Stranger eyes (titolo originale: Mo Shi Lu
) è una pellicola appartenente al genere drammatico del 2024 e realizzato in Singapore e Taipei.
La durata complessiva è di 125 minuti. Siew Hua Yeo cura sia la regia che la sceneggiatura della pellicola. Nel cast artistico si alternano come interpreti principali: Wu Chien-Ho, Lee Kang-Sheng, Anicca Panna, Vera Chen, Xenia Tan, Pete Teo.
in Mostra a Venezia 81
Trama
Dopo la misteriosa scomparsa della propria bambina, una giovane coppia inizia a ricevere strani video e si rende conto che qualcuno ha filmato la loro vita quotidiana, persino i momenti più intimi. La polizia mette la casa sotto sorveglianza per tentare di sorprendere il voyeur, ma la famiglia inizia a sgretolarsi a mano a mano che i segreti si svelano sotto lo sguardo attento di occhi che li osservano da ogni parte.
Informazioni Tecniche
Titolo italiano: Stranger eyes
Titolo originale: Mo Shi Lu
Durata: 125 minuti
Formato audio/video: Colore
Genere: Drammatico
Lingua: mandarino, inglese
Anno: 2024
Nazione: Singapore, Taipei, Francia, Stati Uniti
Case di Produzione: Akanga Film Asia, Volos Films, Films de Force Majeure, Cinema Inutile
"Al parco una volta ho visto un uomo. Era anziano, dall'aspetto ordinario. Mentre lo fissavo, ho iniziato a crearci attorno una storia. Ho capito più tardi che stavo proiettando su quest'uomo anziano le mie aspirazioni, arrivando a considerare che poteva essere un riflesso di me stesso. Ero incuriosito dall'emozione di dare segretamente forma a questa storia, quando ho notato le telecamere di sorveglianza tutto intorno a me. Ero stato osservato tutto il tempo. C'è sempre qualcuno che guarda. Dopo la pandemia il dibattito sulla sorveglianza si è silenziosamente spostato dalle preoccupazioni sulle libertà individuali alle discussioni sulle responsabilità sociali. Cosa significa esistere come mera immagine da percepire? Vediamo le persone come qualcosa di più di semplici modelli o tipi, riconoscendone la piena umanità con capacità d'azione, storie personali e fantasie? Mi chiedo a volte se, di fronte a quella delle macchine, io non abbia nostalgia della sorveglianza umana. In un piccolo stato insulare come Singapore, dove non c'è via d'uscita dalla rete di sorveglianza, osservare ed essere osservati diventa un rituale quotidiano. Con un'elevata densità di popolazione e una sorveglianza pervasiva, il moderno paesaggio urbano ci trasforma in testimoni involontari delle vite degli altri, con tutte le conseguenze del caso. Ancora più affascinante è chiedersi in che modo osservare gli altri rifletta le nostre azioni e le percezioni di noi stessi. Dopotutto non possiamo cancellare ciò che abbiamo visto. Stranger Eyes riflette su queste domande e sull'interazione tra vedere e essere visti. In un'epoca in cui il nostro senso di connessione attraverso il consumo visivo sembra al contempo illimitato e alienante, la consapevolezza di essere costantemente osservati, sia attraverso i social media sia come necessità etica di sicurezza, plasma le nostre identità come attraverso uno specchio, confusamente. In ultima analisi l'atto del vedere non è passivo, ma riflessivo e trasformativo: un pericoloso gioco di simulazione che potrebbe portare al collasso dell'idea di un'identità stabile."