Trama
In My Father and Qaddafi, Jihan K ricostruisce un padre che ricorda a malapena: Mansur Rashid Kikhia era un avvocato per i diritti umani, ministro degli Esteri libico e ambasciatore presso le Nazioni Unite. Dopo aver prestato servizio nel regime sempre più brutale di Gheddafi, disertò dal governo e divenne un leader pacifico dell'opposizione. Per molti, Kikhia era una stella nascente che avrebbe potuto sostituire Gheddafi; tuttavia, nel 1993 scomparve dal suo hotel in Egitto. La madre di Jihan, Baha Al Omary, lo cercò per diciannove anni finché il suo corpo non fu trovato in un congelatore vicino al palazzo di Gheddafi.
Attraverso incontri con la famiglia, i colleghi del padre e gli archivi storici, la ricerca della verità di Jihan si trasforma in una curiosità più profonda, avvicinandola sia al padre che alla sua identità libica.
Informazioni Tecniche
- Titolo italiano: Baba wa al-Qaddafi
- Titolo originale: My Father and Qaddafi
- Durata: 88 minuti
- Formato audio/video: Colore
- Genere: Drammatico
- Lingua: inglese, arabo, francese
- Anno: 2025
- Nazione: Stati Uniti, Libia
- Case di Produzione: Desert Power, Laika Film & Television AB
Cast Tecnico e Artistico
Dietro la macchina da presa, per la realizzazione di Baba wa al-Qaddafi con la regia di Jihan K, si segnala la presenza di Micah Walker, Mike McLaughlin per la direzione della fotografia, Alessandro Dordoni, Chloë Lambourne, Nicole Hálová al montaggio.- Regia: Jihan K
- Fotografia: Micah Walker, Mike McLaughlin
- Montaggio: Alessandro Dordoni, Chloë Lambourne, Nicole Hálová
Cast Aggiuntivo
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Musica: Aleksander Pankowski vel Jankowski, Barna Zsolt Szoke, Bisan Toron, Dominik Svoboda, Didier Monge, Fryderyk Lutyński, Grzegorz Łapiński, Kristjan Ruus, Magda Szczebiot, Magdalena Sowul, Michał Ostrowski, Salka Valsdóttir, Simone Giuliani, Tiago Correia-Paulo, Zuzanna Ossowska.
- Suono: Andy Coles, Barry Donnelly, Andres Landau, Sylvia Entwistle, Tabita Cargnel.
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Articoli
Video
Commento di Regia da Venezia 82
Non voglio che mio padre scompaia una seconda volta. Sento l'urgenza di colmare il mio vuoto nel mezzo del caos e dell'instabilità incessanti della Libia, che temo finiranno per seppellire il mio legame con il Paese. Realizzare questo documentario mi aiuta a comprendere l'importanza di una figura paterna e l'impatto della perdita di un padre su una famiglia, una comunità e persino un Paese. La tirannia e il culto della personalità di Gheddafi hanno velato la memoria collettiva della vita prima del suo governo, lasciando ancora molti, come me, a ricostruire i frammenti della nostra identità libica. Condividere l'inedita storia di mio padre significa anche condividere una storia inedita della Libia, che abbraccia quasi un secolo di storia e politica. Mentre rifletto con i suoi colleghi sulla loro Libia perduta, vorrei poter chiedere a mio padre: come abbiamo fatto a finire così? E come farà la Libia a spezzare questo circolo vizioso di difficoltà? Mia madre ci ha detto la verità quando avevo sei anni, e anche se questo ha attenuato lo shock, continuo a lottare con un costante senso di surrealtà. Nonostante i miei ricordi frammentati, le mie paure e i miei limiti culturali all'interno della società libica, sto cercando di superare questa sensazione surreale e di riconnettermi con mio padre e con la Libia alle mie condizioni, come una donna dal cuore aperto. Questo è uno dei modi in cui spero di aggrapparmi a mio padre prima che scompaia completamente dalla mia memoria e potenzialmente persino dalla memoria della Libia.
Eventi
Mostra del Cinema di Venezia 2025
Sezioni/Presentato in:• Fuori Concorso - Non Fiction
Venezia 82, il giorno di No Other Choice di Park Chan-wook e After the Hunt con Julia Roberts