Festa del Cinema di Roma 2025, il giorno di 'Io sono Rosa Ricci' e Jafar Panahi
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Giovedì 23 ottobre 2025, la Festa del Cinema di Roma ospita la Masterclass del regista iraniano Jafar Panahi, per ripercorrere con il pubblico i momenti principali del suo percorso artistico durante il quale ha realizzato titoli come Il palloncino bianco, Il cerchio, Gli orsi non esistono, Offside e Taxi Teheran. Per la sezione Grand Public, viene presentato Io sono Rosa Ricci di Lyda Patitucci. Il prequel della serie tv italiana Mare fuori, che fonde i toni del noir con quelli del romanzo di formazione e del gangster movie, tracciando una parabola di emancipazione femminile in cui l'innocenza si trasforma in consapevolezza e determinazione. E' il secondo film diretto da Lyda Patitucci dopo Come pecore in mezzo ai lupi.
Per la sezione Grand Public viene inoltre presentato The Toxic Avenger di Macon Blair. C'era una volta, negli ultimi decenni del secolo scorso, una compagnia di produzione americana di serie B, tanto orgogliosa di non essere di serie A da realizzare film talmente splatter da trasformarsi in cult. La Troma era stata fondata a New York nel 1974 da Lloyd Kaufman e Michael Herz, che nel 1985 scrissero, diressero e produssero il film che rese la compagnia e le sue bizzarre creature celebri nel mondo: The Toxic Avenger. Oggi il Vendicatore Tossico è tornato. Tanta ironia e un cast, questa volta, di serie A: Peter Dinklage è Toxie, Kevin Bacon ed Elijah Wood i cattivi.
Due i titoli in programma nel Concorso Progressive Cinema.
The Things You Kill di Alireza Khatami. Tra paesaggi aridi ripresi dalla fotografia inquieta di Bartosz Świniarski, il film intreccia memoria e il bisogno di riscrivere se stessi. Con regia rigorosa e interpretazioni carismatiche, The Things You Kill è un incisivo dramma psicologico sulle identità multiple di tutti noi, un racconto di metamorfosi, tra sogno e realtà, sguardo soggettivo e giudizio sociale. Il titolo è candidato agli Oscar dal Canada per il miglior film internazionale.
Roberto Rossellini – Più di una vita di Ilaria De Laurentiis, Andrea Paolo Massara e Raffaele Brunetti, viaggio nella psiche e nel mondo di un genio, costruito interamente su materiali d'archivio in gran parte inediti provenienti da archivi internazionali. Il documentario offre un ritratto insolito del regista, liberandolo da quei cliché che lui stesso rifuggiva e che ne hanno irrigidito il mito. Il film procede su un doppio registro: da un lato le tracce pubbliche che ne ricostruiscono la presenza nella storia del cinema; dall'altro un tessuto di voci fuori campo – tratte da scritti originali – che ne rivelano l'intimità e la visione. Sergio Castellitto è Roberto Rossellini, Kasia Smutniak è Ingrid Bergman, Isabella Rossellini interpreta sé stessa, così pure Tinto Brass e Silvia D'Amico. La voce di Renzo Rossellini, figlio di Roberto, è di Vinicio Marchioni e quella di Aldo Tonti, suo direttore della fotografia e compagno dell'avventura indiana, è di Pierluigi Gigante. Bertrand Chaumeton è la voce di François Truffaut.
Per la sezione Freestyle, Prima di noi di Daniele Luchetti e Valia Santella. Tratta dall'omonimo romanzo di Giorgio Fontana, Prima di noi è una saga familiare che diventa specchio della storia italiana del Novecento. Dal Friuli rurale alle officine e alle fabbriche di Torino, attraversando guerre, ricostruzioni, boom economico, contestazioni e i primi segni della globalizzazione, la serie segue le vicende dei Sartori: tre generazioni di costruttori e distruttori, sospese tra colpe ereditarie, ambizioni smodate, amori impossibili e fughe dai fantasmi del passato.
Per la sezione Best of 2025, If I Had Legs I'd Kick You di Mary Bronstein. Il film vede protagonista Rose Byrne, miglior attrice allo scorso festival di Berlino: l'interprete intepreta Linda, madre lavoratrice sull'orlo di un esaurimento nervoso. Stretta tra la misteriosa malattia della figlia, un marito lontano, pazienti ingestibili e una voragine che si apre nel soffitto di casa, la sua vita si sgretola in modo caotico e spesso grottescamente comico. Una tragicommedia audace e senza filtri che racconta con lucidità il peso soffocante della genitorialità solitaria.
