Lucca Film Festival 2025, Film in Concorso e Ospiti
aggiornato
Sono l'attore Malcolm McDowell, l'attore lucchese Alberto Paradossi, il regista e sceneggiatore Pietro Marcello e l'attore, regista e sceneggiatore Michele Riondino i primi ospiti annunciati della ventunesima edizione del Lucca Film Festival, in programma nella città toscana dal 20 al 28 settembre 2025, con la direzione artistica di Nicola Borrelli e realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
Pietro Marcello viene omaggiato con una serata speciale - in collaborazione con PiperFilm - con la proiezione del suo ultimo film, Duse, dedicato alla attrice italiana, interpretata da Valeria Bruni Tedeschi. Duse è stato presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia e racconta gli ultimi anni della Divina, narrata da un insolito punto di vista: quello della figlia. Sceneggiato da Marcello stesso con Letizia Russo e Guido Silei, il film è nelle sale dal 18 settembre distribuito da Piperfilm.
Per Michele Riondino, protagonista di una masterclass, in programma la consegna sul palco del Lucca Film Festival il Golden Panther Award e la presentazione - in collaborazione con Vision Distribution - del suo ultimo film da protagonista, La valle dei sorrisi, horror diretto da Paolo Strippoli, una co-produzione Italia e Slovenia Fandango, Vision Distribution e Nightswim con Spok. La valle dei sorrisi è stato presentato in anteprima fuori concorso all'82a Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, prima di essere distribuito nelle sale cinematografiche italiane da Vision Distribution dal 17 settembre 2025. Il film è ambientato a Remis, paesino nascosto in una valle isolata tra le montagne. I suoi abitanti sono tutti insolitamente felici. Sembra la destinazione perfetta per il nuovo insegnante di educazione fisica, Sergio Rossetti (interpretato da Riondino), tormentato da un passato misterioso. Grazie all'incontro con Michela, giovane proprietaria della locanda del paese, il professore scopre che dietro questa apparente serenità, si cela un inquietante rituale: una notte a settimana, gli abitanti si radunano per abbracciare Matteo Corbin, un adolescente capace di assorbire il dolore degli altri. Il tentativo di Sergio di salvare il giovane risveglierà il lato più oscuro di colui che tutti chiamano l'angelo di Remis.
All'attore Malcolm McDowell il 24 settembre ospite per ricevere il Premio alla Carriera e presentare la versione ricostruita da Thomas Negovan dalla sceneggiatura di Gore Vidal, del film Caligola: The Ultimate Cut, accompagnato dall'artista internazionale Hershey Felder, in collaborazione con FirenzeOnStage. Il film, che viene presentato in versione originale con sottotitoli in italiano, racconta della salita al trono - dopo l'assassinio di Tiberio (Peter O'Toole) - del giovane Caligola (Malcolm McDowell), che trascina l'Impero Romano in una spirale di violenza, lussuria e follia. Uscito nel 1980, Caligola è rimasto celebre per la sua travagliata lavorazione e per lo scandalo suscitato all'epoca: divergenze artistiche e ritardi produssero un film ibrido, tanto decadente, quanto controverso. Oltre quarant'anni dopo, Thomas Negovan ne propone una nuova versione, The Ultimate Cut: completamente ricostruito, senza ricorrere a un singolo fotogramma del film originale, che restituisce forza agli attori (tra cui una splendida Helen Mirren nei panni della moglie dell'Imperatore) e offre uno sguardo inedito sulla follia dell'Imperatore.
L'attore inglese, prima di diventare nel 1971 il protagonista del film Arancia Meccanica di Stanley Kubrick nel ruolo di Alex, aveva già recitato in film quali Se... per la regia di Lindsay Anderson (1968) e Caccia sadica, diretto da Joseph Losey nel 1970. Ha lavorato nella sua carriera anche per registi del calibro di Blake Edwards, Robert Altman, Hugh Hudson, Rob Zombie, Michel Hazanavicius e Jay Roach, recitando anche in film italiani quali Mortacci, per la regia di Sergio Citti (1989), Maggio musicale, diretto da Ugo Gregoretti nel 1989 e Cuori estranei, diretto da Edoardo Ponti nel 2002. Candidato al Golden Globe nel 1972 come Miglior attore in un film drammatico per Arancia meccanica, nel 2005 ha vinto un Nastro d'Argento Europeo per il film Evilenko, diretto da David Grieco. Il 16 marzo 2012 gli è stata inoltre conferita una stella al 6714 dell'Hollywood Boulevard sulla Hollywood Walk of Fame, nella categoria Motion Pictures.
