Festa del Cinema di Roma 2024, il giorno di The Return di Uberto Pasolini, The Count of Monte Cristo di Bille August e Eterno visionario di Michele Placido
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Sabato 19 ottobre 2024 quarta giornata della 19a Festa del Cinema di Roma, con in primo piano il Premio alla Carriera Viggo Mortensen protagonista di una Masterclass con il pubblico. Nel corso dell'incontro, Mortensen parlerà della sua seconda esperienza dietro la macchina da presa con il film The Dead Don't Hurt, presentato in anteprima alla Festa, e ripercorrerà il suo percorso artistico. Un viaggio che parte dalla metà degli anni Ottanta, dagli esordi con Witness – Il testimone di Peter Weir, Carlito's Way di Brian De Palma e Ritratto di signora di Jane Campion, prosegue negli anni Duemila, quelli della notorietà internazionale grazie alla trilogia de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson, e giunge fino agli anni più recenti, con i titoli che gli sono valsi la candidatura al Premio Oscar come miglior attore: nel 2008 per La promessa dell'assassino di David Cronenberg, nel 2017 per Captain Fantastic di Matt Ross e nel 2019 per Green Book di Peter Farrelly.
In programma anche l'anteprima di The Return di Uberto Pasolini. Nella sua rilettura dell'Odissea, Uberto Pasolini riunisce Ralph Fiennes e Juliette Binoche, già protagonisti de Il paziente inglese. Lo stile classico abbraccia la forza epica della storia; la macchina da presa sta agganciata ai volti dei suoi due interpreti; i loro sguardi e le loro parole densi di pathos restituiscono il senso profondo di un mito intramontabile.
Inoltre, è in programma la presentazione di The Count of Monte Cristo, la serie diretta da Bille August, il regista danese vincitore di due Palme d'oro, per Pelle alla conquista del mondo (anche Oscar per il miglior film straniero) e Con le migliori intenzioni. Dopo più di venti versioni cinematografiche e televisive, l'intramontabile eroe romantico creato da Alexandre Dumas a metà dell'Ottocento torna in una serie tv in otto puntate, interpretato da Sam Claflin e da Jeremy Irons nella parte dell'abate Faria.
Per la sezione Grand Public, la presentazione di Eterno visionario di Michele Placido e di Libre di Mélanie Laurent. Placido - ispirandosi alla biografia di Matteo Collura, "Il gioco delle parti" - con Eterno visionario porta sul grande schermo la vita di Luigi Pirandello, dalle solfatare della Sicilia più arretrata a Stoccolma, dove vince il Nobel per la letteratura nel 1934. Fabrizio Bentivoglio è l'interprete congeniale di un artista che seppe capire la dissoluzione dell'identità dell'uomo novecentesco e descrivere quella gabbia di simulazioni che è la società. Libre di Mélanie Laurent è invece un noir d'azione che racconta una storia vera, quella di Bruno Sulak (Lucas Bravo): un rapinatore gentiluomo che evita spargimenti di sangue, all'epoca paragonato dalla stampa ad Arsenio Lupin, un fuorilegge che beffa la polizia con la sua vitalità e la sua voglia di libertà.
In programma anche Reading Lolita in Tehran di Eran Riklis. Tratto dal best seller del 2003 di Azar Nafisi, che tornò negli Stati Uniti nel 1997 per insegnare all'università di Washington, racconta la lotta della protagonista per trasmettere bellezza e cultura agli studenti sempre più catechizzati dopo la rivoluzione di Khomeini nel 1979 e, una volta lasciato l'insegnamento pubblico, condividere i suoi seminari settimanali con le sue sette allieve migliori.
Tre le proiezioni in programma anche La casa di tutti, cortometraggio dei Manetti Bros. girato all'interno di San Pietro. Il film racchiude un messaggio di speranza e solidarietà ed è stato realizzato in occasione della prima edizione della Giornata Mondiale dei Bambini. E poi ancora la proiezione di Titanus 1904 di Giuseppe Rossi: il documentario racconta la straordinaria avventura della famiglia Lombardo e della Titanus, pilastro dell'industria cinematografica italiana e internazionale. Alle ore 20.30 sarà la volta di Querido Trópico di Ana Endara, documentarista al suo debutto nel cinema di finzione. Il film affronta temi come la cura, la solitudine, la rabbia, i desideri inappagati, attraverso un racconto toccante e insieme inaspettato.
