Calle Malaga, recensione del film di Maryam Touzani con Carmen Maura

Dalla regista di 'Il caftano blu' una storia delicata e femminile che vede al centro una vivace ottantenne, immersa tra le luci e i colori di Tangeri, in Marocco.
Carmen Maura in Calle Malaga di Maryam Touzani - Immagine ufficiale
[credit: courtesy of La Biennale di Venezia]

Negli anni '30 del Novecento la città di Tangeri, nel nord del Marocco, di fatto a pochi chilometri di distanza dalla costa spagnola, divenne l'approdo di una numerosa fetta della popolazione in fuga dalla Spagna franchista, che vi si stabilì creando una vasta comunità che, in molti casi, ne avrebbe fatto la propria residenza a vita, senza più tornare nel Paese d'origine; è questo lo scenario che fa da sfondo al film Calle Malaga, debutto in lingua spagnola per la regista Maryam Touzani (Il caftano blu) che lo ha anche sceneggiato insieme al marito e suo abituale collaboratore Nabil Ayouch.

Protagonista della storia è Maria Angeles (Carmen Maura), che fa per l'appunto parte della comunità spagnola di Tangeri; vedova da molti anni, con una figlia che vive lontana, la donna però non sembra soffrire troppo la solitudine e si gode una quotidianità fatta di piccole abitudini, dal mercato di quartiere, alle visite a un'amica suora; questa tranquillità sembra destinata a interrompersi bruscamente quando sua figlia, in difficoltà economiche, annuncia di voler vendere l'appartamento di famiglia. Con la minaccia imminente di perdere casa, sicurezza e indipendenza, Maria Angeles si ingegnerà e lotterà per sfruttare al massimo il tempo a sua disposizione, radunando così attorno a sé un variegato gruppo di persone aprendosi a inattese amicizie e perfino alla possibilità di un nuovo legame sentimentale.
Quest'opera nasce da un ricordo personale della sua autrice, cresciuta lei stessa a Tangeri con una nonna arrivata lì dalla Spagna e che non aveva più voluto lasciare la città marocchina, e che le rende in un certo modo omaggio; Calle Malaga è un film in cui la regista infonde una sua delicata ma vitale sensibilità femminile, che si prende il suo tempo per illustrare il mondo in cui è ambientato e i personaggi che lo popolano, indugiando sulle strade e le case, punteggiate dai colori, dai profumi di fiori e dai sapori del cibo, accarezzati dalla luce dorata che illumina i protagonisti mentre passeggiano, cucinano, ballano a ritmo di musica, esultano guardando in tv una partita di calcio. È anche un film che mette al centro della storia quella terza età che spesso si accusa il cinema di trascurare, mostrando come si possa sempre continuare, indipendentemente dall'anagrafe, a trovare quello slancio e quella determinazione, uniti a uno sguardo curioso sul mondo, che permettano di godersi la vita in ogni sua sfumatura: in questo è determinante la performance di Carmen Maura, interprete spesso definita una delle muse almodovariane, che dona alla sua Maria Angeles energia ma anche sensualità, leggerezza e ironia, affiancata soprattutto da Ahmed Boulane, acclamato regista e sceneggiatore oltre che attore marocchino.

Calle Malaga è dunque un piccolo film, toccante nella sua delicatezza di sguardo e nella sua compatta semplicità narrativa, che lascia una sensazione di luce e calore simile a quella trasmessa dalle sue immagini e dai suoi personaggi, imperfetti ma umani.