Brennero
Prima visione italiana su Rai 1/RaiPlay.
Regia: Davide Marengo e Giuseppe Bonito
Sceneggiatura: Andrea Valagussa e Carlo Mazzotta
Cast: Elena Radonicich, Matteo Martari, Richard Sammel, Lavinia Longhi, Luka Zunic, Sinead Thornhill, Giovanni Carta, Paolo Briguglia, Anita Zagaria e Katja Lechthaler
Trama
Bolzano. Nel centro della città viene ritrovato un cadavere. Il caso viene affidato a Eva, una giovane e rampante pubblico ministero di cultura tedesca, figlia dell'ex procuratore capo Kofler ormai in pensione. Eva non vede l'ora di mettersi al lavoro, ossessionata dalla necessità di risolvere l'unico caso in cui suo padre ha fallito e che sembra essersi riaperto a distanza di anni: il "mostro di Bolzano", uno spietato assassino seriale che si è macchiato di sei omicidi, vittime di lingua tedesca, colpevoli di aver trattato gli italiani come inferiori. Per risolvere l'indagine, Eva è costretta a lavorare fianco a fianco con Paolo, un ispettore di origini italiane. Anche per Paolo catturare l'assassino è ormai un'ossessione, oltre che una questione personale: inseguendo il killer, tre anni prima, l'ispettore ha perso la gamba e la sua compagna e collega, Giovanna. Eva e Paolo incarnano gli stereotipi della propria cultura e tradizione, in una Bolzano all'apparenza divisa: da un lato i cittadini di cultura tedesca, precisi, rigorosi e benestanti; dall'altro gli italiani, chiassosi e calorosi. Ma è davvero così? La frequentazione coatta porterà Eva e Paolo a scoprirsi diversi da quello che pensano, diventando una solidissima coppia investigativa, mentre danno la caccia al mostro. Facendo squadra, riusciranno non soltanto a risolvere il caso, ma anche a superare le reciproche ossessioni, guarendo dalle loro all'apparenza insanabili ferite interiori.
Info Tecniche
Stagioni e Episodi
Stagione 1
La stagione 1 della serie Brennero si compone di 8 episodi.Prima visione in Italia su Rai 1.
Dove vedere
Cast Artistico e Tecnico
Regia: Davide Marengo e Giuseppe Bonito
Sceneggiatura: Andrea Valagussa e Carlo Mazzotta
Montaggio: Lorenzo Campera
Fotografia: Alfredo Betro' e Emanuele Pasquet
Scenografia: Ettore Guerrieri
Costumi: Patrizia Mazzon
Cast e Ruoli:
Eva Kofler
Paolo Costa
Gerhard Kofler
Michela Rossi
Tommaso Rossi
Mathilde Comi
Andreas Muller
P.B.Il Mostro
Luisa Lopez
Lena Pichler
Cecilia Martini
Produzione:
• Produzione esecutiva per Cross Productions: Ornella Bernabei
• Produzione creativa per Cross Productions: Davide Cogni
• Produzione per Rai: Daria Hensemberger, Luca Poldelmengo
• Produzione per Cross Productions: Maddalena Rinaldo, Rosario Rinaldo
Altro cast:
Soggetto di serie: Giulio Calvani, Carlo Mazzotta, Daniele Rielli, Andrea Valagussa.
Casting Directors: Barbara Giordani (u.i.c.d.), Laura De Strobel (u.i.c.d.).
Casting tedesco: Cassandra Han (c.s.a), Lorenzo Viti.
Aiuto regia: Raffaele Verzillo, Nicole Biondi.
Fonico di presa diretta: Marco Grillo (a.i.t.s.).
Direttori di Produzione Cross Productions: Lorenzo Battisti, Francesca Valestro.
