MedFilm Festival 2024, i Premi della 30a edizione

'Les Fantômes' di Jonathan Millet, 'Who Do I Belong To' di Meryam Joobeur, 'Après le soleil' di Rayane Mcirdi, 'No Other Land' di Yuval Abraham, Basel Adra, Rachel Szor, Hamdan Ballal, 'Valerija' di Sara Jurinčić tra i titoli premiati della 30a edizione del MedFilm Festival. Premio Koinè al regista Matteo Garrone.
MedFilm Festival 2024 - Poster verticale

Annunciati i vincitori e i premi, nel corso della Cerimonia di Premiazione, della 30a edizione del MedFilm Festival. La manifestazione dedicata alle cinematografie del Mediterraneo ha portato a Roma 80 film, 60 ospiti, eventi speciali, meeting industry, incontri letterari e masterclass in location diffuse per tutta la città e in streaming in tutta Italia su MYmovies. Il programma proseguirà fino al 17 novembre con repliche ed eventi speciali, tra cui un omaggio al regista palestinese Rachid Masharawi.

Il MedFilm , come ha scritto la direttrice Ginella Vocca:

"accoglie le testimonianze dirette di un luogo del mondo gravido di senso, il Mediterraneo, grazie al dialogo umano e umanista con gli artisti che lo abitano, lo informano, lo costruiscono. Giorno dopo giorno, fotogramma dopo fotogramma, facendone un alveo ineludibile di ricchezza culturale e creatività diffusa. E antidoto: alle guerre, ai cambiamenti climatici. Al dolore,di tutti. In un tempo che fa spavento per la perdita di umanità ed empatia, pensiamo si debba accendere e illuminare la Pace. E proprio da qui, dall'Italia, culla e crocevia delle culture del Mediterraneo. E proprio da qui, dall'Europa, che il conflitto ha saputo disconoscerlo, tenendo lontano il lezzo sanguinario e sanguinoso della guerra. Il Cinema, per noi del MedFilm Festival, è stato in questi trenta, lunghi ma veloci anni, una inesauribile fonte di conoscenza dell'altro e di speranza per il futuro di tutti".

Nel programma di questa trentesima edizione, la retrospettiva Mediterranea che si concluderà nel 2025 con la 31a edizione, con la partecipazione di quattro registe che hanno attraversato la storia recente del festival, autrici, amiche e donne che portano avanti la loro idea di arte e di vita: Kaouther Ben Ania e Layla Bouzid dalla Tunisia, Soudade Kaadan dalla Siria e Maryam Touzani dal Marocco.

Il più alto riconoscimento conferito dal MedFilm Festival, il Premio Koinè, rivolto a personalità del mondo dell'arte, della scienza, dell'impresa culturale e dell'associazionismo che si siano distinte per l'impegno a mantenere vivo il dialogo tra i popoli del Mediterraneo, quest'anno è stato conferito per la prima volta ad un regista, Matteo Garrone, "per la capacità di incarnare nei personaggi del suo film - Io Capitano - il sogno di una Koinè comune". Per questo motivo, nel programma del festival è stata inclusa la proiezione del suo film Io capitano.

I FILM IN CONCORSO
Il rapporto con il passato individuale e collettivo, la relazione con la memoria e i ricordi, ma anche lo slancio verso il futuro: questi i moti sotterranei che attraversano gli otto film, provenienti da sette paesi diversi, di cui sei in Anteprima Italiana, del Concorso Ufficiale - Premio Amore e Psiche del MedFilm Festival 2024. Una selezione curata da Martina Zigiotti, responsabile del programma di lungometraggi insieme al comitato di selezione composto da Veronica Flora, Paola Cassano, Luigi Coluccio, Massimo Causo, Giuseppe Gariazzo, Paolo Bertolin, Chiara Barbo. Il tempo del conflitto in Bosnia è al centro de I diari di mio padre di Ado Hasanović, mentre i ricordi che rischiano di scomparire sono il cuore di Sulla terra leggeri di Sara Fgaier (prossimamente in sala con Istituto Luce Cinecittà) - entrambi film italiani ed entrambi film che lavorano con il materiale d'archivio. Poi titoli che indagano il concetto di trauma e di maternità: Who Do I Belong To di Maryem Joobeur, in cui nelle remote campagne tunisine una madre affronta il figlio terrorista, e lo spagnolo Salve Maria di Mar Coll, dove una donna, alla nascita del primo figlio, capisce che diventare madre non era quello che voleva. I fantasmi del passato popolano anche Les Fantômes di Jonathan Millet (prossimamente in sala con Maestro Distribution), un thriller su vittime e carnefici del conflitto siriano. A parlare di futuro sono invece due ritratti pieni di umanità: l'iraniano Boomerang di Shahab Fotouhi, sinfonia emotiva che smonta ogni cliché sull'Iran di oggi, e il musicale Everybody Loves Touda di Nabil Ayouch (film di apertura, candidato per il Marocco agli Oscar 2025 e prossimamente al cinema con Maestro Distribution). E poi il film No Other Land di Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abraham e Rachel Szor (prossimamente in sala con Wanted Cinema), opera prima di un collettivo israelo-palestinese, Miglior Documentario alla Berlinale 2024.