All'attore lucchese Alberto Paradossi va il Premio Nuovi Protagonisti, ospite la sera di sabato 27 dicembre per riceverlo. Classe 1989, Paradossi si è formato alla scuola di recitazione del Centro Sperimentale di Cinematografia, iniziando la propria carriera attoriale nel teatro, recitando in commedie di autori come Theresa Rebeck e Neil LaBute. Dopo essere approdato anche al cinema recitando ruoli secondari in film come Il nostro ultimo e La ragazza nella nebbia, nel 2020 prende parte al film di Gianni Amelio Hammamet, in cui interpreta il figlio del presidente Craxi. Nello stesso anno recita inoltre nel film per la televisione Permette? Alberto Sordi, dove interpreta Federico Fellini. Dal 2022 è nel cast della serie tv Studio Battaglia e, tra il 2022 e il 2023 è nella miniserie tv The Net - Gioco di squadra, diretta da Volfango De Biasi e Lorenzo Sportiello. Nel 2024 è protagonista del film di Zamora, esordio alla regia di Neri Marcorè, tratto dall'omonimo romanzo di Roberto Perrone.
I titoli dei concorsi internazionali di lungometraggi e cortometraggi della ventunesima edizione del Lucca Film Festival
Dodici sono i film in anteprima italiana presentati nel concorso di lungometraggi, e sempre dodici i cortometraggi da tutto il mondo animano il concorso a loro dedicato della ventunesima edizione del Lucca Film Festival. L'ingresso a tutte le proiezioni è gratuito e - oltre ai premi delle giurie - per i due concorsi è previsto un Premio del Pubblico che può man mano votare il proprio film preferito.
I titoli del Concorso internazionale lungometraggi
Il Concorso internazionale lungometraggi, curato da Stefano Giorgi e Mattia Fiorino propone una selezione di dodici film, presentati dal 20 al 26 settembre, provenienti da tutto il mondo, dalla Russia alla Germania, dagli Stati Uniti alla Cina a Taiwan e Argentina, molti dei quali già premiati in festival internazionali, che compongono una selezione che unisce opere prime di giovani registi emergenti e titoli già passati nei principali festival internazionali. Dal cinema intimo e autobiografico ai racconti politici e sociali, dalle esplorazioni poetiche della natura alle narrazioni che intrecciano realismo e dimensione onirica. Una sezione che abbraccia formati e stili diversi, capace di restituire un panorama complesso e sfaccettato delle nuove tendenze del cinema d'autore. La giuria lungometraggi 2025 è formata dal direttore della fotografia Michele D'Attanasio, dalla video editor Paola Freddi e dal regista, sceneggiatore e produttore Mimmo Calopresti.
Opere prime che spaziano dal russo A Place Far From Home, di Diana Mashanova girata presso un orfanotrofio sul Lago Bajkal al tedesco Im Haus meiner Eltern diretta da Tim Ellrich, Special Jury Award della giuria Tiger a Rotterdam, film intimo che esplora con rigore tematiche familiari, passando per East of Wall della statunitense Kate Beecroft, presentata al Sundance Film Festival 2025, storia ambientata in un ranch fatiscente nelle Badlands, dove Tabatha fatica a mettere in tavola il cibo per sé, sua madre e i loro vicini, un gruppo di adolescenti ribelli che sta proteggendo, ma anche Under the Burning Sun di Yun Xie premiato con l'Audience Award - Best Narrative Feature allo Slamdance Film Festival 2025, dramma distopico sulla clandestinità dell'aborto. Altre opere prime presentate: Eel per la regia del taiwanese Chu Chun-Teng, dove un uomo incontra una donna misteriosa su un'isola vicino a Taipei e lo statunitense In The Mouth diretto da Cory Santilli, premiato con la Honorable Mention allo Slamdance 2025, black-and-white comedy noir che intreccia ansia sociale e surreale nella storia di un uomo perennemente ansioso, che ha vissuto tutta la sua vita in completo isolamento e si ritrova impossibilitato dall'uscire di casa dopo aver scoperto una versione gigante di se stesso che sporge dal terreno nel suo giardino... Sempre tra le numerose opere prime del festival, la Cina è rappresentata da The Botanist di Jing Yi, già alla Berlinale 2025, ambientato nella Cina rurale dello Xinjiang, elogio alla natura visto attraverso gli occhi di un ragazzo kazako in cerca di un amico speciale. Lo statunitense Atropia per la regia dell'attrice-regista Hailey Gates, opera prima presentata al Sundance (dove ha vinto il Grand Jury Prize) prodotta da Luca Guadagnino e interpretata da Alia Shawkat e Callum Turner, mescola satira militare e commedia ambientata in una città inventata, costruita per simulare una zona di guerra irachena, abbastanza vicina a Los Angeles da fungere anche da set cinematografico... Charliebird è invece l'esordio alla regia di Libby Ewing, presentato in concorso al Tribeca Film Festival 2025 e interpretato da Samantha Smart e Gabriela Ochoa Perez, racconta il legame inaspettato fra una terapista musicale e una giovane paziente ribelle. Debutto anche per Constanze Klaue, regista del tedesco Punching the World, alla Berlinale 2025, esplora la storia drammatica di due fratelli nell'ex Germania dell'Est. Dall'Argentina, The Message (El mensaje) scritto e diretto da Iván Fund, Orso d'Argento - Premio della Giuria alla Berlinale 2025, road-movie su una ragazzina medium per animali attraverso l'Argentina rurale. Infine, dagli Stati Uniti, More Beautiful Perversions, secondo lungometraggio di Pavli Serentsky vincitore del Best Narrative Feature all'Athens Film Festival 2025. Girato in 16mm e con trattamento ecologico della pellicola, il film esplora l'intreccio fra natura, sessualità e identità queer.