Articoli
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I Personaggi Principali
Eva Kofler (Elena Radonicich)
Vista dall'esterno la vita di Eva Kofler è perfetta. Trentacinque anni, capelli biondi, fisico longilineo, abiti costosi, gli occhi chiari ereditati dal padre, che dalla morte della madre di Eva - avvenuta quando lei era solo una bambina - è sempre stato la sua unica famiglia. Eva ha ereditato da Gerhard Kofler, ex procuratore capo di Bolzano, anche la professione di pubblico ministero. Vive con il marito Andreas, prefetto di Bolzano, un uomo che viene considerato un ottimo partito, anzi il migliore possibile, e per questo le viene invidiato. Andando in profondità, però, la vita di Eva appare molto diversa. Eva ha infatti sempre sofferto quel padre all'ombra del quale è cresciuta, il suo affetto soffocante ha assunto spesso le sfumature del controllo e del giudizio, rendendola insicura specialmente sul lavoro, in quel Palazzo di Giustizia dove viene considerata da tutti una raccomandata e dove è impossibile sfuggire ai confronti con una carriera di successo che lei non riuscirà mai a eguagliare. E il matrimonio con Andreas ha solo significato un passaggio di testimone: prima controllata dal suo padre, ora da suo marito. Ma il vero motivo dell'insicurezza di Eva affonda le radici nel passato, in un errore che le è costato già una volta la stima di suo padre, imprigionandola in un giogo da cui non è più riuscita a uscire.
Paolo Costa (Matteo Martari)
Il Mostro di Bolzano ha rovinato la vita di Paolo e per questo motivo lui non pensa ad altro. Paolo non è infatti più riuscito a vivere in un tempo che non fosse quel passato di tre anni fa, quando era ancora un bravo poliziotto insieme a Giovanna, la sua partner nel lavoro ma anche nella vita privata, che l'aveva raccolto dalla strada e gli aveva insegnato un mestiere onesto, difficile ed eccitante. Tre anni prima, la caccia al killer che giustiziava a caso cittadini di lingua tedesca gli ha tolto tutto. Quando Paolo e Giovanna avevano finalmente trovato una pista e stavano inseguendo l'assassino in auto, un incidente ha ucciso Giovanna e ha fatto perdere una gamba a Paolo. È stata un'imprudenza alla guida, la sua, che rivela un carattere impulsivo e determinato, al limite dell'ossessivo. Un tratto caratteriale che lo inquadra bene, sia nell'ambito lavorativo, facendo di Paolo un vero e proprio mastino che non molla la preda, sia in quello personale. Ma la morte di Giovanna cambia ogni cosa. Paolo adesso ha 40 anni e vive rintanato in un appartamento squallido, una caverna in cui è libero di ricordare il passato tutte le volte che vuole e di nascondere allo sguardo degli altri la sua menomazione fisica. Qui trascorre le sue giornate ad allenarsi e a fare esercizi fisici perché solo così riesce a sfogare le sue energie e la sua rabbia. Inoltre, solo riuscendo ad avere un fisico aitante può sperare di essere reintegrato nella Squadra mobile. L'unico rapporto che Paolo ha con il mondo esterno è la relazione con Michela, la fisioterapista che l'ha aiutato nel percorso di riabilitazione. Lei è profondamente innamorata di Paolo, il quale però è legato a lei solo fisicamente. Ma quando il Mostro ricomincia a uccidere, nella vita di Paolo compare Eva e tutto cambia. La PM è figlia del procuratore Gerhard Kofler che tre anni prima non gli aveva fornito i rinforzi necessari, lasciando lui e Giovanna da soli durante quell'inseguimento finito così tragicamente. All'inizio, quindi, il rapporto tra Paolo ed Eva non può che essere di grande conflitto. Quando però la donna, dimostrandosi molto diversa da suo padre, chiede aiuto a Paolo per fermare il serial killer, lui capisce di avere davvero un'altra occasione per smettere di pensare al passato e guadagnarsi una vendetta nel presente. Perché Paolo sa bene che il problema non è soltanto il Mostro. Il problema è lui stesso. È stato lui a spingere troppo sull'acceleratore durante quell'inseguimento che ha portato alla morte di Giovanna. Ma, grazie al rapporto con Eva, che diventa presto la sua ancora di salvezza in quel mare in tempesta che è la sua vita, Paolo scoprirà che c'è ancora speranza. Speranza per tornare a vivere e, soprattutto, per tornare ad amare.
