Kim Novak's Vertigo
Trama
Kim Novak's Vertigo è un ritratto intimo di una star hollywoodiana fieramente indipendente che si è lasciata tutto alle spalle per vivere secondo le proprie regole, che rivela in un viaggio resiliente e indimenticabile di arte, identità e autenticità sulla scia di uno dei ruoli più celebri del cinema.
Info Tecniche
Cast
Altro cast:
Suono: Phillip Lloyd Hegel.
Con: Kim Novak, Alexandre O. Philippe.
Produzione: Terri Piñon (Produzione), Sue Cameron (Produzione).
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Commento di Regia da Venezia 82
Sono sempre stato ossessionato da Vertigo (La donna che visse due volte), il mio film preferito in assoluto. Da bambino, in Svizzera, guardavo film circondato da una carta da parati damascata quasi identica a quella da Ernie, dove Judy (nei panni di Madeleine) fa il suo ingresso. Il mio primo ricordo cinematografico è Kim Novak che mi viene incontro con il suo abito di raso nero e verde. Quell'immagine – carta da parati su carta da parati – si è impressa nella mia mente e mi ha fatto innamorare perdutamente del cinema.
Anni dopo, grazie a Sue Cameron, sua manager e amica di sempre, ho incontrato Kim di persona, e quella prima ossessione ha assunto un'importanza nuova. Due settimane dopo, abbiamo iniziato le riprese. Questo film parla di una vita che compie un cerchio completo – una storia che per decenni orbita silenziosamente attorno a Vertigo (La donna che visse due volte). Ben lontano da un documentario convenzionale (e molto diverso dai miei precedenti ritratti di Friedkin e Shatner), Kim Novak's Vertigo è un'opera profondamente personale – una séance cinematografica in cui aleggia lo spirito di Hitchcock. Adottando una struttura a spirale, si srotola come una foglia di felce – tra passato e presente, Judy e Madeleine, Kim e "Kim Novak". Lavorare con Kim ha significato entrare in uno spazio di radicale onestà. La sua voce – senza filtri, saggia, divertente, provocatoria – ci guida attraverso la soffitta della sua vita: vecchi costumi, sceneggiature bruciacchiate, traumi precoci e persistenti fantasmi di Hollywood. Ciò che ho scoperto, e ciò che spero il pubblico capisca, è che Kim è molto più di una star del cinema. È una pittrice, una poetessa, una sopravvissuta – una "attrice" profondamente incompresa, avanti di decenni rispetto ai suoi tempi. Per molti versi, è sempre stata Judy: rimodellata, rinominata, desiderosa di essere vista per quella che è veramente. Il mio amore per Hitchcock mi ha condotto fin qui, ma è stata Kim a rendere il viaggio trasformativo. Mi ha insegnato cosa significa – e quanto costa – rimanere fedeli a sé stessi, rivendicare la propria storia quando il mondo insiste nel raccontarla al posto nostro.
Eventi
Mostra del Cinema di Venezia 2025
Sezioni/Presentato in:• Fuori Concorso - Non Fiction
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