Ed è sempre su questo fil rouge che si muove anche il Concorso Internazionale Cortometraggi, curato da Alessandro Zoppo. Non dimenticare la lezione della storia perché il passato è presente, infatti, è quello che traspare dai 19 cortometraggi della selezione Intravedono e immaginano il futuro le riflessioni sull'identità di Aïda non plus, Phoebe e Good Luck, Sara!, gli intrecci tra privato e pubblico di An Orange from Jaffa, Après le soleil e Valerija, la messinscena di malesseri, solitudini e turbamenti di Things That My Best Friend Lost. Rifuggono l'allarmismo e le sentenze già scritte del catastrofismo le trasformazioni urbane ed umane raccontate da lavori beffardi come Bad for a Moment e Canary in a Coal Mine e titoli dolenti quali Mango, Bye Bye Benz Benz e On the Way. L'adolescenza e la post-adolescenza sono svelate da The Form nelle forme del desiderio e dei tabù, nelle molestie e negli abusi da Mentor e Amplified, nei traumi personali e collettivi da Smell of Fresh Paint. Traumi storici e transgenerazionali che devono diventare generativi, da una parte all'altra dei confini nel caso di Garan, nelle famiglie e dentro tutte quelle persone che sono state lasciate indietro, nella Tunisia di oggi di Ceux qui rêvent come nella Spagna di ieri de La idea de una isla.

ATLANTE
Atlante è la speciale sezione Fuori Concorso del festival che accoglie titoli di ogni formato realizzate da autori affermati e registi esordienti, spazio libero di indagine sull'orizzonte dentro il quale tutti siamo immersi, che oggi guarda inevitabilmente verso la Palestina. A questa terra sono dedicati i due film di un autore a cui il MedFilm ha deciso di rivolgere un omaggio, Rashid Masharawi: Passing Dreams è l'on the road del dodicenne Sami alla ricerca del suo piccione perduto, e From Ground Zero è un lavoro collettivo che arriva da Gaza ed è composto da 22 cortometraggi, candidato Palestinese agli Oscar 2025. Ad affrontare ulteriori sfide dell'oggi sono gli altri due film della sezione, Breath di Ilaria Congiu (anteprima mondiale al MedFilm Festival 2024), che racconta i percorsi di uomini e donne che vivono di pesca tra l'Italia, il Senegal e la Tunisia; e il tunisino Aïcha di Mehdi M. Barsaoui, tra il thriller politico e il racconto di emancipazione femminile, prossimamente in sala con I Wonder. A chiudere la selezione di lungometraggi due eventi speciali dedicati a registi del cinema italiano: Io capitano di Matteo Garrone, il Premio Koiné di questa edizione, e Il manoscritto del Principe di Roberto Andò, nella versione restaurata dal CSC e con il suo regista protagonista di una Masterclass all'Università La Sapienza.
Spazio poi ai cortometraggi nella cartografia di Atlante. Quest'anno la bussola punta sui Balcani (The Man Who Could Not Remain Silent di Nebojša Slijepčević è una pagina di Storia da non dimenticare), l'Algeria rurale di The House is on Fire, Might as Well Get Warm di Mouloud Aït Liotna e il Marocco sospeso tra cultura occidentale e tradizione maghrebina di Never Stop Shouting di Abdellah Taïa. 

Tre anche gli eventi speciali. Il documentario Faghan - Figlie dell'Afghanistan di Emanuela Zuccalà, tratto da un verso di Figlia dell'Afghanistan della poetessa Nadia Anjuman (1980-2005), picchiata a morte dal marito che non tollerava la sua indipendenza di donna e di intellettuale affermata. In collaborazione con WWF l'evento Cetacei - Giganti fragili, per sensibilizzare sulla loro tutela e sulla valorizzazione degli habitat marino-costieri con i documentari Giganti dimenticati di Lorenzo Colantoni e Operazione Capodoglio - La storia di Gea di Emanuele Quartarone. MedFilm infine festeggia i trent'anni lanciando una nuova collaborazione con il Cabriolet Film Festival, primo festival cinematografico all'aperto del suo genere in Libano: dal programma del CFF arrivano il documentario Kaab el-Day'a di George Abi Ramia e Sarah Abboud e la commedia grottesca Sisters of the Rotation dei fratelli Michel e Gaby Zarazir.

PERLE
Nella sezione Perle dedicata al cinema italiano, un omaggio ai registi Alessandro Cassigoli e Casey Kauffman, con il loro ultimo film Vittoria e i loro due precedenti lavori, Butterfly e Californie. E poi spazio a Il complottista, il lungometraggio d'esordio di Valerio Ferrara; Basileia di Isabella Torre; e L'occhio della gallina di Antonietta De Lillo. Spazio poi ai cortometraggi, con sei corti della selezione che celebrano la vita e la voglia di viverla a pieno. Dalle cime prominenti della Valle d'Aosta di Api di Luca Ciriello alla Palermo ad altezza di bambino di Nascondino di Danny Biancardi e Virginia Nardelli, attraversando l'assolata Sardegna di Sparare alle angurie di Antonio Donato, le borgate della Roma di fine anni '60 di Billi il cowboy di Fede Gianni, le campagne lombarde appena fuori dai centri cittadini di Non piangere di Niccolò Corti e il magico Carso triestino di L'uccello imbroglione di Davide Salucci. Paesaggi dell'anima vissuti tra estati di passioni e inverni dell'odio.