Gerhard Kofler (Richard Sammel)
È difficile per tutti fare i conti con il passare degli anni. A maggior ragione se sei stato il più illustre procuratore capo che la procura di Bolzano abbia mai avuto, come Gerhard Kofler. Una carriera scintillante con un'unica macchia: quel Mostro che non è mai riuscito a catturare. Adesso Gerhard, a 70 anni, ha dovuto lasciare il prestigioso incarico, ma non ha certo tagliato i contatti con la procura, anzi. Continua come se nulla fosse - e come se non gli fosse stato diagnosticato un principio di Alzheimer - a dialogare con i suoi ex collaboratori, nella convinzione di poter essere ancora utile, soprattutto quando il Mostro torna a colpire. Per Gerhard, però, la rivelazione più sorprendente non è tanto il ritorno del serial killer, quanto la persona alla quale viene affidato il caso: Eva. Il rapporto tra padre e figlia è da sempre solidissimo e non c'è dubbio che si vogliano un bene infinito, ma dal punto di vista professionale Gerhard non riesce ad avere fiducia in Eva. Troppe volte l'ha vista fragile, timida e inadatta a un ruolo che necessita invece fermezza e decisione. Tuttavia, è sempre pronto ad aiutare Eva durante le indagini, fornendole informazioni e consigli che derivano dalla sua vasta esperienza sul caso del Mostro. Anche se Eva, in realtà, avrebbe bisogno di altro da suo padre: principalmente supporto e fiducia. Ma è difficile cambiare idea, soprattutto a una certa età.
Mathilde Comi (Sinead Thornhill)
A vent'anni, Mathilde non è certo una ragazza che passa inosservata. Dopo aver raggiunto la maggiore età, ha lasciato la casa dei genitori per cercare la sua strada. Ma non sta andando tutto esattamente come aveva pianificato. A Bolzano convive con il compagno Martin e sopravvive grazie alla vendita di alcuni suoi quadri. Mathilde dimostra infatti un certo talento artistico, anche se acerbo, e ciò che certamente non le manca è la passione. Da poco, tramite un gallerista, è riuscita a vendere un suo cupo dipinto a una misteriosa compratrice, che si rivelerà essere Eva.
Note di Regia - Davide Marengo e Giuseppe Bonito
"La prima stagione di "Brennero" vuole raccontare la realtà unica di Bolzano e del Sudtirolo, affrontandola in tutta la sua bellezza e complessità. Il panorama naturalistico mozzafiato è senza dubbio uno dei punti di forza della serie, quasi fosse un personaggio, e abbiamo cercato di restituirne la magia e la spettacolarità, ma la serie vuole anche riportare il particolare quadro socioculturale che caratterizza questa zona d'Italia. Grazie alle sue due anime, infatti, quella di madrelingua tedesca e quella italiana, la città di Bolzano è riuscita a rifiorire risolvendo i conflitti e le frizioni che l'annessione postbellica aveva inizialmente scatenato. Seguendo le vicende dei nostri due protagonisti, che incarnano i due diversi caratteri italiano (lui) e tedesco (lei), abbiamo raccontato alcune indagini poliziesche, capaci sì di incollare allo schermo lo spettatore con rivelazioni inaspettate e scene d'azione, ma in realtà usandoli come strumenti per far avvicinare i nostri personaggi, facendogli compiere quello che per noi è il percorso più importante: quello di abbandonare ogni pregiudizio nei confronti "dell'altro", riconoscendone il valore e le qualità al di là di qualsiasi stereotipo. Ci auguriamo di aver raggiunto l'obiettivo con una messa in scena che riesca ad attirare sia il pubblico italiano che quello al di fuori dei nostri confini, grazie a un ritmo incalzante e a una fotografia che segue un'estetica elegante e cinematografica. Grande attenzione è stata data alla cura delle location e dei costumi, nella ricerca della più grande attinenza alla realtà, e al contempo volendo sottolineare ancora una volta la differenza e la varietà stilistica e architettonica che si può trovare nel Sudtirolo. "
dal pressbook di serie
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