Tra amore e inganni, recensione della commedia romantica con Halle Bailey e Regé-Jean Page

I due interpreti sono protagonisti di una commedia romantica ambientata in Toscana, per una storia d'amore ed equivoci a base di cucina, musica, e famiglie chiassosamente affettuose.
Tra Amore e Inganni - Poster

Il titolo originale You, me & Tuscany lascia pochi dubbi su quale sia la location scelta per fare da scenario a questa commedia romantica ribattezzata, per l'uscita italiana, con il più blando e anonimo Tra amore e inganni. La storia ha inizio a New York, dove Anna (Halle Bailey) è una ragazza che per motivi personali ha messo da parte il sogno di diventare una chef e da allora sembra aver rinunciato alle proprie ambizioni e tira avanti con impieghi saltuari finché un giorno si ritrova in un colpo solo senza un lavoro né un posto in cui abitare; è in quel momento che arriva l'incontro casuale e provvidenziale con l'italiano Matteo (Lorenzo De Moor, visto nelle serie Briganti e The Iris Affair-Missione ad alto rischio), che le racconta della sua grande (e attualmente disabitata) villa nel suo paesino natale di San Conessa, in Toscana. Così Anna decide d'impulso di comprare un biglietto aereo per l'Italia, ma quando inaspettatamente si ritrova di fronte ai parenti di Matteo, che per un equivoco la credono la sua fidanzata, presa dal panico lei non trova altra soluzione che assecondare l'errore e far credere a tutti di essere la promessa sposa del ragazzo; le cose si complicano ulteriormente quando Anna comincia, dopo un inizio turbolento, a entrare in confidenza con l'affascinante Michael (Regé-Jean Page), cugino italo-inglese di Matteo, senza potergli dire come stanno veramente le cose.

Tra amore e inganni, diretto da Kat Coiro, già regista della commedia romantica Marry me (2022) con Jennifer Lopez e Owen Wilson, va ad aggiungersi alla lista di film in cui i protagonisti scelgono il Belpaese come sfondo ideale per lasciarsi alle spalle la propria vita e cercare conforto tra i nostri paesaggi, monumenti, buon cibo e magari anche un nuovo incontro che faccia battere il cuore: ne sono un esempio Sotto il sole della Toscana con Diane Lane (2003) o Julia Roberts con il suo Mangia, prega, ama (2010), citati infatti anche in questo caso.
Si può dire che la regista Coiro (tra l'altro anche lei di origini italiane, e che aveva ambientato a Ischia uno dei suoi film precedenti, And while we were here) abbia evitato se non altro di infarcire al massimo la pellicola con tutti gli stereotipi immaginabili legati all'Italia (ad esempio, qui troveremo mezzi di trasporto alternativi alla classica e prevedibile Vespa), mentre alcuni aspetti come l'attenzione e la passione per la cucina, tra schiacciate, vino e olio d'oliva, sono quantomeno motivate dalla trama, dato che alcuni dei personaggi principali possiedono un ristorante nel paese.

A parte questo, comunque, la trama propone una serie di intrecci tipici del genere, dunque ampiamente prevedibili, per un film che vorrebbe riportare in auge anche sul grande schermo un tipo di film che sempre di più, negli ultimi anni, è destinato direttamente alle piattaforme streaming, e anche dare nuova linfa a quella che negli USA viene definita la "Black rom-com", con l'obiettivo costante di proporre protagonisti che vadano a rappresentare fasce diversificate della popolazione (e degli spettatori).
In questo caso nei ruoli centrali troviamo una vivace e sorridente Halle Bailey, che dopo il live-action di La Sirenetta passa stavolta a una favola sentimentale chiaramente in versione più realistica e contemporanea, e Regé-Jean Page che qui potrebbe rinverdire il ruolo di eroe romantico come in Bridgerton, che ne ha fatto esplodere la fama, ma che in questo caso risulta piuttosto rigido e poco convinto; sembra inoltre che la sceneggiatura non si sia sforzata di dotare i protagonisti di una personalità più sfaccettata oltre a renderli accomunati da qualche vicenda dolorosa nel loro background familiare, così che anche l'alchimia tra i due è più suggerita e incitata che effettivamente visibile sullo schermo. Tra gli altri interpreti, troviamo naturalmente anche qualche nome di casa nostra anche se qui un po' sprecato, come nel caso di Isabella Ferrari e Paolo Sassanelli nel ruolo dei genitori di Matteo.

Per il resto, l'atmosfera fiabesca e sognante si esprime negli scenari della Val d'Orcia e di altre località toscane (dove è stata ricostruita la fittizia San Conessa) bagnati da una luce dorata, tra stradine pittoresche, feste paesane e vigneti al sole, mentre in colonna sonora ascoltiamo immancabilmente la Traviata, Ricchi e Poveri e Raffaella Carrà (ma anche soul e r&b americano).
Tra amore e inganni può essere dunque un film adatto a chi è in cerca di un paio d'ore di vacanza per gli occhi e la mente, con una storia che non offre idee nuove né trovate originali, ma si afferma come una prevedibile aggiunta al genere.