Cinque appuntamento con la sezione Proiezioni Speciali.
Historias del buen valle di José Luis Guerin. Vallbona è un quartiere di Barcellona che l'autostrada, la ferrovia e un fiume isolano dal resto della città: in bilico tra vocazione rurale, incombenti trasformazioni imposte dall'alto, memoria storica, identità locale ed emigrazione. Un microcosmo che riflette il mondo. José Luis Guerin, maestro raffinato e appartato del cinema europeo (autore di Innisfree, En la ciudad de Sylvia e altri film e installazioni) segue per tre anni le vite dei suoi abitanti, con uno sguardo dove l'aderenza al reale è sempre negoziata dalla sapienza del cinema.
L'ottavo giorno di Sabrina Varani. Nell'anno del Giubileo, i protagonisti di questo documentario sono i senzatetto che vivono ai margini, con le loro storie, mentre sullo sfondo, un'umanità in cammino è pronta a varcare la Porta Santa della Basilica di San Pietro. In questo dialogo continuo, viene varcata una soglia, quella del proprio presente, per cominciare un giorno nuovo: l'Ottavo.
Il figlio più bello di Giovanni Piperno e Stefano Rulli. Rulli non è solo uno dei più grandi sceneggiatori del cinema italiano contemporaneo, è anche il padre di Matteo, un uomo che soffre di un disturbo dello spettro autistico e ogni giorno percorre le strade di Perugia come se dovesse affrontare una piccola avventura sospesa tra negozi e vicoli medievali. Un film vitalissimo e struggente grazie all'indimenticabile presenza di Matteo e della sua costante ricerca di una libertà capace di accordarsi al suo tempo interiore.
La verità migliore, opera prima di Lorenza Indovina. Il 5 maggio 1972 un volo Alitalia si schianta vicino a Palermo: nessun superstite. Tra le vittime, il regista Franco Indovina, padre di Lorenza, allora bambina. Cinquant'anni dopo, un gruppo di parenti delle vittime avvicina Lorenza alla fine di uno spettacolo teatrale, rivelandole che il padre non è morto per un incidente ma per un attentato.
Ni primera ni dama di Barbara Cupisti. Irina Karamanos Adrian, giovane antropologa e militante cilena, accetta il titolo di First Lady nel 2022 solo per spogliarlo della sua funzione tradizionale e donargli un significato più profondo. Rifiuta infatti la natura simbolica e convenzionale di questo ruolo e scuote la società latinoamericana riscrivendo le regole della rappresentanza. Alla fine della proiezione, la regista Barbara Cupisti e Irina Karamanos Adrian protagoniste di un incontro con il pubblico.
Sette appuntamenti della sezione Storia del Cinema.
Desperately Seeking Susan, introdotto dalla regista Susan Seidelman, in programma alla Festa a quarant'anni dalla sua uscita nelle sale. Il film degli anni '80 sovverte l'angolazione tradizionale dello sguardo cinematografico maschile, abbracciando una prospettiva postmodernista e anticipando le future discussioni sull'identità.
Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto di Lina Wertmüller, in collaborazione con Acea.i
Carlo Rambaldi – I primi anni, percorso attraverso il genio creativo del Maestro degli effetti speciali raccontato da Steve Della Casa, Conservatore del CSC-Cineteca Nazionale. L'omaggio, realizzato in occasione del centenario dalla nascita di Rambaldi con il sostegno di Direzione generale Cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura, comprende anche l'installazione VR Alien Perspective di Jung Ah Suh e Cristina Rambaldi, ospitata al Villaggio del Cinema dell'Auditorium Parco della Musica.
Becoming Hitchcock: The Legacy of Blackmail di Laurent Bouzereau. Blackmail (1929) è il primo film sonoro di Alfred Hitchcock: la carriera del Maestro è agli inizi ma il suo stile inconfondibile inizia a prendere forma e con esso tutti i temi fondamentali della sua futura filmografia.
Il desiderio preso per la coda, nell'ambito dell'omaggio dedicato a Mario Martone. Lo spettacolo, ambientato a Parigi negli anni dell'occupazione nazista, è liberamente ispirato a un testo di Pablo Picasso. Proiezione introdotta da Fulvio Baglivi e Roberto Turigliatto di Fuori Orario.