MEDITERRANEA
Mediterranea è la sezione nata, in questo 30° anniversario del festival, con "l'intento di restituire, attraverso celebrate opere del recente passato e gemme del presente, l'intreccio di voci vibranti e libere del variegato panorama cinematografico del Grande Mare". Sette gli sguardi presentati, sette autrici che tra lunghi e corti hanno "lasciato traccia indelebile del loro percorso di cineaste" nelle edizioni passate del MedFilm: Kaouther Ben Hania, Leyla Bouzid, Maha Haj, Soudade Kaadan, Nesrine Lotfy El-Zayat, Dania Reymond-Boughenou, Maryam Touzani.
È l'incontro di due anime Adam (2019) della regista marocchina Maryam Touzani, pas de deux di due donne in fuga nella Medina di Casablanca, e nell'accoglienza reciproca che riescono a darsi si riscoprono l'una nell'altra (Premio alla Carriera MedFilm Festival 2022 per l'attrice Lubna Azabal). Con The Day I Lost My Shadow (2018) la regista siriana Soudade Kaadan firma il suo esordio portando sul grande schermo l'odissea intima e materiale di una madre nella Siria del 2012, dramma esistenziale e quotidiano dei civili di fronte all'assurdità della guerra. Attraverso il linguaggio personale del documentario e del racconto di formazione la pluripremiata regista tunisina Kaouther Ben Hania rivela i movimenti di cambiamento nella vita di una famiglia e l'inizio di un processo di crescita dagli echi universali in Zaineb Odia la Neve (2016). L'opera seconda della regista e figlia d'arte tunisina Leyla Bouzid, Una storia d'amore e di desiderio (20121), è un viaggio alla scoperta di un giovane uomo alle prese con la pienezza di un sentimento d'amore e della potenza rivelatrice dell'arte. 
Tre i cortometraggi in visione: già vincitrice nel 2016 del Premio espressione artistica con Le jardin d'essai, la regista algerina Dania Reymond porta Sans les mots, una delicata e profonda ode visiva alla memoria, dove i materiali d'archivio diventano chiavi di accesso ai silenzi del passato e del presente. E poi la regista egiziana Nesrine Lotfy El Zayat con No Air to Breathe (2024), storia di una donna egiziana sulla cinquantina che sta lottando per la sua indipendenza, cercando di superare le difficoltà che ha affrontato con gli uomini della sua vita. Chiude la sezione la regista e sceneggiatrice palestinese Maha Haj con Upshot (2024), recentemente premiato a Locarno, dove l'irrompere di uno sconosciuto nella routine quotidiana di una coppia palestinese svelerà il dramma che si cela dietro un'apparente normalità. 

VOCI DAL CARCERE
Voci dal carcere è la sezione che il MedFilm Festival realizza in collaborazione con il DAP - Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia e curata da Veronica Flora. Sono 9 i cortometraggi presenti nella prima parte della sezione con l'incontro di storie personali, memorie e proiezioni creative degli abitanti della Casa circondariale di Velletri (Il giardino delle delizie di Simone Spampinato, Sogni di Giulio Maroncelli), della Comunità Educativa Oikos di Bologna (Cara JDL di Lucia Magnifico), della Casa circondariale di Rieti (Chiedi di me all'acqua di Massimo Montaldi), della Casa circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto (RicorDanze di Salvo Presti e Emanuele Torre), della Terza Casa circondariale di Roma Rebibbia (Entrare fuori Uscire dentro a cura di Enzo Aronica), della Casa circondariale di Terni (Vie di fuga di Michela Carobelli), della Casa di reclusione di Palermo Ucciardone (Siamo a'mmare di Alessio Genovese), della Casa Circondariale di Secondigliano (Ofarja di Ahmed Ben Nessib). Nella seconda parte della sezione, con il regista e storico collaboratore del MedFilm Gianfranco Pannone alla scoperta della Compagnia della Fortezza, fondata dal regista Armando Punzo, e del lavoro di ricerca artistica portato avanti nel carcere di Volterra, in Toscana (Qui è altrove), per passare a un progetto realizzato a partire dall'incontro tra la Casa di Reclusione Opera di Milano e l'ufficio inclusività dell'Università Bocconi (Near Light di Niccolò Salvato) per entrare infine nei pensieri e nei ricordi dei detenuti della Casa Circondariale Vasto (Kairos di Francesco Lovino).

