Il Giudice e il Boss
Trama
Il Giudice e il Boss racconta la storia del giudice Cesare Terranova e del maresciallo di polizia Lenin Mancuso impegnati in una lotta epica contro il male, impersonato dal boss Luciano Liggio e dagli uomini corrotti delle Istituzioni.
Una storia del nostro tempo, culminata con il processo che, per legittima suspicione, si tenne a Bari nell'estate del 1969, e che vide dietro le sbarre i boss e i picciotti della spietata mafia dei Corleonesi.
Se, il processo di Bari, istruito dal giudice Terranova, dopo dieci anni di indagini svolte assieme al maresciallo Mancuso, al vicebrigadiere Agostino Vignali e al colonnello dei carabinieri Ignazio Milillo, si fosse concluso con la condanna di Luciano Liggio, Totò Riina, Binno Provenzano e gli altri 62 picciotti del clan dei Corleonesi, quante morti innocenti, quante stragi si sarebbero potute evitare?
Ma le cose sono andate diversamente e il giudice Terranova fu lasciato solo, umiliato e offeso, a combattere contro i mulini a vento…
Info Tecniche
Cast
Cast e Ruoli:
Cesare Terranova
Luciano Liggio
Lenin Mancuso
Giovanna Giaconia
Ciannuzzo Raia
Emilia
Agostino Vignali
Biagia
Ignazio Milillo
Mister X
Totò Riina
Binno Provenzano
Pubblico Ministero
Notaio
Altro cast:
Collaborazione alla sceneggiatura: Nadia Terranova.
Suono di presa diretta: Gaspare Macaluso.
Aiuto regia: Maurizio Quagliana.
Montaggio del suono: Simone Frati.
Direttore di produzione: Christian Bonatesta.
Foto di scena: Giovanni Di Lorenzo e Hermes Giuseppe Scimeca.
Produzione: Linda di Dio (Produzione esecutiva).
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ote di Regia - Pasquale Scimeca
Cesare Terranova non è stato un giudice qualsiasi. Ma un modello a cui si sono ispirati Gaetano Costa, Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Il primo che ha avuto il coraggio di indagare sulla sanguinaria cosca dei Corleonesi. Il primo ad aver capito che la mafia era un'organizzazione criminale unitaria che agiva di concerto con elementi della politica, della massoneria, dell'amministrazione pubblica e dell'economia.
Anche Lenin Mancuso, non è stato un poliziotto qualsiasi, "l'autista o il guardaspalle del giudice" come spesso viene, erroneamente, definito dalla stampa, ma uno dei migliori poliziotti di Palermo. Amico fraterno di Boris Giuliano, è stato l'esempio a cui si sono ispirati Ninni Cassarà e gli altri poliziotti della squadra mobile (Beppe Montana, Lillo Zucchetto, Natale Mondo e Roberto Antiochia) che dopo di lui verranno uccisi dalla mafia.
Altrettanto importante è la figura del loro antagonista il boss Luciano Liggio, per capire il ruolo dei Corleonesi nell'evoluzione della mafia da fenomeno rurale a quello urbano della speculazione edilizia, del traffico internazionale degli stupefacenti e della finanza, per finire con la stagione delle stragi ad opera di Totò Riina e Binno Provenzano, che di Liggio sono stati i gregari.
Un racconto visto attraverso gli occhi del giudice Terranova, che, come scriveva il suo amico Leonardo Sciascia, erano: "gli occhi e lo sguardo di un bambino. E avrà sicuramente avuto i suoi momenti duri, implacabili, quei momenti che gli valsero la condanna a morte: ma saranno stati a misura, appunto, del suo stupore di fronte al delitto, di fronte al male, anche se quotidianamente vi si trovava di fronte..."
Non si possono ricordare le vittime della mafia solo nelle commemorazioni ufficiali, ma bisogna creare un movimento culturale che le faccia conoscere alle nuove generazioni, come modelli di vita da seguire. Troppi film e serie tv, hanno come protagonisti i boss mafiosi, figure che contribuiscono a creare tra i giovani falsi miti in cui immedesimarsi. Al contrario la maggior parte delle vittime della violenza mafiosa viene ricordata solo nelle commemorazioni ufficiali, alle quali partecipano i parenti e qualche rappresentante delle istituzioni.
Tutte le vittime della mafia meritano lo stesso rispetto. Tutte meritano di essere raccontate perché, come diceva Paolo Borsellino, "non basta l'azione repressiva della magistratura e delle forze dell'ordine per sconfiggere la mafia, ma è necessaria una presa di coscienza civile e una forte azione culturale."
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