford. "Quindi, abbiamo scelto di esprimere il suo dolore attraverso la commedia".
    Mentre Jo e Raissa ripercorrono i loro passi attraverso Nakalimutan, Raww diventa la loro guida sull'isola, il fondatore del Branco Selvaggio e uno dei loro alleati più importanti. Eppure, il suo desiderio di appartenenza a un gruppo è ostacolato dal segreto che si porta dentro. "Raww ha uno degli archi narrativi più complessi del film", afferma il regista e sceneggiatore Januel Mercado. "Nasconde qualcosa che potrebbe mettere a repentaglio le sue nuove amicizie".
  • Batiba si ispira al Batibat, un demone che vive sugli alberi nel folklore Ilocano, noto per entrare nei sogni delle sue vittime. Per L'Isola dei Ricordi, i realizzatori hanno rimodellato questa mitologia attraverso i concetti chiave del film: l'amicizia, la nostalgia e la memoria. "La nostra versione del Batibat deriva da una specifica variante di quella creatura", spiega il regista e sceneggiatore Januel Mercado. "Nella nostra storia ci siamo presi qualche libertà, facendo sì che si nutrisse dei ricordi, il che si collega direttamente ai nostri temi dell'amicizia, della nostalgia e del modo in cui i ricordi ci plasmano".
    Raww conduce Jo e Raissa nel covo sotterraneo di Batiba, una camera bizzarra e pulsante di vita dove la creatura controlla le radici e le liane di Nakalimutan attraverso la sua connessione con la terra. Il suo design si ispira al tarsio, il piccolo primate notturno originario del Sud-est asiatico, i cui enormi occhi conferiscono a Batiba un'inquietante miscela di dolcezza e minaccia. All'inizio appare timida, delicata e quasi innocua, ma la sua apparente dolcezza cela qualcosa di molto più complesso.
  • Bungi Tiyanak è un demone neonato alto due metri e mezzo con tre occhi, baffi da cartone animato, guance gigantesche e l'anima di un artista. Nonostante abbia 200 anni, Bungi è rimasto saldamente nella fase dei 'terribili due anni', incline a improvvisi scatti d'ira, emozioni smisurate e quel tipo di innocenza che lo rende imprevedibile quanto impossibile da non amare.
    Il personaggio trae ispirazione dal tiyanak filippino, una creatura simile a un vampiro che, secondo la leggenda, assume le sembianze di un neonato per attirare vittime ignare. Per L'Isola dei Ricordi, i realizzatori hanno ammorbidito questa mitologia, trasformandola in qualcosa di più strano, dolce e emotivamente rivelatore. "Abbiamo adattato il personaggio della mitologia in un modo che funzionasse per la nostra storia", afferma Januel Mercado. "È ancora incredibilmente ingenuo, ma è anche di buon cuore e letteralmente un 'bambinone'. È il classico mammone".
    Bungi conosce Nakalimutan nei minimi dettagli, sebbene la sua comprensione dell'isola derivi quasi interamente dalla sicurezza della sua casa e del vicino mercato di Kakaiba. Non si è mai veramente avventurato nel mondo che riesce a descrivere in modo così accurato. Al contrario, incanala il suo desiderio in elaborati arazzi, tessendo immagini di eventi che si svolgono davanti a lui e documentando le avventure altrui senza mai vivere appieno le proprie. Quando Bungina, sua madre, finalmente lo incoraggia a "tagliare il cordone ombelicale", Bungi si unisce a Jo, Raissa e Raww nella loro avventura, compiendo i suoi primi veri passi nel mondo più vasto che ha osservato per tutta la vita.
    Il personaggio è diventato subito uno dei preferiti della troupe. "Sebbene possa essere incline a sbalzi d'umore estremi o a scatti d'ira demoniaci all'ora del pisolino, la sua vera forza risiede nel suo cuore", afferma il produttore Mark Swift. "La sua intelligenza emotiva e la sua gentilezza lo rendono la vera guida del gruppo, non solo attraverso l'isola, ma lungo l'intero viaggio. Quando le cose si mettono male, è lui la Stella Polare".