SGUARDI DAL FUTURO
È la sezione curata da Giulia de Luca Gabrielli che raccoglie i lavori di diploma dei 13 studenti membri della giuria Methexis, provenienti dalle scuole di cinema italiane e internazionali, per scoprire insieme i talenti di domani: Yonatan Workneh Ayallew, Addis Ababa University, Etiopia; Wissam Bentikouk, La Fémis, École nationale supérieure des métiers de l'image et du son, Francia; Bezawit Fekadu Bogale, Addis Ababa University, Etiopia; Anas Bouzammour, ISMAC, Marocco; Nicolò Folin, CSC Centro Sperimentale di Cinematografia, Italia; Alessandra Kalka, Libera Università del Cinema, Italia; Barbara Di Roma, Scuola di Cinema Sentieri Selvaggi, Italia; Ana Logar, UNG University of Nova Gorica, Slovenia; Marine Auclair March, ESCAC Escola Superior de Cinema i Audiovisuals de Catalunya, Spagna; Shrijan Pandey, Northwestern University, Qatar; Eleni Parone, AUTH Aristotle University of Thessaloniki, Grecia; Omar Rezgui, ISAMM Institut Supérieur des Arts Multimédia de la Manouba, Tunisia; Lizi Tabagari, RUFA Rome University of Fine Arts, Italia. 
Il Progetto Methexis prevede inoltre la costituzione di una Giuria mista e molto speciale composta dai 13 studenti internazionali presenti al festival e dai detenuti provenienti dai quattro Istituti di Roma Rebibbia, supportati nella visione dalle aree educative e dalle scuole che operano negli Istituti di pena (Casa di Reclusione Roma Rebibbia, Casa Circondariale Femminile Roma Rebibbia, Casa Circondariale Nuovo Complesso Roma Rebibbia, III Casa Circondariale Roma Rebibbia). Come ogni anno la Giuria dei detenuti visione i cortometraggi della sezione ufficiale del MedFilm Festival e ne discute insieme ai 13 studenti delle Scuole di cinema dei Paesi del Mediterraneo presenti a Roma ospiti del Festival. Riunione plenaria per l'assegnazione dei riconoscimenti Premio METHEXIS per il Miglior Cortometraggio e il Premio CERVANTES ROMA al cortometraggio più innovativo. La finalità del progetto è nell'offrire, alle detenute e ai detenuti, una connessione tra il mondo dentro il carcere e quello esterno, ma anche l'opportunità per gli studenti di cinema di confrontarsi con il tema della pena e del desiderio di rinnovarsi attraverso lo studio, il lavoro, la creatività artistica.

MEDMEETINGS
Giunti all'8a edizione, i MedMeetings 2024, curati da Paolo Bertolin, riflettono una visione che desidera condurre l'industria cinematografica italiana verso una posizione centrale nell'ambito delle collaborazioni produttive nell'area euro-mediterranea. Si tratta di uno sforzo ispirato da un assetto istituzionale favorevole, atto a facilitare la collaborazione tra i/le nostri/e produttori/trici e le controparti straniere desiderose di lavorare con l'Italia.
Con una curatissima selezione di sei progetti di alto livello, MedPitching propone ai/lle professionisti/e italiani/e l'opportunità di incontrare a Roma registi/e e produttori/trici, al fine di creare fruttuose sinergie. Il Premio MedPitching, che riconosce il progetto più promettente, è votato dai/lle professionisti/e in sala e ha una dotazione di 1.000 euro. Qualora il progetto premiato divenga coproduzione italiana, altri 1.000 euro andranno alla controparte italiana, per facilitare il partenariato.
Sono sei anche i lavori nella selezione MedWIPs. Si tratta di film di finzione e documentari che necessitano di sostegno verso il completamento della post-produzione. Sulla base dei materiali presentati nella sessione dedicata e di un incontro individuale con i rappresentanti dei WIPs, la giuria composta da tre esperti (Esmeralda Calabria, Gaia Furrer e Stefan Ivančić) assegna il Premio OIM di 10.000 euro e il Premio Stadion Video pari a 3.500 euro per la realizzazione di un DCP.

EVENTI SPECIALI
Masters of Cinema
Masterclass  a cura di Veronica Flora. 
"Masters Of Cinema Con Roberto Andò" con l'incontro del regista con gli studenti sul tema Forme e generi della narrazione cinematografica. Con introduzione a cura di Roberto De Gaetano, professore di "Forme e modelli del cinema italiano", interventi di Dario Cecchi, professore di "Estetica", Mario Sesti, critico cinematografico e regista. Modera l'incontro Gianfranco Pannone, coordina l'incontro Veronica Flora.
"Masters Of Cinema Con Antonietta De Lillo", con l'incontro tra la regista napoletana con gli studenti di Cinematografia sul tema Creatività e reale nella messa in scena cinematografica. Con l'intervento di Alain Parroni (regista, docente RUFA Cinematografia). Modera l'incontro Gianfranco Pannone, coordina l'incontro Veronica Flora. 
"Masters Of Cinema Con Rashid Masharawi", con un dialogo tra il regista palestinese e i Docenti del Dipartimento di Studi Orientali - ISO, Sapienza Laura Guazzone, "Storia contemporanea del mondo arabo", Francesco Zappa, "Islamistica", Rossana Tufaro, Post-doc "Storia contemporanea del mondo arabo". Con l'intervento di Aldo Nicosia, Ricercatore di lingua, cultura e cinema arabo, coordina l'incontro Veronica Flora.

