We Live in Time - Tutto il tempo che abbiamo, recensione del film con Florence Pugh e Andrew Garfield
We Live in Time - Tutto il tempo che abbiamo è un film del regista irlandese John Crowley, interpreto dalla coppia Florence Pugh e Andrew Garfield, presentato in anteprima mondiale al Festival del Cinema di Toronto e proiettato anche al Festival del cinema di Roma. Per la prima volta sullo schermo insieme i due attori britannici interpreto una coppia di innamorati mostrando una grande sintonia e complicità sullo schermo.
Tobias Durand (Andrew Garfield), un lavoratore di Weetabix, la fabbrica di cereali, e Almut Bruhl (Florence Pugh), una ex-pattinatrice di talento ora chef in carriera, si incontrano in ospedale, in una circostanza del tutto fuori dal comune. I due sentono subito una forte alchimia e attrazione, iniziano a frequentarsi e in breve tempo vanno a vivere insieme. Inizia così la loro storia d’amore, fatta di momenti di grande gioia e felicità ma anche di momenti incredibilmente difficili e sofferenti.
We Live in Time non è semplicemente una storia d’amore, un film romantico, anzi è molto altro, è una storia di sofferenza, di rivincita e di speranza, una lotta contro la malattia ma anche un racconto delicato su cosa vuol dire vivere il momento, il presente, al meglio delle proprie possibilità, senza sprecare neanche un secondo della vita felice che ci è stata concessa. C’è dolore e sofferenza, ma non c’è alcun tipo di ricatto emotivo per lo spettatore nella rappresentazione della malattia, è tutto trattato in modo molto aperto e spensierato, senza rimorsi e soprattutto con tanto tanto amore. Amore per il partner, per la figlia, per il proprio lavoro, per le proprie passioni, i sogni e soprattutto amore per la vita. Ma anche la voglia di lasciare qualcosa di concreto in questo mondo, di essere ricordarti per qualcosa di cui andare fieri, per lasciare un po’ di te non tanto al mondo ma soprattutto alle persone che sentiranno la tua mancanza ogni giorno.
I due attori hanno un’alchimia pazzesca sul grande schermo, formano una coppia alla quale è impossibile non affezionarsi, hanno una relazione sana, basata su un grande supporto, un appoggio costante e senza remore l’uno verso l’altra e una libertà verso la vita così invidiabile. Grazie a tutti questi aspetti, grazie ad una sceneggiatura ben scritta, una regia che convince e due interpretazioni così mature e centrate, una pellicola che tratta di un argomento così forte e doloroso e che poteva sfociare in un racconto tragico e oppressivo, diventa invece un film che ti rimane dentro anche dopo la fine della visione. Perché quel dolore che ti porti dentro viene affiancato da una speranza verso la vita, da una consapevolezza che il tempo che abbiamo è limitato e dobbiamo avere la forza e la voglia di vivere ogni momento traendo gioia per quello che abbiamo, e continui a pensarci anche dopo. Questa è la grande forza del film e del messaggio che ne consegue.