I Roses, Benedict Cumberbatch e Olivia Colman sono irresistibili
Era il 1989 quando Danny DeVito firmò la regia de La guerra dei Roses, pellicola tratta dall'omonimo romanzo di Warren Adler e interpretato da Michael Douglas e Kathleen Turner. Dal 27 agosto, però, in sala arriva la nuova trasposizione dell'opera, I Roses, che vede la regia di Jay Roach e la sceneggiatura di Tony McNamara, collaboratore di Yorgos Lanthimos per cui aveva già scritto anche La favorita, che vedeva tra i protagonisti Olivia Colman, che ne I Roses interpreta il personaggio di Ivy Rose, una chef inglese che, un giorno, mentre è in cucina fa la conoscenza di Theo (Benedict Cumberbatch), un architetto pieno di talento e ambizioni.
Tra i due l'attrazione è immediata e pochi anni dopo gli spettatori li ritrovano negli Stati Uniti, con due figli e una vita pressoché perfetta. Tutto, però, inizia a mostrare i primi segni di cedimento quando Ivy decide di aprire un ristorante e svestirsi dell'unico ruolo di madre. Se, all'inizio, le cose sembrano andare a rilento, una recensione su una testata patinata rende Ivy una vera e propria star nascente nel mondo della cucina. Theo, intanto, si scontra con il primo grande fallimento della sua vita. Il suo lavoro gli si ritorce contro e lui finisce col diventare quasi uno zimbello nell'ambiente dell'architettura. Non ci vorrà molto prima che delusione, frustrazione e risentimento comincino ad avvelenare un rapporto che sembrava destinato alle favole e davanti al quale, invece, si aprono le porte dell'inferno.
Uno dei primi consigli che possiamo dare in questa recensione è quello di non vedere La guerra dei Roses se non lo avete visto e di non rivederlo se non lo ricordate. Questo perché la completa ignoranza vi darà la possibilità di godere a pieno di questo film brillante, scritto con battute di dialogo davvero eccellenti, che puntano a sorprendere il pubblico con repentini cambi di tono, di umore e di narrazioni. I Roses è un film che parte quasi come una tradizionale commedia romantica sullo standard del cinema anni Novanta, ma man mano che la storia procede e le cose cambiano, numerosi registri narrativi si mettono in mezzo e chi è seduto in poltrona non può fare altro che godere delle battute taglienti, dei risvolti comici, ma anche della magia di un amore che sembra capace di superare quasi qualsiasi ostacolo. La pellicola sfila via come il proverbiale bicchiere d'acqua, leggero ma mai superficiale, con un ritmo che non testimonia mai crolli d'attenzione. Il merito va senz'altro alla sceneggiatura, ma per quando fondamentale un buono script non può molto se, dall'altra parte, non ci sono grandi attori capace di dargli vita. E I Roses può senz'altro beneficiare di due istrioni che sono in grado di riempire lo schermo, di dargli vita, di renderlo tridimensionale. Benedict Cumberbatch e Olivia Colman non sono dimostrano di avere una forte chimica tra di loro, ma il loro innegabile talento rappresenta la marcia in più per un film assolutamente adorabile, anche nelle sue sfumature più nere. Senza dubbio una pellicola perfetta per salutare l'estate e andare incontro all'autunno: una metafora, questa, che a pensarsi ben si sposa con l'atmosfera stessa del lungometraggio. Che inizia con il sole cocente dell'amore a prima vista e procede poi verso la stagione del gelo e delle foglie che cadono.