Letture dal Mediterraneo
Sezione dedicata alla produzione letteraria più recente, a cura di Luigi Coluccio. Spazio franco per le autrici e degli autori che scrivono, occhio e penna, rivolti verso il Grande Mare. Giunta alla decima edizione, la costola editoriale del MedFilm propone quest'anno Arianna Arisi Rota con Pace (il Mulino), Antonella Cilento con La babilonese (Bompiani), Valentina D'Urbano con Figlia del temporale (Mondadori), Stefano Liberti con Tropico Mediterraneo (Laterza), Aldo Nicosia con Bidayàt (Progedit editore), Lucia Capuzzi, Viviana Daloiso e Antonella Mariani con Donne per la pace (Vita e pensiero). Al fianco di questi nomi altrettante personalità del mondo del giornalismo, dell'editoria e della cultura per intessere un dialogo proprio a partire da quei titoli: rispettivamente, Annalisa Camilli, Sandra Petrignani, Giulia Ciarapica, Giacomo Zandonini, Elena Rosselli, Elena Pasquini e Arianna Briganti. 

MedFilm Festival 2024 - Poster verticale
MedFilm Festival 2024 - Poster verticale

MedFilm Festival 2024, Concorso Lungometraggi

La Giuria del Concorso Ufficiale, composta da Michela Cescon, Piera Detassis, Viola Prestieri, Ludovica Rampoldi e Desideria Rayner, ha decretato:

PREMIO AMORE E PSICHE per il Miglior Film: 
Les Fantômes di Jonathan Millet (Francia/Germania/Belgio, 2024, 105'). Il film sarà distribuito prossimamente da Maestro Distribution. Motivazione del premio:

"Una narrazione avvincente e tesa che ci parla del confine tra giustizia e vendetta, dolore personale e trauma collettivo, e della relazione viscerale che si forma tra vittima e carnefice. La storia di un esule siriano sulle tracce del suo torturatore viene raccontata coniugando thriller e film d'autore, tensione, orrore e bellezza. Una caccia all'uomo magnificamente interpretata da Adam Bessa – le cui ferite esteriori ed interiori sono quelle di un intero popolo – e dal suo antagonista Tawfeek Barhom."

PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA: 
Who Do I Belong To di Meryam Joobeur (Tunisia/Francia/Canada, 2024, 118'), con la seguente motivazione:

"Un film avvolto in un'atmosfera onirica, con immagini di straordinaria forza evocativa. Quando il figlio scomparso torna al villaggio con una donna incinta e silenziosa, velata da un niqab che rivela solo occhi magnetici e inquietanti, la madre viene dilaniata dal conflitto tra ricerca della verità e bisogno di tenere insieme la famiglia. Nel ritrarre questa disgregazione, Joobeur crea un mondo in cui realtà e proiezione si confondono, lasciando che il mistero prevalga sulle spiegazioni, e in cui le colpe represse riaffiorano con una violenza oscura e distruttiva, minacciando l'intera comunità."

PREMIO ESPRESSIONE ARTISTICA: 
All'interpretazione di Nisrin Erradi in Everybody Loves Touda di Nabil Ayouch (Marocco/Francia/ Belgio, 2024, 102'). Il film sarà distribuito prossimamente da Maestro Distribution. Motivazione del premio:

"L'attrice interpreta Touda e il suo sogno di diventare una vera Sheika, cantante tradizionale marocchina che dà voce all 'anima e alle parole delle poetesse ancestrali. Vibrante, sognatrice, sempre malmenata dagli uomini nei locali di provincia dove si esibisce, troverà la forza di affrontare per il figlio e per la sua arte nuove sfide, in altri luoghi. L'interpretazione fiera di Nisrin, il suo volto mediterraneo e tenace, rappresentano una salvifica sfida all'umiliazione e alla povertà."

MENZIONE SPECIALE: 
No Other Land di Yuval Abraham, Basel Adra, Rachel Szor, Hamdan Ballal (Palestina/Norvegia, 2024, 96'). Il film uscirà in sala il 13-14-15 gennaio con Wanted. Motivazione del premio:

"Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abraham, Rachel Szor con il loro potentissimo film No Other Land ci hanno resi partecipi di un'eroica e disperata storia di resistenza quotidiana, fatta di amicizia e di incredibile coraggio. A Masafer Yatta, in Cisgiordania, vive una comunità che da decenni resiste a una feroce politica di sgombero da parte dello Stato di Israele: I Bulldozer abbattono quel che nella notte i residenti tentano disperatamente di ricostruire nel tentativo di non abbandonare le loro terre. Da decenni Basel Adra documenta quel che succede nella sua comunità con la sua telecamera, usandola come uno dei pochi strumenti a disposizione per difendersi, filmando l'operato dei soldati e le violenze dei coloni. Il film ha origine da questo materiale, ed è firmato da 4 registi: 2 palestinesi e 2 israeliani. Una storia di amicizia che oltrepassa le frontiere. Un atto di resistenza creativa che ci infiamma e ci indigna e che ci ricorda come il cinema possa diventare un vero e proprio strumento di resistenza e di lotta, in cammino verso la ricerca di giustizia, così tanto offesa in questi giorni bui."

