In seguito a un terribile incendio che ha spazzato via e distrutto vite umane, case e terre, Dusty (Josh O'Connor) ha perso l'amatissimo ranch di famiglia; costretto a vendere il suo bestiame, si trasferisce in un accampamento di roulotte, popolato da altri sfollati come lui e si arrangia con lavori che non gli danno soddisfazione: si sente smarrito e privato della sua identità senza il suo ranch, e progetta di trasferirsi per ricominciare. La sua ex moglie Ruby (Meghann Fahy, da The White Lotus e il film Drop-Accetta o rifiuta) invece lo esorta ad approfittare delle circostanze per trascorrere più tempo con la loro figlia Callie Rose (Lily LaTorre, vista nel film Il morso del coniglio) e rinsaldare così il suo rapporto con la bambina.
Rebuilding è scritto e diretto da Max Walker-Silverman (alla sua opera seconda dopo A love song-La canzone di Faye, da noi in homevideo) ispirandosi anche a una vicenda personale, la perdita della casa di sua nonna in Colorado a seguito di un incendio, un tema che sappiamo essere tristemente sempre attuale negli USA (basti pensare che il film è stato presentato al Sundance Festival nello stesso periodo in cui la California era devastata dai roghi del gennaio 2025).
Possiamo definire Rebuilding un western contemporaneo, di cui sicuramente possiede l'immaginario: cappelli e stivali da cowboy, pick-up, cavalli da sellare, e poi gli ampi paesaggi rurali, le strade polverose; al centro c'è la figura di Dusty, cowboy spinto a chiedersi se possa ancora considerarsi tale, e che all'inizio intuiamo si trovi più a suo agio in mezzo alla terra e ai suoi animali che non alle persone: un uomo di poche parole, così come il film che si affida di più ai dettagli, nei gesti e negli sguardi, ai silenzi contemplativi, mentre alcuni aspetti vengono svelati un poco alla volta, altri rimangono semplicemente sottintesi, alimentando la storia pur senza venire esplicitati apertamente.
Se la storia parte sostanzialmente da un riavvicinamento tra Dusty e Callie Rose, la sceneggiatura evidenzia poi non solo l'aspetto del rapporto padre-figlia ma anche i legami familiari in senso più ampio, con riferimenti marcati anche alla memoria degli antenati e di chi non c'è più, risalendo le generazioni; parallelamente osserviamo il rafforzarsi di uno spirito di comunità che si cementa a poco a poco, soprattutto nel legame che il protagonista inizialmente riluttante stringe con i suoi nuovi vicini (rappresentazione anche del meltin' pot culturale che costituisce la nazione) e con i membri della sua famiglia: nel cast troviamo inoltre anche la neo- premio Oscar Amy Madigan, e l'attrice (e lottatrice) Kali Reis (da True Detective: Night Country e Mercy-Sotto accusa). La trama sottolinea anche la potenza maestosa e a volte terrificante della natura, che può dare e distruggere, non solo il fuoco ma anche l'acqua, mostrando così importanza della solidarietà e dei rapporti umani e affettivi, con cui uno scintillante cielo stellato si può creare anche all'interno di una spoglia roulotte.
Per quanto riguarda O'Connor invece che qui incarna, lui inglese, la quintessenza dell'uomo americano, si tratta dell'ennesimo tassello in una carriera dall'ascesa vertiginosa, consolidata dal ruolo del giovane principe Carlo in The Crown, e che qui lo vede in veste malinconica, dolente e schiva che gli appare congeniale, un po' come già nelle sue prove in God's own country-La terra di Dio, La Chimera o The History of sound, mentre la piccola LaTorre è una promettente rivelazione, acuta e sensibile.
Rebuilding è dunque un'opera corretta e rispettosa, che non vuole eccedere in retorica o sentimentalismi stucchevoli, e il cui impatto emotivo potrà probabilmente variare a seconda della predisposizione dello spettatore; qualcuno potrebbe desiderare un maggiore approfondimento del contesto e di alcuni personaggi, o lamentare una certa prevedibilità nei conflitti e nella loro risoluzione, ma è un film che conduce lo spettatore fino alla conclusione trasmettendo i suoi messaggi con sicurezza pacata e un senso di speranza e ottimismo.