Mio Zio Jens (titolo originale: Onkel Jens
) è un progetto cinematografico proveniente da Norvegia e Romania relativo all'anno 2025 incentrato sul genere drammatico, commedia.
La durata complessiva è di 98 minuti. Il film vede Brwa Vahabpour al lavoro nel doppio ruolo per regia e sceneggiatura. La squadra degli interpreti include Peiman Azizpour, Hamza Agoshi, Sarah Francesca Brænne, Theresa Frostad Eggesbø.
Guardando ai canali di rilascio scelti per l'Italia, si rileva l'uscita nelle sale cinematografiche da .
Di cosa si tratta?La tranquilla esistenza di Akam, un giovane insegnante di letteratura che vive a Oslo, viene sconvolta dall'arrivo inatteso di Khdr, lo zio con cui da tempo ha interrotto i rapporti, proveniente dal Kurdistan iraniano.
in uscita al Cinema
Trama
Akam, un giovane insegnante di letteratura, conduce una vita serena a Oslo finché il suo equilibrio viene improvvisamente incrinato dall'arrivo di Khdr, lo zio con cui ha da tempo perso i contatti, giunto dalla regione iraniana del Kurdistan. Sebbene condivida un piccolo appartamento con alcuni amici, Akam si sente moralmente obbligato a offrirgli ospitalità per qualche giorno. Ben presto, però, la permanenza dello zio si prolunga oltre ogni aspettativa. Khdr si comporta come se fosse a casa propria e non dà alcun segno di voler ripartire. Mentre la convivenza diventa sempre più difficile e le tensioni nell'appartamento crescono, Akam comincia a sospettare che dietro quella visita si nascondano motivazioni ben più profonde di un semplice viaggio di famiglia. Una serie di rivelazioni e di eventi inattesi costringerà entrambi a confrontarsi con il proprio passato, mettendo in discussione certezze, responsabilità e legami affettivi, fino a cambiare radicalmente il corso delle loro vite. Con il suo convincente esordio nel lungometraggio, Brwa Vahabpour firma una commedia drammatica che affronta con delicatezza, intelligenza e un raffinato senso dell'umorismo il difficile equilibrio tra le aspettative della famiglia e della società e il desiderio, profondamente umano, di costruire la propria vita in piena libertà.
Uscite internazionali:
Venerdì 4 Aprile 2025 -
Norvegia
Cast Tecnico e Artistico
Per realizzare Mio Zio Jens scritto e diretto da Brwa Vahabpour, dietro la macchina da presa si segnala il lavoro di Cătălin Cristuțiu alla direzione del montaggio, con le musiche di Kastel.
Mio Zio Jens è il film d'esordio alla regia per il curdo-novergese Brwa Vahabpour.
La regia di Brwa Vahabpour alterna leggerezza e momenti più intimi, raccontando il difficile equilibrio tra le aspettative della famiglia e della società e il desiderio, profondamente umano, di poter scegliere liberamente la propria vita. Al centro del film c'è anche la condizione di chi vive tra culture diverse e deve continuamente ridefinire la propria identità, il rapporto con le proprie origini e il significato della parola "casa".
Un ruolo fondamentale è affidato alla lingua, che nel film diventa molto più di un semplice strumento di comunicazione: rappresenta una forma di potere per chi la padroneggia, ma anche una fonte di fragilità per chi non riesce a esprimersi pienamente. Traduzioni, fraintendimenti e parole che cambiano significato a seconda di chi le pronuncia o le interpreta diventano così parte integrante della relazione tra Akam e Khdr e del percorso identitario del protagonista. Spiega il regista Brwa Vahabpour: «La lingua rappresenta il cuore del film. È uno strumento di potere per chi la padroneggia, ma anche una fonte di vulnerabilità per chi non riesce a esprimersi pienamente. Mi affascinano i fraintendimenti linguistici e il modo in cui la traduzione, intenzionale o involontaria, possa modificare il significato delle parole e delle relazioni. A volte capita di sentirsi stranieri perfino quando si parla la propria lingua madre. Attraverso il rapporto con lo zio, Akam scopre aspetti inediti della propria personalità, alcuni rassicuranti, altri più difficili da accettare, comprendendo quanto la lingua contribuisca a definire la nostra identità».
