Love Lies Bleeding, recensione del film con Kristen Stewart

Love Lies Bleeding di Rose Glass con Anna Baryshnikov, Kristen Stewart e Dave Franco ha il pregio di essere un film basato su un impianto originale, con uno sguardo fresco, personale e creativo che riesce così a catturare l'attenzione e a farsi ricordare dal pubblico.
Love Lies Bleeding - Poster orizzontale

Presentato in anteprima mondiale nella sezione Midnight del Sundance Film Festival, arriva adesso nelle sale cinematografiche italiane Love Lies Bleeding: la vicenda è ambientata nel 1989, in una cittadina in un'area rurale del New Mexico dove Louise "Lou" Langston (Kristen Stewart) è una ragazza, dall'indole piuttosto schiva, solitaria e apparentemente indurita e diffidente nei confronti della vita, che gestisce una palestra; è lì che trascorre la maggior parte delle sue giornate, cercando di limitare al massimo i contatti con l'ambiguo e losco padre Lou Sr. (un Ed Harris quasi irriconoscibile con lunghe extensions ai capelli) e tentando di stare accanto come può alla sorella Beth (Jena Malone), vittima di violenze da parte del pessimo marito J.J. (Dave Franco).

La vita di Lou è destinata a cambiare quando in palestra arriva Jackie (Katy O'Brian), una giovane donna che si sta allenando per un concorso di bodybuilding a Las Vegas: tra le due l'attrazione è immediata e danno subito inizio a una relazione, prima di ritrovarsi coinvolte in una serie di eventi che le metteranno a dura prova, sia nel loro rapporto che individualmente.

Love Lies Bleeding (titolo ispirato a una canzone di Elton John) è il secondo lungometraggio della regista e sceneggiatrice inglese Rose Glass, che si è fatta notare e apprezzare con il suo debutto, l'horror psicologico Saint Maud (2019), che qui cambia genere dirigendo non un film di paura ma che ha semmai qualcosa del body horror, per come indugia sulla trasformazione, talvolta paurosa, eccessiva, deformante dei corpi.

Per questa sua opera seconda l'autrice confeziona un thriller romantico neo-noir con punte di dark comedy in versione queer, con una pellicola dal tono e dallo stile volutamente esagerato, che spesso spinge sul pedale del paradossale andando a sfociare quasi nel fantastico, con tanto di scene che stanno fra l'onirico e il trip allucinatorio. 

Love Lies Bleeding - Immagine dal set
Love Lies Bleeding - Immagine dal set [credit: Anna Kooris; Copyright Crack in the Earth LLC; courtesy of Lucky Red]

Il film propone così il ritratto di una realtà di provincia cupa, polverosa e desolata, con paesaggi semi desertici aridi e vasti punteggiati da crateri che sembrano in alcuni momenti rimandare quasi a uno scenario sci-fi, popolata da personaggi cinici e amareggiati, dagli ingenui di buon cuore ai perfidi senza scrupoli, che si trascinano in esistenze fatte di piccoli (o grandi) espedienti per eludere la legge e violenze domestiche, abusi e corruzione, e in cui la passione, l'infatuazione o l'ossessione amorosa finisce per essere spesso pericolosa o autolesionistica.

Tra sesso e steroidi, sudore e muscoli, armi, sangue e pugni, canotte e pick-up, mullet e permanenti, il film è anche un omaggio, tra citazioni sia narrative che estetiche, ad altri titoli del decennio in cui è ambientato ma non solo, che vanno a pescare per lo più nel genere pulp, partendo naturalmente da Thelma & Louise, a Natural Born Killers-Assassini nati, Una vita al massimo, Cuore Selvaggio, Bound-Torbido inganno, ma la regista dichiara fra i suoi riferimenti anche La febbre del sabato sera e Showgirls, fino a Flashdance per le pettinature.

La narrazione dunque, specialmente verso il finale, va a scavalcare i limiti della credibilità chiedendo così allo spettatore di abbandonarsi alla visione, con una storia spinta all'estremo, gonfio e carico proprio come i corpi dei culturisti raccontati dal film, con una forza che diventa quasi un freak show esibizionistico, a scopo prevalentemente estetico anche se non sempre sorretto da vera sostanza.

Love Lies Bleeding - Immagine dal set
Love Lies Bleeding - Immagine dal set [credit: Anna Kooris; Copyright Crack in the Earth LLC; courtesy of Lucky Red]

Il cast propone una Kristen Stewart, sempre più icona LGBTQIA+ sia dentro che fuori dallo schermo, in un ruolo che si vede essere stato cucito fin dall'inizio su misura per lei, che la vede in alcuni momenti impacciata, fragile e al tempo stesso grintosa, e che va a trovare un'accoppiata inedita con Katy O' Brian, un'ex culturista anche nella vita (vista al cinema anche in film come Ant-Man and the Wasp: Quantumania e il recentissimo Twisters), e che sono efficacemente spalleggiate dal resto del cast nei ruoli secondari.

Love Lies Bleeding ha il pregio di essere un film basato su un impianto originale, con uno sguardo fresco, personale e creativo che riesce così a catturare l'attenzione e a farsi ricordare dal pubblico; secondo alcuni è un manifesto e una dichiarazione d'intenti femminista, secondo altri, al contrario, rinuncia a ogni velleità del genere per essere puro e semplice intrattenimento, ma di certo è una versione al femminile di quei temi e generi violenti e muscolari considerati di solito prettamente maschili, dando così loro una variante più pop, sfaccettata e autoironica.