Quel pazzo venerdì - sempre più pazzo, quanto ci erano mancate Lindsay Lohan e Jamie Lee Curtis

Era il 2003 quando nelle sale uscì Quel pazzo venerdì, opera tratta dal libro A ciascuno il suo corpo - in italiano inserito nell'iconica collana Le ragazzine di Mondadori - che già nel 1976 aveva avuto una trasposizione cinematografica in cui il ruolo della protagonista era affidato a una giovanissima Jodie Foster.

(S-D) Jamie Lee Curtis come Tess Coleman e Lindsay Lohan come Anna Coleman in Quel pazzo venerdì, sempre più pazzo
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Era il 2003 quando nelle sale uscì Quel pazzo venerdì, opera tratta dal libro A ciascuno il suo corpo - in italiano inserito nell'iconica collana Le ragazzine di Mondadori - che già nel 1976 aveva avuto una trasposizione cinematografica in cui il ruolo della protagonista era affidato a una giovanissima Jodie Foster. Nel 2003, invece, l'adolescente incompresa aveva le fattezze di Lindsay Lohan mentre sua madre, la psicologa in procinto di sposarsi, era interpretata da Jamie Lee Curtis. E sono sempre queste due attrici a tornare nel sequel del film, Quel pazzo venerdì - sempre più pazzo, in sala a partire dal 6 agosto 2025. Sono passati ventidue anni da quando Anna (Lohan) e Tess (Jamie Lee Curtis) si sono trovate a vivere l'una nel corpo dell'altro. Le due non hanno più affrontato l'argomento e sono andate avanti con la loro vita. Ora Anna è una mamma single, che lavora in uno studio di produzione e si occupa della figlia Harper (Julia Butters), con l'aiuto di Tess, sempre sposata con Ryan (Mark Harmon) e in procinto di iniziare la tournée per il suo nuovo libro. Harper è un'adolescente che ama surfare e ha un ottimo rapporto con la nonna e l'unica vera nemica che ha è Lily (Sophia Hammons), una ragazza inglese che si è appena trasferita nel suo liceo. Difficile per Harper immaginare uno scenario più terribile di quello di rischiare di diventare la sorellastra di Lily quando sua madre Anna inizia a uscire con il padre di Lily, Eric (Manny Jacinto). A trentasei ore dal matrimonio, quando la famiglia deve decidere se rimanere in California o spostarsi a Londra, le quattro donne si troveranno invischiate in un nuovo "incantesimo", che porterà tutte e quattro a svegliarsi in un corpo sbagliato.

Quel pazzo venerdì è diventato, a suo modo, un classico del cinema, un lungometraggio che ha saputo raccontare il conflitto generazionale tra una madre e una figlia giocando molto sugli archetipi della commedia che ha nello scambio dei corpi una delle sue armi migliori. Grazie proprio al tone of voice del primo film e alla forte chimica tra le due protagoniste, Quel pazzo venerdì è riuscito a sconfiggere la prova del tempo e a rappresentare un punto di riferimento per una generazione che nel rapporto tra Anna e Tess ha costruito i ricordi della propria infanzia o della propria pre-adolescenza. Proprio per questo "peso" che il primo capitolo ha avuto in tantissimi spettatori - Quel pazzo venerdì fu campione di incassi al botteghino - l'idea di un sequel è stato accolto con sentimenti non sempre unanimi, che spesso si vestivano della paura di veder rovinato quello che, come abbiamo detto, è diventato un classico del cinema per ragazzi. Soprattutto in un'epoca come questa in cui le grandi produzioni soffrono il peso dei contenuti originali e si rifugiano nelle "vecchie storie" per cavalcare quell'effetto nostalgia che riesce a dare tanti risultati positivi. Il timore, dunque, era quello di trovarsi davanti a una storia che non aveva davvero niente da dire e che guardava solo alla possibilità di un incasso abbastanza sicuro, anche spinto dalla presenza di una Jamie Lee Curtis che dopo l'Oscar per Everything Everywhere all at once e la sua straordinaria interpretazione in The Bear continua ad essere un punto di riferimento nel panorama cinematografico contemporaneo. 

Di certo Quel pazzo venerdì - sempre più pazzo non è un film che avanza chissà quale pretesa o quale velleità artistica. Non è un lungometraggio che si veste di chissà quale missione narrativa che vada al di là del puro intrattenimento e della strizzata d'occhio a un pubblico che sa già essere affezionato. Da questo punto di vista, il film funziona soprattutto per chi ha visto (e amato) il primo capitolo, con easter egg e omaggi che non mancheranno di suscitare risate a malinconia, come nel caso dell'utilizzo del personaggio di Chad Michael Murray, che torna in alcune scene davvero spassose. L'introduzione dei personaggi di Lily e Harper è invece un escamotage narrativo, nemmeno troppo velato, per cercare di arpionare anche l'attenzione della tanto temuta Gen Z, creando così uno scarto generazionale che va più a fondo, perché in questo secondo capitolo le distanze non sono solo tra mamma e figlia, ma anche tra nipote e nonna. Il tutto in una concatenazione di pregiudizi, errori e paure che diventano spesso più forti perché taciute, ingoiate come quel proverbiale boccone amaro che spesso non ci fa godere la vita. Eppure, nella sua onesta semplicità, Quel pazzo venerdì - Sempre più pazzo è un film che funziona, uno di quei titoli perfetti per l'estate soprattutto perché migliora l'umore e accompagna la ricerca di una serenità diffusa. Durante la visione si ride, ci si diverte, e non si sente il peso del tempo che scorre sull'orologio. Merito di un ritmo serrato ma mai gratuitamente veloce, che si prende il suo tempo per raccontare e intrattenere, anche attraverso l'introduzione di nuovi personaggi, come la cantante Ella, interpretata dalla Maitreyi Ramakrishnan della serie tv Non ho mai. Ancora una volta Jamie Lee Curtis è la vera mattatrice dello show, di nuovo alle prese con la parte di una ragazzina intrappolata nel suo corpo anziano: si scherza molto sui problemi della terza età, sui limiti del corpo così come si indaga la paura dei più giovani di essere etichettati e giudicati, al punto da dover interpretare un ruolo per non rischiare di essere lasciati in un angolo. Ancora una volta c'è spazio per tutte le emozioni umani, compreso il dolore della perdita che tormenta i vivi, facendoli sentire in colpa per il semplice fatto di esistere. Un prodotto completo, divertente, che forse non sarà all'altezza del primo capitolo, ma si "accontenta" di essere un sequel più che dignitoso.