Vahabpour sceglie, inoltre, di affrontare il tema della migrazione da una prospettiva capace di accogliere anche l'umorismo e le contraddizioni della vita quotidiana, senza per questo attenuarne la complessità. Il regista ha dichiarato: «Ho desiderato realizzare un film che fosse allo stesso tempo divertente e ricco di suspense, ma capace di accompagnare lo spettatore verso riflessioni sempre più profonde. Le storie di migrazione sono spesso raccontate esclusivamente attraverso il dramma e la sofferenza; io volevo affrontare questo tema senza rinunciare all'umorismo. Il film riconosce le difficoltà che accompagnano chi è costretto a lasciare il proprio Paese, ma allo stesso tempo mette in luce la comicità che può emergere anche nelle situazioni più complesse e dolorose». Per questo motivo Cineclub Internazionale, che distirbuisce il film nei cinema italiani nel 2026, ha deciso di mantenere entrambe le lingue parlate nel film senza doppiaggio in italiano, accompagnandole solo con i sottotitoli. La permanenza di Khdr diventa così il punto di partenza di un percorso molto più intimo per Akam, costretto a interrogarsi sul rapporto con le proprie radici e su un'eredità che non è fatta soltanto di tradizioni e affetti. «La 'visita' di Khdr diventa il motore del percorso interiore di Akam, alla ricerca di un luogo in cui sentirsi davvero a casa. C'è chi eredita una casa; Akam eredita delle cicatrici: il segno del trauma collettivo e dello sradicamento vissuti dal suo popolo. Attraverso il loro incontro ho voluto raccontare come il confronto con le difficoltà dell'altro possa trasformarsi in un'occasione di crescita, fino a diventare parte integrante del proprio cammino umano». Con uno sguardo affettuoso ma mai indulgente sui suoi personaggi, "Mio zio Jens" racconta così l'incontro e lo scontro tra due generazioni e due modi differenti di vivere l'appartenenza, trasformando una convivenza forzata in una storia universale sui legami familiari e sulla possibilità di trovare il proprio posto nel mondo.
Il film ha ricevuto il patrocinio di Amnesty International Italia con la seguente motivazione: "Tra battute e dialoghi arguti che suscitano molti sorrisi, "Mio zio Jens" racconta le dinamiche sempre più complesse dell'asilo in Europa e spiega da dove e perché il popolo curdo fugga."
Note Di Regia
Mio zio Jens è una commedia drammatica che esplora il complesso rapporto tra Akam, cresciuto in Norvegia, e suo zio Khdr, che sogna di costruirsi una nuova vita nello stesso Paese. La lingua rappresenta il cuore del film. È uno strumento di potere per chi la padroneggia, ma anche una fonte di vulnerabilità per chi non riesce a esprimersi pienamente. Mi affascinano i fraintendimenti linguistici e il modo in cui la traduzione, intenzionale o involontaria, possa modificare il significato delle parole e delle relazioni. A volte capita di sentirsi stranieri perfino quando si parla la propria lingua madre. Attraverso il rapporto con lo zio, Akam scopre aspetti inediti della propria personalità, alcuni rassicuranti, altri più difficili da accettare, comprendendo quanto la lingua contribuisca a definire la nostra identità. Ho desiderato realizzare un film che fosse allo stesso tempo divertente e ricco di suspense, ma capace di accompagnare lo spettatore verso riflessioni sempre più profonde. Le storie di migrazione sono spesso raccontate esclusivamente attraverso il dramma e la sofferenza; io volevo affrontare questo tema senza rinunciare all'umorismo. Il film riconosce le difficoltà che accompagnano chi è costretto a lasciare il proprio Paese, ma allo stesso tempo mette in luce la comicità che può emergere anche nelle situazioni più complesse e dolorose. La "visita" di Khdr diventa il motore del percorso interiore di Akam, alla ricerca di un luogo in cui sentirsi davvero a casa. C'è chi eredita una casa; Akam eredita delle cicatrici: il segno del trauma collettivo e dello sradicamento vissuti dal suo popolo. Attraverso il loro incontro ho voluto raccontare come il confronto con le difficoltà dell'altro possa trasformarsi in un'occasione di crescita, fino a diventare parte integrante del proprio cammino umano.