Citadel: Diana, recensione della serie con Matilda De Angelis
Lo scorso anno su Prime Video usciva Citadel, una serie tv statunitense creata da Josh Appelbaum, Bryan Oh e David Weil, prodotta dai fratelli Anthony e Joe Russo e con protagonisti Richard Madden e Priyanka Chopra Jonas. All'epoca era stato annunciato uno spin-off italiano della serie, Citadel: Diana, ora finalmente pronto e il 10 ottobre debutterà sulla piattaforma di Prime Video. Questo nuovo capitolo della spy story ha come protagonista Matilda De Angelis, affiancata da Lorenzo Cervasio, Maurizio Lombardi, Julia Piaton e Filippo Nigro.
Siamo nel 2030, il mondo è cambiato, le guerre hanno preso il sopravvento e la potente organizzazione Manticore crea armi sempre più innovative, riuscendo così ad avere il controllo di tutto. L'agenzia indipendente di spionaggio Citadel, che era stata creata con l'obiettivo di aiutare il mondo a salvarsi da guerre sempre più devastanti sconfiggendo realtà che avrebbero minato la sicurezza dell'intera popolazione mondiale, è ormai stata distrutta da Manticore. Diana Cavalieri (Matilda De Angelis), anni prima, ha perso i genitori in un attacco aereo e qualche tempo dopo è stata reclutata da Citadel, la quale le ha offerto la possibilità di sconfiggere coloro che hanno abbattuto l'aereo dove hanno perso la vita i genitori. Ora lavora, come spia sottocopertura, tra le linee nemiche di Manticore. Diana sarà costretta a collaborare con il figlio del nemico, Edo Zani (Lorenzo Cervasio), per poter uscire da questa vita e iniziarne una nuova.
La serie si apre con lo sfondo di una Milano distopica, con il Duomo, simbolo della città, bombardato e distrutto e le strade costantemente controllate dalla polizia. Si inizia subito mettendo in chiaro che la realtà che vediamo è distante dalla nostra attuale, ma non tanto così irraggiungibile come si può pensare, perché questa realtà è proprio quella in cui si svolgono le vicende della protagonista. Una Matilda De Angelis in un ruolo d'azione, una spia sottocopertura con un passato doloroso alle spalle, che ha condizionato tutta la sua vita. L'attrice, entrata perfettamente nella parte, ha dovuto allenarsi intensamente per risultare una credibile combattente senza paura e senza remore.
Le prime due puntate sono piene di azione, si entra subito nel pieno della storia, senza troppe spiegazioni e la narrazione scorre veloce. Vengono subito messi in gioco tutti i personaggi e non mancano i colpi di scena e le domande alle quali si attende con curiosità le risposte. Non serve aver visto la serie madre - Citadel - per capire le dinamiche della storia, quindi anche se non avete visto quella statunitense vi consigliamo di vedere questa, se non altro anche solo per la novità che porta sullo schermo nella serialità italiana, una spy story con respiro internazionale, piena di scontri, inseguimenti, sparatorie, azione ed effetti speciali, cose che non siamo sempre abituati a vedere nel panorama italiano, soprattutto ben realizzati.