Il Concorso internazionale cortometraggi
Il Concorso internazionale cortometraggi, curato da Laura Da Prato e da Dario Ricci, alla sua undicesima edizione, ha visto convogliare a Lucca oltre 800 lavori provenienti da tutto il mondo, per una selezione di proiezioni, tra il 25 e 26 settembre, di 12 anteprime tra cui 2 anteprime mondiali e 1 anteprima europea e - per la prima volta - un documentario, che sono presentati dai rispettivi registi. Oltre ai corti in concorso, eventi speciali a loro dedicati e la proiezione di 4 corti fuori concorso. A premiare i migliori film brevi, una giuria composta dall'attrice e regista Chiara Caselli, dal regista e sceneggiatore Lamberto Bava e dal regista e sceneggiatore belga Fabrice Du Welz.
Primo corto documentario a essere presentato in concorso al Lucca Film Festival, l'inglese Beyond Eden, diretto e fotografato da Al Johnstone, che racconta - cinquant'anni dopo - la storia di un gruppo di lesbiche negli anni Settanta, provenienti da tutti gli angoli degli USA, che si rifugiò nella natura selvaggia e incontaminata per costruire un mondo senza uomini. Anteprima mondiale per The Cat Ice, produzione cinese/giapponese diretta da Hang Yang, che racconta di un detective che, intento a scoprire la verità dietro un caso di uxoricidio, riporta alla luce un incidente avvenuto dieci anni prima. Altra anteprima mondiale per il franco-statunitense Chloé, per la regia di Madeline Stephenson, che torna indietro nell'estate del 1944, in Normandia, quando una bambina di 10 anni uccide un uccellino e viene punita dalla nonna, sullo sfondo degli echi della guerra che si avvicina minacciosa. Dal Belgio, Daniel Van Den Berg is dead, scritto, diretto e montato da Ali Baharlou. La storia kafkiana di Daniel Van den Berg dichiarato morto per errore dal sistema pensionistico, che dovrà dimostrare di essere ancora vivo. Il regista Farid Aziz dirige il film russo Do Whatever, che sottolinea quanto esistano due tipi di persone: gli uccelli e gli altri. Ma non tutti nascono con la capacità di volare. E quando due persone completamente diverse finiscono nella stessa famiglia e poi si ritrovano confinate insieme, prima in una macchina, poi in una casa nel bosco e infine di nuovo in macchina, ognuna cerca di trascinare l'altra dalla propria parte. Dalla Germania, The good woman, diretto da Masha Mollenhauer, che racconta di una artista, rimasta incinta senza volerlo, costretta a non avere scelta dalla proibitiva legge polacca sull'aborto. Dalla Francia, En Beauté, scritto e diretto da Rémi Mardini: dopo cinquant'anni insieme, Anne e Léon hanno deciso di porre fine alle loro vite e di farlo con stile. Vestiti con i loro abiti più eleganti, la coppia attende la fine, mano nella mano… ma i loro piani vanno in fumo quando un'innocente chiacchierata si trasforma in un acceso litigio. Altro corto francese, Papya, scritto e diretto a quattro mani da Constance Delorme ed Erwan Dean, che racconta di un nonno appassionato di ornitologia che riceve la visita dei suoi quattro nipoti per le vacanze. Andrà tutto bene.... In anteprima europea, il corto indiano Moti, scritto e diretto da Yash Saraf è la storia di un cane, Moti, che un giorno si trasforma in un ragazzo. Secondo gli scienziati, ha cominciato a evolversi, ma, nel diventare umano, sta perdendo qualcosa di vitale lungo il cammino: il suo incredibile fiuto, il suo modo canino di orientarsi nel mondo. Il regista taiwanese Kevin Tsung-Hsuan Yeh propone Stills Moving, in cui una diagnosi di SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica) fa perdere progressivamente il controllo del proprio corpo a una scultrice. Di fronte all'imminente condanna, l'artista riversa cuore e anima nella sua prossima opera: la statuina di una bambina. Co-produzione statunitense, messicana e olandese, Synthesize Me è scritto, diretto, montato e musicato da Bear Damen ed è la storia della giovane figlia di un elettricista vedovo, che si rifugia nel trascurato studio musicale della madre per suonare e ricordarla. Quando provoca un blackout in tutta la zona, la tensione tra padre e figlia sale, portando il loro dolore al limite. Infine, il corto inglese Watch Me Burn, co-sceneggiato e diretto da Sofia Spotti, racconto di Rue che, a seguito di un incidente che l'ha resa quasi sorda, si trasferisce in un villaggio sperduto coi suoi genitori, dove stringe amicizia con un gruppo di ragazze che la convincono a commettere un atto di crudeltà come prova di accettazione nel gruppo.
Immagini