Tre titoli della sezione Proiezioni Speciali. I nipoti dei fiori di Aureliano Amadei, che ricompone i frammenti della sua infanzia, vissuta tra viaggi e comunità hippy: in questo percorso di riscoperta incontra molte persone che, come lui, sono cresciute respirando il vento dei grandi cambiamenti sociali degli anni Settanta. Estado de silencio di Santiago Maza, documentario prodotto da Diego Luna per l'etichetta messicana "La Corriente del Golfo", in collaborazione con Gael García Bernal, che racconta, con forza e umanità, il quotidiano terrore vissuto dai giornalisti messicani, impegnati a denunciare corruzione e cartelli della droga. Infine, Blanket Wearer di Park Jeong-mi, alla sua prima esperienza cinematografica: la regista decide di abbandonare tutto e di vivere, letteralmente, senza toccare un soldo per un anno: con una bicicletta presa in prestito e una telecamera che riprende tutto tranne lei stessa, Jeong-mi inizia un viaggio avventuroso alla ricerca di sé.
Sabato 19 ottobre viene presentato anche Eroici! 100 anni di passione e racconti di sport di Giuseppe Marco Albano: partendo dalla ricorrenza dei cento anni di storia del Corriere dello Sport, il documentario esplora l'essenza profonda dello sport, vero e proprio collettore sociale e culturale, e l'evoluzione del modo in cui viene vissuto e raccontato.
Tre appuntamenti della sezione Storia del Cinema. Il documentario Bogart: Life Comes in Flashes di Kathryn Ferguson che esplora vita e carriera di Humphrey Bogart, narrate attraverso la voce dell'attore. E poi Il pianto delle zitelle di Giacomo Pozzi Bellini, primo esempio di documentario antropologico in Italia, restaurato da La Cinémathèque française e Fondazione Cineteca di Bologna. A precedere questa proiezione l'incontro con Elisabetta Giovagnoni. A seguire, Valerio Zurlini, peintre des sentiments di Sandra Marti che restituisce la profondità dell'opera di un autore importante, straordinario direttore d'attori. A parlarne con gli spettatori presenti Sandra Marti e il critico cinematografico Jean Gili.
Infine, la regista e sceneggiatrice Francesca Comencini introduce la proiezione di Senza sapere niente di lei, realizzato dal padre, Luigi Comencini. Il film viene presentato nella versione restaurata a cura della Fondazione Cineteca di Bologna e Les Films du Camélia, a partire dai negativi scena e colonna sonora originali resi disponibili da Mediaset, presso il laboratorio L'Immagine Ritrovata, per concessione di Mediaset.
Infine, debutta alla Festa del Cinema di Roma 2024 il progetto speciale 'Stop Making Sense - 40th Anniversary' che celebra i 40 anni dall'uscita del film-concerto di Jonathan Demme, prima di uscire nei cinema italiani a novembre.
E in occasione dei 50 anni di UNICEF, la Casa del Cinema ospita la proiezione del documentario Milk Teeth - Essere bambine in Afghanistan. Fatima ha sette anni e, come molte bambine della sua età, sta vivendo un momento particolare della sua infanzia: sta perdendo i denti da latte. C'è però un fatto importante: Fatima non vuole assolutamente che le cadano. Se questo accadrà, infatti, significherà che sta crescendo e che molto presto sarà una donna, come le tante altre donne invisibili del suo Paese: l'Afghanistan. Così escogita un piano per rimanere sempre una bambina, ma per farlo dovrà intraprendere un viaggio onirico fuori dal comune. Il film nasce da un'idea di Alessandra Mastronardi e Giuseppe Carrieri, ed è una produzione di Natia Docufilm, per la regia di Amin Meerzad, la regia animata di Maria Matilde Fondi, e il montaggio di Carlotta Marrucci.