I Cesaroni, la recensione della nuova stagione al via questa sera
Li avevamo lasciati al 2014, con una sesta stagione che aveva già mostrato i segni del tempo causati da una serie che forse si era protratta troppo a lungo nel tempo rispetto all'offerta narrativa iniziale. E ora, a più di dieci anni di distanza, I Cesaroni stanno per tornare sul piccolo schermo con una settima stagione che, pur dovendo fare a meno di molti degli interpreti principali, punta a colmare il vuoto di nostalgia che i fan dello show tratto dalla serie Los Serrano hanno sempre provato nel corso di questi anni. A raccontarlo è stato lo stesso Claudio Amendola, che non solo torna nei panni del protagonista, ma dirige anche la serie. L'attore e regista romano, infatti, ha raccontato di come, nel corso di tutto questo tempo, ancora gli capitasse di venire fermato per strada da persone che chiedevano notizie sul destino di Giulio Cesaroni e della sua sgangherata famiglia. La risposta a questa curiosità arriva proprio questa sera su Canale 5 con la messa in onda dei primi due episodi.
La nuova stagione de I Cesaroni prende il via anni dopo la fine della passata stagione. Ora in casa Cesaroni vivono Marco (Matteo Branciamore) e la compagna Virginia (Marta Filippi), costretti a vivere con Giulio a causa di alcuni lavori domestici che rendono la loro abitazione impraticabile. In casa c'è anche Mimmo (Federico Russo), diventato nel frattempo un insegnante di sostegno che deve seguire Olmo (Andrea Arru), un ragazzo neurodivergente con una madre sempre molto attenta alle sue necessità (Chiara Mastalli), che proprio con Mimmo avrà un rapporto alquanto difficile all'inizio. Nella stessa scuola, dove Stefania (Elda Alvigini) è ancora la preside, lavora anche Rudi (Niccolò Centioni), che è assunto come collaboratore scolastico. I più piccoli della casa sono Adriano (Pietro Serpi), figlio di Marco e Virginia, e l'adolescente Marta (Valentina Bivona), la figlia di Marco ed Eva, che arriva dagli Stati Uniti e comincerà a portare non poco caos in famiglia. Intanto alla bottiglieria le cose non vanno bene: Augusto (Maurizio Mattioli), ha venduto le sue quote e ha collezionato una serie di debiti con l'Agenzia delle Entrate che costringe Giulio a grandi cambiamenti: prima di tutto collaborare con la nuova socia (Lucia Ocone) e poi mutare per sempre l'anima del locale di famiglia. In tutto questo a Roma arriva anche Carlo (Ricky Memphis), padre non amatissimo di Virginia.
Quando venne realizzata la sesta stagione de I Cesaroni, che per molto tempo è stata considerata l'ultima, era evidente che lo show non avesse più niente da dire e i segni del passaggio del tempo erano tutti in bella mostra. Già mentre andava in onda quell'arco di episodi, si poteva già dire che la serie era invecchiata male. Eppure nello show guidato da Claudio Amendola c'è sempre stato un cortocircuito di fondo: anche se la serie non funzionava, anche se molti degli interpreti principali se ne erano già andati, non si poteva fare a meno di volere bene a questa famiglia imperfetta della Garbatella. E poco importava, allora, delle trame inconcludenti, dei buchi di sceneggiatura (spesso dettati proprio dalle decisioni degli attori). I Cesaroni era una serie che sapeva comunque di casa, che forse ha avuto il merito di darci l'illusione di un tempo e di una realtà che non esistono più: quelli delle botteghe, della vita di quartiere, di una vita molto più lenta e anche molto meno crudele rispetto all'attualità che ci spia dai dispositivi che ormai stringiamo sempre tra le dita. E forse è proprio questa ricerca di normalità, di slow life, che ancora una volta I Cesaroni tornano sul piccolo schermo.
Le cose, naturalmente, sono cambiate. Del trio storico di amici fraterni composto da Giulio, Ezio e Cesare rimane solo Amendola. Quest'ultimo ha voluto ricordare il compianto Antonello Fassari nell'ultimo frame della seconda puntata in onda questa sera, mentre il personaggio di Max Tortora è diventato un marito in fuga che non si cura più della famiglia che si è lasciato alle spalle. Mancano Lucia, Eva e Alice, che sono stati personaggi importantissimi delle prime stagioni dello show. Ma il format ha cercato di ricostruirsi intorno a queste assenze, cercando di attrarre nuovi spettatori con scelte tematiche che sembrano voler parlare soprattutto a quegli spettatori che hanno scoperto l'esistenza di questa serie attraverso il passaggio sulle piattaforme o tramite le clip pubblicate sui social. L'introduzione di un personaggio neuro-divergente, che (almeno per il momento) non cade nella solita macchiettista proposizione del "ragazzo diverso da proteggere", così come l'ossessione per i personaggi social o la necessità di mollare tutto e reinventarsi una carriera senza date di scadenza sono tutti temi che fanno parte di una cultura che forse non aveva spazio nei primi anni Duemila, ma che di sicuro hanno un loro impatto negli anni Venti del nuovo millennio.
Non c'è davvero niente di originale e nuovo nella settima stagione de I Cesaroni. Eppure questa non è e forse non deve nemmeno essere una serie da seguire per aspettarsi l'inaspettato, per essere presi in contropiede o stupiti a ogni costo. I Cesaroni è sempre stata una serie d'intrattenimento nel senso più vero e positivo del termine: uno show per farsi quattro risate con gli amici - che spesso, oggi, sono la vera famiglia degli italiani - o per rendersi conto che, per parafrasare Tolstoj e l'incipit di Anna Karenina, ogni famiglia è imperfetta a modo suo e che la vera sfida non è essere felici tutto il tempo ma approfittare di tutto il tempo per provare a essere felici con quello che si ha, anche in mezzo a crisi, problemi lavorativi e cuori spezzati.
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