MedFilm Festival 2024, Concorso Cortometraggi

La Giuria del Concorso Internazionale Cortometraggi, composta da Yonatan Workneh Ayallew, Addis Ababa University (Etiopia) Wissam Bentikouk, La Fémis (Francia) Bezawit Fekadu Bogale, Addis Ababa University (Etiopia) Anas Bouzammour, ISMAC (Marocco) Nicolò Folin, CSC (Italia) Alessandra Kalka, Libera Università del Cinema (Italia) Barbara Di Roma, Scuola di Cinema Sentieri Selvaggi (Italia) Ana Logar, University of Nova Gorica (Slovenia) Marine Auclair March, Escac (Spagna) Shrijan Pandey, Northwestern University (Qatar) Eleni Parone, Auth (Grecia) Omar Rezgui, ISAMM (Tunisia) Lizi Tabagari, RUFA (Italia) e da un gruppo di detenuti di Casa di Reclusione Roma Rebibbia, Casa Circondariale Femminile Roma Rebibbia, Casa Circondariale Nuovo Complesso Roma Rebibbia, III Casa Circondariale Roma Rebibbia.

PREMIO METHEXIS PER IL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO 
Après le soleil di Rayane Mcirdi (Algeria/Francia, 2024, 24'), con la seguente motivazione:

"L'eterogenea serie di film provenienti dalla regione mediterranea ha mostrato una gamma di forti emozioni che esprimono dolore, conflitti, valori e messaggi molto rilevanti nello status-quo odierno. Con un'eccellente miscela di narrazione cinematografica e sfide creative al linguaggio cinematografico convenzionale, i film sono una forte testimonianza della direzione che sta prendendo la cinematografia moderna, soprattutto per quanto riguarda la rappresentazione di temi delicati come la guerra, la famiglia, la migrazione, l'identità e la cultura. Tra queste sfide, un film ha mostrato con forza la complessità della vita familiare sullo sfondo della migrazione e delle sue politiche celate. Questo film ha mescolato la tenerezza dei personaggi con tensioni nascoste, come la rappresentazione profonda delle dinamiche familiari di un padre e il suo sottile ribaltamento in ansia e conflitto. Durante il nostro incontro e la nostra discussione: noi giovani e i detenuti di Rebibbia in quanto giurati ci siamo relazionati con i temi della complessità dell'integrazione in nuove società e di quanto possa essere restrittivo rimanere bloccati in particolari culture. Allo stesso modo, mettendo in primo piano le emozioni dei bambini, il film ha messo in discussione il concetto di appartenenza quando si è stretti tra due culture. Ci è sembrato che questo tema forte si colleghi alle esperienze di molte persone che si trovano a navigare in un mondo dinamico e globalizzato."

PREMIO CERVANTES ROMA AL CORTOMETRAGGIO PIÙ CREATIVO: 
Valerija di Sara Jurinčić (Croazia, 2023, 16'), con la seguente motivazione:

"Nel guardare Valerija in tutti noi c'era una sensazione condivisa - un modo potente e bello di raccontare una storia che sembra poesia. La poetica del film è stata principalmente raggiunta attraverso la sua estetica, guidata dalle scelte forti, innovative e immaginative del regista. Evoca emozioni che ti toccano profondamente. Lo spirito dei nostri antenati - caratterizzato dalla forza femminile e dal loro lascito - rimane con noi, anche dopo che se ne sono andati. Un'interpretazione unica della guerra attraverso una prospettiva femminile evidenzia i cambiamenti sociali e l'assenza degli uomini causata dal conflitto."

Premio Valentina Pedicini – Miglior Opera Prima e Seconda 
La giuria del Premio Valentina Pedicini, composta da Gianluigi Attorre, Rä di Martino e Massimo Gaudioso, ha scritto che: 

"non è stato facile decidere quale fosse la migliore opera prima tra una rosa di film molto diversi tra loro, ciascuno con una forte identità e un preciso stile di racconto. Per aiutarci nella scelta abbiamo optato per il seguente metro di giudizio: che qualità dovrebbe avere secondo noi un'opera prima? L'immediatezza e la freschezza del racconto; una vera necessità di documentare la vita che ci scorre davanti privilegiando il proprio istinto, senza filtri né troppe pretese, prendendosi il rischio di sbagliare", e ha conferito il premio:

MIGLIOR FILM: 
No Other Land di Yuval Abraham, Basel Adra, Rachel Szor, Hamdan Ballal (Palestina/Norvegia, 2024, 96'), con la seguente motivazione:

"Testimonianza ereditata e vissuta di un dramma collettivo che dura da trent'anni a Masafer Yatta, in Cisgiordania. Il racconto procede con la stessa ripetitività delle ruspe che quotidianamente si palesano davanti allo sguardo dei giovani autori. Piuttosto che aprirsi a una riflessione più ampia, rimane nei confini del villaggio, dentro le pene e i lamenti sempre uguali dei suoi abitanti. Ma è proprio in questo logoramento quotidiano la sua forza intrinseca. Una forza che oltrepassa lo schermo per arrivare dritto alle nostre coscienze."

