Tutta Colpa del Rock
Trama
Bruno è un ex chitarrista rock caduto in disgrazia, bugiardo patologico, egoista, vanesio e padre assente. Dopo una sequenza di errori tragicomici finisce in carcere. Sembra che abbia toccato il fondo e, invece, proprio nel luogo più costrittivo che esista, nasce per lui un'occasione imprevista: fondare una band con altri detenuti per partecipare al Roma Rock Contest e vincere i soldi necessari a mantenere una promessa fatta alla figlia Tina: portarla negli USA per un leggendario "Rock Tour". Intorno a lui si raccoglie un gruppo di improbabili musicisti reclusi: Roberto (Maurizio Lastrico), il suo compagno di cella e padre affettuoso; Osso, un gigante minaccioso eppure fragile; il Professore, un intellettuale schivo e silenzioso; Eva, una batterista sui generis e K Bone, un ex-trapper che si trasforma in penna e vero spirito trainante della band. Tra momenti comici, scontri e legami inaspettati, la musica diventa un'occasione di rinascita, amicizia e riscatto.
Info Tecniche
Cast
Cast e Ruoli:
Direttrice De Carolis
K-Bone
Osso
Sottosegretario
Roberto
Bruno
Professore
Sovrintendente Santarosa
Isabella
Betty
Tina
Altro cast:
Trucco: Marco Pompei.
Acconciature: Rudy Sifari.
Casting: Stefania Rodá (uicd).
Vfx Producer: Daniele Tomassetti.
Vfx Supervisor: Fabio Tomassetti.
Suono In Presa Diretta: Alessandro Bianchi.
Sound Designer: Matteo Bendinelli.
Montatore Presa Diretta: Filippo Barracco.
Aiuto Regia: Pietro Ragazzini.
Organizzatore Generale: Alberto Sammarco.
Produzione: Valentina Piersanti (Produzione delegata), Tommaso Arrighi (Produzione esecutiva), Mattia Guerra (Produzione).
Articoli
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Note di Regia - Andrea Jublin
"È un'umanità allo sbando che abbiamo trattato con tutta la tenerezza e la comprensione possibile. Perché nessuno è immune dalla fragilità. Tutti, in qualche modo, portiamo i nostri errori sulle spalle. Non abbiamo cercato né il grottesco né lo slapstick né la redenzione facile. Vorremmo che il pubblico amasse questi personaggi perché sbagliano, inciampano, fanno tenerezza. Osso che canta "Il cielo in una stanza", il Professore che, fuori dalla prigione, non ha nessuno da cui andare, Eva che alterna dolcezza e violenza come un pendolo impazzito. Anche nei momenti più comici, la domanda era sempre la stessa: cosa c'è di vero, di umano, in lui? In lei? È una commedia dalla struttura classica – riuscirà Bruno a portare la figlia al Rock Tour? – ma ci siamo impegnati per non scivolare nel cliché e nei personaggi bidimensionali. E raccontare il processo di trasformazione di Bruno. Grazie agli altri, ai fallimenti, e soprattutto all'amore (goffo, sincero, imperfetto) per la figlia, inizia a smettere di mentire, a mettersi in discussione, a diventare – forse – una persona migliore. Nel nostro film convivono anche elementi drammatici: il carcere, le occasioni perdute, i rapporti spezzati, il desiderio insopprimibile di libertà.
Abbiamo cercato un equilibrio fragile ma necessario: non rinunciare mai al sorriso, anche mentre raccontiamo la solitudine, l'illusione, la mancanza di prospettive. Le scenografie (Daniele Frabetti) e i costumi (Eva Coen) si giocano sul contrasto tra libertà e costrizione. Gli ambienti istituzionali – tribunale, carcere, ministero, uffici –sono algidi, simmetrici, razionali. Al contrario, la scena finale, il concerto, esplode in un tripudio di colori, forme, suoni: la creatività che si oppone alla regola. Il rock, ancora una volta, come simbolo di evasione e identità. La fotografia di Michele D'Attanasio è luminosa, contrastata, mai slavata, mai patinata. La macchina da presa – Simone D'Onofrio insieme a D'Attanasio – è sempre in movimento, come i nostri occhi quando osservano il mondo. Non volevamo inquadrature rigide o troppo composte. Cercavamo qualcosa di sporco, rapido, mai compiaciuto: uno sguardo che fosse parte della band, della cella, del caos.
La musica, ovviamente, è molto importante: i personaggi la suonano, la cantano, la vivono. Anche per questo abbiamo scelto veri musicisti, come Elio e Naska, per renderla credibile e viva. La colonna sonora – composta da Motta – è rock. Non è la solita musica da commedia, perché questo film mescola, almeno parzialmente, i generi: fa ridere ma è anche toccante, racconta cose vere ma in modo un po' folle, è tenero ma a volte anche duro."
La Musica Protagonista
Tutta Colpa Del Rock non è solo un film che racconta una storia, ma un vero e proprio omaggio al potere salvifico, travolgente e identitario della musica. Al centro della narrazione c'è il rock, non solo come colonna sonora ma come forza motrice emotiva, generazionale e narrativa. La dimensione musicale del film è curata con grande attenzione e originalità: la supervisione musicale è firmata da Motta, che è anche autore delle musiche originali, conferendo un'identità sonora intensa e coerente a tutta l'opera. Per la prima volta sul grande schermo in veste di attore, Naska (Diego Caterbetti) interpreta una canzone originale scritta appositamente per il film insieme ai Cor Veleno – ovvero Squarta (Francesco Saverio Caligiuri) e Gabbo (Gabriele Centofanti) –, a Danno (Simone Eleuteri) e allo stesso Motta, in un inedito incontro tra stili musicali che rispecchiano lo spirito del film: vibrante, energico, autentico. La presenza nel cast – e nella band del film - di Elio e la nota passione per la musica di Lillo, protagonista e co-autore del film, rafforzano ulteriormente l'anima musicale del progetto, contribuendo a renderlo unico nel panorama cinematografico italiano contemporaneo.
dal pressbook del film
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