Trama
In un anno difficile, tra sacrificio e sopravvivenza, lottatori di sumo in diverse fasi della loro carriera cercano di resistere a una delle tradizioni più dure del Giappone. Dietro la tenda, la vera forza non si misura nel corpo, ma nel lavoro di affinamento dello spirito.
Informazioni Tecniche
- Titolo italiano: Sumo: Spirit Weighs Nothing
- Titolo originale: Sumo: Spirit Weighs Nothing
- Durata: 99 minuti
- Formato audio/video: Colore
- Genere: Drammatico
- Lingua: giapponese
- Anno: 2026
- Nazione: Giappone, Stati Uniti, Danimarca, Regno Unito
Cast Tecnico e Artistico
Per realizzare Sumo: Spirit Weighs Nothing diretto da Erik Shirai, dietro la macchina da presa si segnala il lavoro di Hiroshi Hara, Erik Shirai alla fotografia, Frederick Shanahan alla direzione del montaggio, con le musiche di Rutger Hoedemaekers.- Regia: Erik Shirai
- Fotografia: Hiroshi Hara, Erik Shirai
- Montaggio: Frederick Shanahan
- Musiche: Rutger Hoedemaekers
Interpreti e Ruoli
Cast Aggiuntivo
- Suono: Takuya Kawakami, Yamato Kamei, Fusako Aratake, Yasuhiro Arihara, Yasuaki Kusachi, Andrew Tracy.
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Note di Regia da Venezia 83
«Da giapponese-americano, ho trascorso la mia vita tra due mondi, ognuno dei quali ha una propria idea di cosa significhi essere forti. Uno crede che la forza debba essere visibile. L'altro che quasi non debba farsi notare. Uno celebra l'individuo. L'altro gli chiede, silenziosamente, di scomparire. Vivere tra questi due mondi mi ha reso consapevole di quanto facilmente ciò che per l'uno è forza possa apparire come debolezza all'altro.
Forse nessuna tradizione incarna questo equivoco quanto il sumo. Mentre si apre con cautela al mondo che lo circonda, il sumo deve confrontarsi con una domanda comune a molte tradizioni: come evolversi senza smarrire i valori che lo definiscono? Ci sono voluti quasi cinque anni per avvicinarmi e conquistare la fiducia necessaria a realizzare questo film. Ma più cercavo di definire il sumo, più questo sembrava sfuggirmi. È stato solo quando ho smesso di affidarmi agli occhi che il sumo ha cominciato a rivelarsi.
Al termine dell'incontro, entrambi i lottatori s'inchinano. Non solo l'uno all'altro, ma a qualcosa che va oltre la vittoria e la sconfitta. Un silenzioso riconoscimento del fatto che salire su quel ring sacro richiede il coraggio di mettere in gioco il proprio corpo e confrontarsi con ogni dubbio, molto prima ancora di mettere piede sul dohyō.
Fuori dal Giappone, il sumo viene spesso visto soltanto come uno spettacolo di corpi giganteschi, "uno sport per persone grasse". Ma per molti giapponesi, il sumo è uno degli ultimi luoghi in cui il rito non viene semplicemente conservato, ma vissuto. Crescendo in America, ero circondato da discorsi sulla grandezza. Si parlava della forza come se fosse sempre qualcosa che si potesse misurare.
Dentro di me, la parte giapponese continuava a sussurrare un'altra domanda.
E se la forza non fosse, in fondo, qualcosa che si misura? E se la riconoscessimo soltanto nello spirito di chi è disposto a portare un peso che nessun altro può vedere?»
Eventi
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