  • Lola è la nonna di Jo e la figura stabile al centro della sua infanzia. Dopo che il padre di Jo lascia Manila per l'America, Lola la cresce con calore, umorismo e una devozione incrollabile, costruendo attorno a lei un mondo che è al tempo stesso concreto e incantato. Cucina il sinigang, canta al karaoke e alimenta l'immaginazione di Jo e Raissa con storie vivide su Nakalimutan, l'isola mitica dove gli Aswang regnano sulle foreste, le grotte e le insenature. I suoi vicini potrebbero liquidare quei racconti come pura fantasia, ma Lola sa bene che non è così.
  • Datu è il capo dei Kapre, una comunità di giganteschi alberi che custodiscono le foreste sacre di Nakalimutan. I Kapre sono saggi, inclini alla musica e profondamente in sintonia con la natura. Il loro aspetto si ispira agli eucalipti arcobaleno originari delle Filippine, che conferiscono loro una bellezza vivida e organica, riflesso sia della loro forza che del loro legame con l'isola.
    Il nome di Datu si traduce con "capo", e il suo portamento trasmette la calma autorevolezza di chi possiede una conoscenza maturata nel corso di una vita. "È in giro da molto tempo", dice Koy. "Ha visto tutto. Gli piace stare in compagnia, divertirsi ed è profondamente spirituale".
  • Re Tartufotto - Come racconterebbe qualsiasi Lola, i Duwende sono piccoli elfi e goblin che vivono sulle colline, difendono ferocemente la loro terra ed esigono il dovuto rispetto da chiunque incroci il loro cammino. Nelle foreste di Nakalimutan, un viaggiatore che si imbatte nei loro cumuli di terra è tenuto a chiedere il permesso prima di passare. Ignorarli significa attirare su di sé una maledizione.
    Nel L'Isola dei Ricordi, i Duwende sono guidati da Re Tartufotto. Alto poco meno di sessanta centimetri, Re Tartufotto governa con pugno di ferro e con l'orgoglio ferito di un leader che desidera disperatamente essere temuto. "Sfortunatamente per lui, i Duwende sono probabilmente le creature più adorabili mai esistite", afferma Joel Crawford. "E ammettiamolo, il suo nome di certo non aiuta".
    Ma su Nakalimutan c'è una regola che tutti conoscono: mai, per nessun motivo, definire un Duwende "carino". Jo, essendo Jo, infrange questa regola quasi immediatamente. Per Re Tartufotto l'insulto è imperdonabile, e l'inseguimento delle ragazze diventa una delle espressioni più esilaranti della dignità ferita presenti il film.
  • Principe Tritonius - Bello e muscoloso, narcisista e assetato di approvazione: questo è il Principe Tritonius. Di solito, i visitatori di Nakalimutan rimangono estasiati davanti a questo aspirante divo del cinema, ma l'ego di Tritonius va in frantumi quando Jo e Raissa a malapena gli prestano attenzione. Per conquistarle, racconta alle ragazze una bugia architettata nei minimi dettagli, sostenendo che solo lui può aiutarle a ritrovare la strada di casa. Con l'aggiunta di Tritonius al viaggio, il Branco Selvaggio è finalmente al completo, ma... non senza colpi di scena. "La rivalità comica tra il Principe Tritonius e Raww per attirare l'attenzione di Jo e Raissa, è una continua gara a chi la spunta sull'altro", afferma il produttore Mark Swift. "Ma in fondo, Tritonius è una creatura profondamente insicura e vulnerabile".
  • La Temibile Manananggal (Manang) - Tra tutte le creature mitologiche presenti ne L'Isola dei Ricordi, Manang rimane la più fedele al folklore filippino originale, spesso accostata al vampiro europeo. Il suo nome deriva dalla parola tagalog tanggal, che significa "separare" o "rimuovere": un'etimologia appropriata per una creatura capace di staccare la parte superiore del corpo da quella inferiore e spiccare il volo nella notte.

