Lost Land

Harà Watan
Film | 2025 | Giappone e Francia | 99 minuti
in Mostra a Venezia 82 premiato a Venezia 82

Trama

Nella speranza di ricongiungersi con la loro famiglia, il piccolo Shafi, quattro anni, e la sorella Somira, nove, lasciano un campo profughi Rohingya in Bangladesh per intraprendere un pericoloso viaggio verso la Malesia. 

Info Tecniche

Titolo italiano: Lost Land
Titolo originale: Harà Watan
Durata: 99 minuti
Formato: Colore
Genere: Drammatico
Lingua: rohingya
Nazione: Giappone, Francia, Malesia, Germania
Produzione: E.x.N K.K., Panorama Films, Elom Initiatives, Cinemata, Scarlet Visions, Dongyu, KinemaTowards, Cineric Creative

Cast

Fotografia: Yoshio Kitagawa
Scenografia: Tam Khalid
Costumi: Jessie Yeow

Cast e Ruoli:

Altro cast:
Suono: Youki Yaei.

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Commento di Regia da Venezia 82

Da dodici anni realizzo film nel Sud-est asiatico, in particolare in Birmania. Ho sentito spesso parlare delle persecuzioni inflitte al popolo Rohingya così dure da sembrare incredibili nel mondo di oggi. In Birmania parlare apertamente dei Rohingya era un tabù; perciò sono rimasto in silenzio, temendo ripercussioni professionali. Quel silenzio è diventato un peso e mi ha portato a Harà Watan.
Quando ho iniziato a pensare a quale storia da raccontare, ho provato un forte desiderio di raccontare il viaggio dei Rohingya che lasciano la loro terra natale alla ricerca di un luogo dove vivere in pace. Il loro cammino è disseminato di ostacoli: le forze della natura, lo sfruttamento legato al traffico transfrontaliero e sfide costanti che mettono alla prova forza e resilienza. Raccontare questo viaggio era essenziale per mostrare la realtà dei Rohingya: persone senza nazionalità né cittadinanza, costrette a vivere in condizioni precarie ovunque vadano, sempre alla ricerca di un luogo in cui sentirsi finalmente a casa.
Ho avuto la fortuna di incontrare oltre duecento Rohingya che hanno preso parte a questo film, inclusi i due bambini, fratello e sorella, che interpretano i ruoli principali. La maggior parte aveva vissuto in prima persona i pericolosi viaggi narrati; sebbene nessuno fosse un attore professionista, il peso dell'esperienza vissuta ha donato alla loro interpretazione una forza e un'autenticità inconfondibili.
Lontano dalle convenzioni del cinema giapponese, questo lavoro nasce da una collaborazione transnazionale tra il Giappone – con il suo profondo legame storico con la Birmania; la Malesia, dove molti Rohingya hanno cercato rifugio; alcuni paesi europei particolarmente sensibili alle questioni dell'immigrazione.
Harà Watan racconta il lungo viaggio dei profughi attraverso gli occhi dei bambini, mescolando la dura realtà con elementi di fantasia. Se il cinema è una forma d'arte capace di diventare metafora del "vivere insieme", spero che, grazie a questo film, i Rohingya – che a molti possono sembrare distanti – si possano sentire più vicini a noi, come vicini, come amici.

Eventi


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Mostra del Cinema di Venezia 2025

Sezioni/Presentato in:
• Orizzonti - In Concorso
Premi:
✔ VINCITORE | Orizzonti | Premio Speciale della Giuria