Premi Miglior Coproduzione Euromediterranea

Opera Prima e Seconda, in collaborazione con la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. La giuria del Premio, composta da Donatella Finocchiaro, Massimo Pronio e Pilaar Saavedra ha decretato come MIGLIOR FILM: I diari di mio padre di Ado Hasanovic (Italia/Francia, 2024, 83'), con la seguente motivazione:

"Il regista utilizza un diaframma personale e intimo, privo di filtri, per raccontare un conflitto fratricida che ha dilaniato la ex Jugoslavia. La sua è un'eredità traumatica che attraverso l'autenticità del racconto diviene consapevolezza e opportunità per un nuovo futuro."

Med Meetings

OIM Prize – STADION VIDEO Prize – PITCHING Prize 
La Giuria dei MedFilm Works in Progress, composta da Gaia Furrer, Esmeralda Calabria e Stefan Ivančić ha decretato OIM PRIZE (10.000 euro) a Dream of another summer di Irene Bartolomé, mentre PREMIO STADION VIDEO (3.500 euro) a Kriegsausgabe di Tarik Aktaš. I professionisti partecipanti ai MedPitching hanno decretato: MEDPITCHING PRIZE (1.000 euro) a Saffron's Land di Yassine El Idrissi

Premio Diritti Umani Amnesty International

Amnesty International ha assegnato il Premio Diritti Umani Amnesty International della 30esima edizione del MedFilm Festival a No Other Land di Yuval Abraham, Basel Adra, Rachel Szor, Hamdan Ballal (Palestina/Norvegia, 2024, 96'), con la seguente motivazione:

"Nella storia della resistenza dei villaggi palestinesi di Masafar Yatta e dell'amicizia fra un attivista palestinese e un giornalista israeliano emergono con forza la divisione istituzionalizzata fra le comunità, il fatto che per alcune persone ci sono diritti, per altre meno, che una parte della popolazione vive sotto costante minaccia, con un senso di precarietà assoluto. Questo film mostra e racconta l'occupazione e la prevaricazione quotidiane, che hanno creato un sistema insicuro per tutti, devastante per troppi."

WWF MedFilm Award

Il Premio viene assegnato al film che risulta più "capace di raccontare in controluce e con una narrativa originale ed efficace la sempre più stretta connessione tra le condizioni dell'ambiente e la vita delle comunità e dei singoli abitanti che popolano la regione mediterranea". Il Premio consiste in una Pergamena e un riconoscimento simbolico in denaro. 
La giuria del WWF MedFilm Award, composta da Paolo Di Paolo, Matteo Grandese e Catherine McGilvray , nel visionare i 4 film della selezione ha riscontrato come il tema della memoria abbia attraversato come un fil rouge tutte le opere. La memoria della terra innanzitutto, del pianeta, che nonostante sia costantemente minacciata di essere cancellata dall'intervento dell'uomo, resiste tenacemente. E la memoria delle persone. In molti casi breve, per colpa o superficialità, in altri romanticamente o coraggiosamente aggrappata a una terra del passato più accogliente, più sana, più intatta. La giuria ha deciso di assegnare il premio a: 
MANGO di Randa Ali (Egitto/Regno Unito, 2024, 22') con la seguente motivazione:

"Per la compiutezza del racconto, la maturità stilistica, la fusione della traccia ambientale con quella sentimentale. In questo corto ambientato in Egitto il fragile albero da frutto diventa quasi coprotagonista della narrazione. Mango è un piccolo gioiello dolceamaro e fiero, da assaporare con soddisfazione. La memoria dei suoi protagonisti e la memoria della terra si intrecciano creando un legame che coinvolge in modo potente lo spettatore attraverso una fotografia che con la sua grana materica rende quasi palpabili gli ambienti in cui si svolge la storia e grazie a una regia capace di passare da riprese delicate e rispettose, fatte di quinte e riflessi, a una camera a mano che ci porta dentro la scena proprio di fianco alla sua talentuosa attrice protagonista. "

Premi Collaterali del 30° Medfilm Festival

Giurie Universitarie 
La Giuria Universitaria è composta da due giurie parallele ed autonome a quelle ufficiali, una per ciascun Concorso (Lungometraggi e Cortometraggi), presiedute da Antonietta De Lillo (regista e produttrice) e Valerio Ferrara (regista) e composta da studenti di Dipartimento ISO Istituto italiano di Studi Orientali Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Roma La Sapienza, Dipartimento di Filosofia, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Roma La Sapienza, Dipartimento di Storia Antropologia Religioni Arte e Spettacolo, Facoltà di Lettere e Filosofia, Università di Roma La Sapienza, Macroarea di Lettere e Filosofia, Dipartimento di Storia, Patrimonio Culturale, Formazione e Società, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Dipartimento di Filosofia, Comunicazione e Spettacolo, Università degli Studi Roma Tre, Università degli Studi Internazionali di Roma UNINT, UNIMED - Unione delle Università del Mediterraneo, Università Luiss Business School - Writing School for Cinema and Television, Major - Master in Media and Entertainment, John Cabot University.