La musica

La musica gioca un ruolo centrale ne L'Isola dei Ricordi, imponendosi rapidamente come una delle forze emotive e culturali che definiscono il film. Fin dall'inizio, i registi Joel Crawford, Januel Mercado e Mark Swift hanno capito che la colonna sonora non avrebbe dovuto solo enfatizzare l'avventura o sottolineare le emozioni. Doveva trasportare il pubblico nel mondo di Jo e Raissa, onorando al contempo la storia, la trama e lo spirito delle influenze filippine che sono il cuore pulsante del film. Per dare vita a questa visione, si sono rivolti al compositore Nathan Matthew David, la cui formazione e il profondo legame con l'arte filippina lo hanno reso un collaboratore essenziale.
Nato a Los Angeles da genitori filippini, David ha trascorso gran parte dell'ultimo decennio a studiare con artisti filippini, e si è avvicinato a L'Isola dei Ricordi con un forte senso sia di responsabilità che di opportunità. "Fin dal nostro primo incontro, ho percepito immediatamente l'entusiasmo di Joel e Januel nel voler dare vita a qualcosa di unico e innovativo. Questo si allineava con il mio desiderio di incorporare strumenti indigeni filippini nella colonna sonora, cosa che non credo sia mai stata fatta in un film di questa portata", racconta David. "Non volevo che fosse solo un elemento aggiuntivo inserito per creare 'esotismo'. Volevo che questi strumenti si sposassero in modo naturale e intenzionale con il mondo della nostra storia".
Proprio come i realizzatori, David si è recato nelle Filippine nelle prime fasi di lavorazione alla ricerca di ispirazione. Il suo viaggio lo ha portato al Lago Sebu per visitare la tribù T'boli e sulle montagne della Cordillera per trascorrere del tempo con il popolo Kalinga. "Il viaggio è stato davvero trasformativo, e tutto ciò che ho vissuto si è riversato nella musica che stavo componendo", spiega David. "Una volta varcato il portale che conduce a Nakali, l'universo sonoro cambia quasi completamente, guidandoci nell'esplorazione di spazi fantastici attraverso elementi indigeni filippini, voce e orchestra".
Questo cambiamento nel linguaggio musicale è diventato uno dei tratti distintivi della colonna sonora. Per Nakali, David ha invitato il leader culturale Talaandig WAWAY SAWAY a creare dei canti ispirati a un tema che aveva scritto per l'isola, intrecciandoli poi all'interno di movimenti più ampi in tutta la partitura. Per Batiba, ha collaborato con la cantrice T'boli JENNILYN FADA, il cui lavoro vocale sul tema della memoria si unisce allo sludoy, ​​un antico strumento di bambù oramai raramente suonato. "Lo sludoy mi è sembrato un ottimo complemento perché oggi viene suonato pochissimo nella tribù, quindi racchiude in sé una grande forza e memoria", continua David. Il tema di Batiba presenta anche il flauto dolce Sloli, che suona la linea principale della sua melodia, mentre l'organo a canne di bambù di Manila aggiunge vulnerabilità e imponenza.
David ha anche utilizzato specifici strumenti indigeni e tradizioni ritmiche per plasmare l'identità musicale dei personaggi e dei gruppi chiave del film. Per i Duwende, ha registrato il percussionista T'boli Joel Ganal e suo figlio, Axcel Kent Ganal, mentre suonano i tamburi Tongatong su un ritmo associato a una danza tribale che simula la guerra o l'aggressione. Per il Branco Selvaggio, ha incorporato ritmi e strumenti Kalinga noti come Tongatong. "I brani musicali Kalinga vengono suonati in gruppo, quindi calzavano a pennello per il Branco Selvaggio", afferma David.
Una delle scelte più inventive della colonna sonora è stata l'uso dell'ensemble kulintang, una collezione di gong e strumenti a rintocco utilizzati dal popolo Maguindanao, come fondamento dell'identità musicale della Manananggal. "A Maguindanao, le tribù usano una serie di gong bassi dell'ensemble kulintang chiamati 'Gandingan' come gong parlanti: fanno letteralmente 'pronunciare' diverse frasi ai gong", spiega David. "Così, nel film, ho chiesto al nostro suonatore di kulintang di riferimento, Datu Farid Guinomla, di tradurre frasi come 'La Manananggal sta arrivando' o 'Dove sono le mie ali?' ".
La melodia vocale principale di Manang, eseguita da Lea Salonga, è stata ispirata da un canto Maguindanao associato alla guarigione e alla riconciliazione - una scelta che David ha ritenuto particolarmente adatta a un personaggio definito dalla perdita, dalla memoria e dalla rinascita. "Ho pensato che fosse appropriato per la sua linea narrativa, incentrata sulla ricerca delle sue ali e della sua memoria rubata", aggiunge David.
Anziché scrivere temi separati per Jo e per Raissa, David ha composto un tema dedicato alla loro amicizia, consentendo al loro legame centrale di evolversi musicalmente nel corso del film. Nelle prime scene, il tema emerge attraverso sintetizzatori analogici vintage e drum machine che evocano il calore del pop di fine anni '80 e degli anni '90. Man mano che la storia si sviluppa, il motivo cresce con essa, assumendo una forma orchestrale più completa. "Spero che risulti caldo e amorevole, ma anche straziante e infine trionfante", continua David.
Per David, la colonna sonora è diventata sia una sfida creativa che un atto di espressione profondamente personale. "A un certo punto ho detto a Joel e Januel che volevo che questa colonna sonora racchiudesse tutto ciò che desideravo in una musica da film", racconta David. "Ho sentito l'immenso peso della responsabilità di creare la musica per un'opera che mostra la mia cultura sul grande schermo e su scala globale, in un modo mai visto prima. Spero che questa musica possa onorare i nostri antenati e i musicisti indigeni che hanno mantenuto vive le nostre radici, e spero che possa anche essere una semplice lettera d'amore musicale da parte mia alla mia cultura".