À bout de souffle di Jean-Luc Godard, parte della "Maratona Nouvelle Vague, per soli cinefili".
Wake in Fright, nella versione restaurata da National Film and Sound Archive of Australia: il film di Ted Kotcheff è un viaggio nel cuore oscuro dell'Australia bianca, rappresentata come una nazione persa nell'alcol, nella solitudine e nell'angoscia nell'infinito entroterra.
Giovedì 23 ottobre 2025, l'Organizzazione Save the Children assegna il Premio Save the Children "Ciak per i diritti dell'infanzia" al film Il treno dei bambini di Cristina Comencini.
Il riconoscimento, alla sua prima edizione, nasce con l'intento di diventare un appuntamento annuale ed è dedicato all'opera cinematografica dell'anno precedente che meglio riesce a mettere al centro l'infanzia e l'adolescenza, raccontandone con sensibilità e profondità le sfide, i diritti e le speranze. La cerimonia di premiazione si tiene alla presenza della regista, di alcuni membri del cast e di rappresentanti dell'Organizzazione e del mondo della cultura. Precede l'evento un red carpet con la partecipazione della regista Cristina Comencini, degli attori Barbara Ronchi e Christian Cervone, di Viola Ardone, autrice del libro omonimo da cui ha tratto ispirazione il film, e di molti altri volti noti che supportano Save the Children. Al termine della premiazione, la proiezione del film Il treno dei bambini.
Giovedì 23 ottobre 2025, si tiene "Dreamers. Cuore, passione, coraggio dei talenti di oggi e di domani", evento promosso da FAPAV per sensibilizzare sulla tutela delle industrie audiovisive e culturali, dando voce ai sogni e alle esperienze di giovani professionisti che aspirano a un futuro nel settore. Partecipano all'iniziativa rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni e delle industrie. Saluti istituzionali affidati ad Alberto Barachini, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Federico Mollicone, Presidente della 7ª Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati, Francesca Via, Direttrice Generale della Fondazione Cinema per Roma, e Emilie Anthonis, President & Managing Director Motion Picture Association EMEA. Interverranno Virginia Brancucci, Direttrice musicale di Doppiaggio cantato della Scuola Ermavilo, Marcello Foti, Direttore Generale Centro Sperimentale di Cinematografia, Massimiliano Capitanio, Commissario AGCOM, Renata Fusco, attrice, cantante e doppiatrice, Pasquale Catalano, Compositore e consigliere ACMF, Angelo Maggi, attore e doppiatore, Giorgia Di Cristo, Direttrice marketing Universal Pictures Italia, Luciana Migliavacca, Presidente UNIVIDEO, Marta Filippi, attrice doppiatrice e content creator, e Dario Vero, compositore e direttore d'orchestra. Parteciperanno inoltre gli artisti Benedetta Boschi, Martina De Carolis, Marco Manca, Giuseppe Negri, Claudia Paganelli, Laura Panzeri, Eleonora Segaluscio e Andrea Stocchino. Introduce e modera Federico Bagnoli Rossi, presidente FAPAV, con le conclusioni saranno a cura di Paolo Marzano, componente del Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore (MiC) e docente della LUISS.
In questa cornice viene presentato in anteprima assoluta Dreamers il primo videoclip musicale antipirateria, realizzato in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e con la Scuola di Doppiaggio Cantato Ermavilo. Il progetto ruota attorno al brano "A Million Dreams", tratto dal film The Greatest Showman (2017). Dreamers rappresenta uno spin-off della campagna istituzionale "We Are Stories 2", promossa da FAPAV a tutela del diritto d'autore e a sostegno delle industrie audiovisive.
Infine, giovedì 23 ottobre, la Festa del Cinema torna a Rebibbia Nuovo Complesso con il primo di tre appuntamenti in programma fino a sabato 25. In programma la proiezione di Fuori la verità di Davide Minnella: tra commedia nera e satira sociale, il film mette a nudo il cinismo dello spettacolo televisivo e il suo potere di manipolare le emozioni. Con ritmo serrato e tono corrosivo, il regista smaschera il piacere voyeuristico del pubblico e la vulnerabilità dei protagonisti, trasformando il gioco in un'inesorabile radiografia delle relazioni familiari contemporanee.