Trama
Primavera 1991: la comunità queer è di nuovo sotto attacco in Gran Bretagna, e il regista Derek Jarman sta traendo da Edward II di Christopher Marlowe un'opera di protesta radicale. A partire da materiali d'archivio mai mostrati prima, girati da Seamus McGarvey sul set di Jarman, Queer Edward II racconta il rifiuto di separare l'arte dalla vita, la politica dal piacere.
Informazioni Tecniche
- Titolo italiano: Queer Edward II
- Titolo originale: Queer Edward II
- Durata: 97 minuti
- Formato audio/video: Colore
- Genere: Documentario
- Lingua: inglese
- Anno: 2026
- Nazione: Regno Unito
- Case di Produzione: Lightborn Films, Blue Moon Films, Matter Out of Place, March 13th
Cast Tecnico e Artistico
Per realizzare Queer Edward II scritto e diretto da Theo Rollason, dietro la macchina da presa si segnala il lavoro di Seamus McGarvey alla fotografia, Nicole Hálová, Theo Rollason alla direzione del montaggio, con le musiche di Simon Fisher Turner.- Regia: Theo Rollason
- Sceneggiatura: Theo Rollason
- Fotografia: Seamus McGarvey
- Montaggio: Nicole Hálová, Theo Rollason
- Musiche: Simon Fisher Turner
Interpreti e Ruoli
Produzione
- Produzione per Lightborn Films: Ahmad Ahmadzadeh
- Produzione per Blue Moon Films: Ben Fowlie
- Produzione per Matter Out of Place: Sebastien Rabas
- Produzione per March 13th: Michael Sherman
Cast Aggiuntivo
- Suono: Siim Skepast.
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Articoli
Video
Note di Regia da Venezia 83
«Quando mi hanno proposto per la prima volta di visionare dei filmati inediti girati sul set di Edward II – rimasti chiusi in un armadio per oltre trent'anni – speravo ci fosse materiale sufficiente per un cortometraggio. Con mia grande sorpresa, ho trovato di fronte a una documentazione completa del singolare metodo di lavoro di Jarman, che immortalava ogni cosa: dalle prove alle conversazioni intime, fino alle dinamiche quotidiane della produzione. Ciò che mi ha maggiormente colpito, tuttavia, è stato il modo in cui il set ha fatto proprio il clima politico degli anni Novanta, in particolare riguardo ai diritti gay.
Che Derek Jarman fosse un artista politico è già evidente dai suoi film. Meno chiara mi era invece la sua militanza attiva nel movimento: la scelta di diventare la prima figura pubblica nel Regno Unito a rendere nota la propria sieropositività, e il suo legame, in particolare, con il gruppo OutRage!. Da persona queer nata poco dopo la scomparsa di Jarman, ho visto un'opportunità preziosa nell'usare il set di Edward II come punto di partenza per riflettere su ciò che avrei voluto sapere: quanto fosse alta la posta in gioco per la comunità in quel momento storico, e quanto Jarman sia stato centrale nelle lotte che ne sono seguite.
La mia prospettiva nasce dalla convinzione che la storia queer venga troppo spesso privata della sua valenza politica e appiattita su edulcorate narrazioni di progresso, anziché raccontata attraverso i movimenti complessi e conflittuali che quel progresso hanno reso possibile. In un momento in cui la retorica transfobica e gli attacchi ai diritti queer tornano a inasprirsi, mi auguro che il film possa servire non solo come testimonianza di un'epoca, ma come monito su quali forme possa assumere la resistenza collettiva e sul ruolo che l'arte è chiamata a svolgere.»
Eventi
Mostra del Cinema di Venezia 2026
Sezioni/Presentato in:• Open - Fuori Concorso - Non Fiction
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