La Produzione

Sensibilità Visiva

  • Su indicazione dei realizzatori, lo scenografo Ryan Carlson e il direttore artistico Chris Grun si sono prefissati l'obiettivo di conferire a L'Isola dei Ricordi un linguaggio visivo espressivo e illustrativo, plasmato da influenze anime piuttosto che da un rigoroso fotorealismo.
  • Per le scene ambientate nelle Filippine, Carlson si è ispirato alla Manila odierna, attingendo anche agli album di famiglia di Januel Mercado. Il loro calore leggermente vintage di quelle immagini ha contribuito a definire la palette cromatica del mondo quotidiano di Jo, conferendogli un senso di familiarità, vivacità e delicato romanticismo.
  • I paesaggi delle isole filippine di Palawan ed El Nido sono serviti come ispirazione visiva per l'ambiente di Nakali.
  • La fotografia a luce nera e la cultura rave degli anni '90 hanno influenzato alcune delle scelte stilistiche più audaci del film, soprattutto nelle sequenze caratterizzate da linee grafiche e vivaci esplosioni di ciano e magenta. Queste scelte hanno contribuito a distinguere l'identità visiva di Nakali dalla palette cromatica più realistica della vita di Jo e Raissa a Manila.
  • Il portale solare luminoso che si vede nel film è ispirato a un importante simbolo filippino, che rappresenta identità, speranza e orgoglio.

I Flashback Del Gruppo Selvaggio

  • L'Isola dei Ricordi presenta tre sequenze di flashback che aiutano Jo e Raissa a ricostruire la notte del loro arrivo a Nakali. Ogni sequenza si concentra su un membro diverso del Branco Selvaggio (Raww, Bungi e il Principe Tritonius) ed è animata in uno stile distintivo che si ispira ad un preciso anime giapponese di riferimento, conferendo a ogni racconto una propria personalità e grammatica visiva.
  • Le sequenze flashback sono state realizzate dallo studio Snipple Animation di Quezon City, aggiungendo un ulteriore tocco di maestria filippina al design del film. Questa collaborazione ha permesso ai realizzatori di sperimentare diverse modalità visive, approfondendo al contempo il legame del progetto con la cultura che lo ha ispirato.

Design Ambientale e Dettagli del Mondo

  • Gli alberi della Foresta dei Kapre sono stati modellati sull'eucalipto arcobaleno, una specie autoctona delle Filippine nota per la sua corteccia multicolore.
  • L'aspetto e l'ubicazione del villaggio dei Duwende sono stati ispirati dalle Chocolate Hills di Bohol, una formazione naturale composta da oltre 1.200 colline e montagnole che assumono varie sfumature di marrone durante la stagione secca.
  • Il mercato di Kakaiba a Nakali presenta una vasta gamma di creature mitologiche, tra cui il Sarangay - spesso descritto come il corrispettivo filippino del Minotauro - e bancarelle ispirate ai negozietti filippini "sari-sari".
  • Per conferire a Nakali la sua densità lussureggiante e immersiva di vegetazione, il team di produzione ha creato 328 varianti di ogni pianta dell'isola, con 10 varianti di colore ciascuna, per un totale di oltre 11.000 piante che popolano l'isola.
  • Per animare le ali di Raissa, il team di rigging ha creato oltre 2.000 controlli (noti anche come controlli di manipolazione digitale) a disposizione degli animatori.
  • La temibile Manananggal è uno dei personaggi più complessi mai modellati dagli artisti della DreamWorks, con quasi 10.000 controlli di rigging utilizzati per l'animazione del personaggio.

dal pressbook del film

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