Captain America: Brave New World, recensione del film

Azione, sequenze mozzafiato, personaggi interessanti ma la storia non è indimenticabile: in 'Captain America: Brave New World' sembra mancare qualcosa che possa rendere il film speciale all'interno di tutti quelli realizzati nell'Universo Marvel.
Anthony Mackie in Captain America Brave New World, scena da trailer

Captain America: Brave New World, nuovo capitolo nonché 35esima pellicola del Marvel Cinematic Universe, prosegue le vicende dei supereroi più amati da milioni di fan in tutto il mondo e lo fa per la prima volta sul grande schermo con il nuovo volto di Captain America, interpretato da Anthony Mackie, il quale prende in eredità il ruolo lasciatogli da Chris Evans dopo la fine di Avengers: Endgame. Il film è la prosecuzione della miniserie televisiva The Falcon and the Winter Soldier (2021) e, oltre al già citato protagonista, troviamo nel cast Harrison Ford, Danny Ramirez, Giancarlo Esposito, Tim Blake Nelson, Shira Haas ed un piccolo cameo di Liv Tyler.

Sam Wilson (Anthony Mackie) e il suo braccio destro Joaquin Torres (Danny Ramirez), ricevono un invito alla Casa Bianca dal neoeletto Presidente Thaddeus Ross (Harrison Ford), il quale gli propone di riformare gli Avengers e di lavorare per lui. Durante il ricevimento però il Presidente viene attaccato improvvisamente da un gruppo di uomini armati presenti all'evento. Sam decide di indagare per conto suo sull'accaduto e scopre che gli uomini sono stati soggiogati da un misterioso nemico, attraverso un video che aveva lo scopo di farli cadere in uno stato di incoscienza e farli involontariamente diventare pedine del nemico.

Per i fan dei supereroi Marvel, quelli più accaniti, che vedono tutto ciò che l'universo Marvel produce e crea, comprese le serie uscite su Disney+, Captain America: Brave New World rappresenterà una naturale prosecuzione delle vicende narrate nella serie The Falcon and the Winter Soldier, dove Sam Wilson ha dovuto affrontare la grande responsabilità dell'eredità lasciatagli da Steve Rogers e soprattutto il peso che tale lascito inevitabilmente comporta. Lì scopriamo anche che Sam, a differenza del Captain precedente, decide di non prendere il siero che lo avrebbe trasformato in un supersoldato, restando così più umano ma allo stesso tempo più vulnerabile fisicamente. Per noi spettatori però questa è una forte novità, perche per la prima volta non abbiamo a che fare con supereroi superdotati e invincibili, modificati geneticamente, ma abbiamo davanti un protagonista che deve trovare la forza soprattutto dentro di sé, più umano e verso il quale forse lo spettatore riesce a sentirsi più vicino.

L'obiettivo è sicuramente nobile e interessante, ma si ha come la sensazione, vendendo la pellicola, che manchi qualcosa che possa rendere il film speciale all'interno di tutti quelli realizzati nell'Universo Marvel. C'è azione, sequenze mozzafiato, come quella dello scontro aereo sull'Isola Celestiale, ci sono personaggi interessanti e cattivi ben caratterizzati ma nulla che renda la storia indimenticabile. Anthony Mackie è un buon protagonista ma non regge il confronto con Chris Evans, Harrison Ford funziona e ha il carisma giusto, peccato per la poca presenza del villain del film, ovvero Samuel Stern alias The Leader (Tim Blake Nelson), un personaggio molto interessante e riuscito. Probabilmente questa pellicola mira ad essere solamente l'inizio di una nuova era, un film che pone le basi per tutto ciò che verrà successivamente.