PREMIO MIGLIOR LUNGOMETRAGGIO: 
Salve Maria di Mar Coll (Spagna, 2024, 111'), con la seguente motivazione:

"La giuria ha premiato all'unanimità Salve Maria apprezzando la storia e la sceneggiatura ben scritta che ci fa vedere una maternità da un altro punto vista rispetto a quello a cui siamo abituati. È una storia personale ed intima che con i temi dell'horror e del thriller ci fa vedere una protagonista che crea empatia col pubblico, sia donne che uomini. Un'empatia che ci fa comprendere le sue azioni non giudicando la protagonista anche quando le sue azioni minacciano la vita del bambino tenendoci in uno stato ansiogeno."

MENZIONE SPECIALE LUNGOMETRAGGI: 
No Other Land di Yuval Abraham, Basel Adra, Rachel Szor, Hamdan Ballal (Palestina/Norvegia, 2024, 96'), con la seguente motivazione:

"La giuria ha deciso di dare la menzione speciale a No Other Land perché è la prova che il cinema della realtà può essere portatore di sentimenti e narrazioni forti come il cinema della finzione. Un elemento molto interessante è l'alleanza dei due protagonisti delle due fazioni diverse Israele e Palestina. Speriamo che questo film possa essere d'ispirazione in situazioni analoghe mettendo il mondo in dialogo. Attraverso il grande schermo questo argomento acquisisce una potenza più impattante rispetto a quella che magari vediamo nei telegiornali e nei media, per esempio nelle scene strazianti delle case e scuole "accartocciate" davanti gli occhi di chi le vive."

PREMIO MIGLIOR CORTOMETRAGGIO: 
An Orange From Jaffa di Mohammed Almughanni (Palestina/Francia/Polonia, 2024, 26'), con la seguente motivazione:

"Il film offre uno spaccato di quotidianità nella zona di confine di un paese conteso dove le esigenze individuali si scontrano con l'assurdità di un conflitto infinito. L'intrecciarsi tra tensione e ironia lo rendono coinvolgente e imprevedibile."

MENZIONE SPECIALE CORTOMETRAGGI: 
Mentor di Tinkara Klipšteter (Slovenia, 2024, 15'), con la seguente motivazione:

"Per la capacità di costruire in uno spazio così piccolo come quello del teatro un racconto così universale. Il corto ci aiuta a porci una domanda importante: fino a che punto un insegnante o un appassionato di arte può spingersi in nome della creatività? ⁠Siamo consapevoli di quanto sia difficile affrontare questo tipo di discorso, ma la regista è riuscita ad affrontarlo in modo impeccabile con un'ottima fotografia, sceneggiatura e direzione." 

Giuria Piuculture 
La giuria Piuculture composta da Huseein Al-Lami, Fatou Sokhna, Feride Fem Dizdar, Setareh Ali Doost Dafsari, Youssef Ramadan Said e Nicol Sofia Cacho Stefan, ha assegnato il Premio Miglior Film a No Other Land di Yuval Abraham, Basel Adra, Rachel Szor, Hamdan Ballal (Palestina/Norvegia, 2024, 96'), con la seguente motivazione:

"Il team di registi e fotografi che hanno reso possibile l'opera è, non a caso, composto da palestinesi, il filmaker e giornalista Basel Adra e il fotografo Hamdan Ballal, e israeliani, la direttrice della fotografia israeliana Rache Szor e il giornalista Yuval Abraham. Il documentario coinvolge nel profondo lo spettatore che diventa partecipe di una quotidianità segnata dalla resistenza degli abitanti della regione di Masafer Yatta, in Cisgiordania. Il documentario si avvale di film di repertorio e percorre la vita del regista Basel Adra dall'infanzia fino all'età adulta quando Basel comincia a filmare la quotidianità della sua gente, costellata da distruzioni e ricostruzioni. La cinepresa non indulge mai sulle scene di violenza eppure diventa, nelle sue mani, un'arma che testimonia la pazienza, sabr, con cui la comunità palestinese reagisce ai continui tentativi di espropriazione del territorio. Tuttavia, i registi, Basel a Yuval, proprio come le comunità di Masafer Yatta, non si arrendono e preferiscono pensare che una soluzione pacifica sia possibile, come è stata possibile l'amicizia che li lega."

Con una menzione per Salve Maria di Mar Coll (Spagna, 2024, 111'), con la seguente motivazione:

"Per la peculiarità del tema trattato, la maternità e il lato oscuro che ossessiona la giovane madre." 

Riconoscimenti

PREMIO KOINÉ 2024 a Matteo Garrone, con la seguente motivazione:

"Tra i più tenaci, versatili e internazionali cineasti italiani, Matteo Garrone si aggiudica il Premio Koiné 2024. Per la prima volta attribuito a un regista, il riconoscimento va ad un autore che film dopo film costruisce ponti tra culture, generazioni e popoli, muovendosi fra il più sofisticato cinema d'autore e l'attenzione per il pubblico. Potente per immagini e immaginario, Matteo Garrone crea relazioni vere con le persone e le comunità che racconta: nel suo film, Io Capitano, ha parlato con chiarezza del desiderio negato a tanti giovani di viaggiare, riuscendo a incarnare nei suoi personaggi il sogno di una Koiné comune. "