Festa del Cinema di Roma 2025, il giorno di Edgar Reitz, Stefano Lodovichi e James McAvoy
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La ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma assegna il Premio Master of Film a Edgar Reitz, il cineasta tedesco dietro a Heimat. Il riconoscimento viene conferito domenica 19 ottobre prima della proiezione del suo nuovo Leibniz - Chronicle of a Lost Painting (sezione Best of 2025), grazie al quale corona il sogno, coltivato per tutta la vita, di confrontarsi con uno dei maggiori filosofi tedeschi. A consegnare il Premio a Edgar Reitz il nostrano Nanni Moretti.
Tre i titoli in programma nella sezione Grand Public.
Rental Family di HIKARI. La regista di 37 Seconds e della serie tv Beef dirige Brendan Fraser in una commedia agrodolce, scritta con Stephen Blahut, ispirata da una realtà che esiste in Giappone da anni: quella di interpretare – per un'agenzia di "parenti a noleggio" – questa o quell'altra controfigura familiare per degli sconosciuti. Man mano, addentrandosi nel piccolo mondo di ciascun cliente, sente in sé crescere sentimenti fin troppo genuini e confondersi la finzione con la realtà.
Il falsario di Stefano Lodovichi. Con un cast che include anche Pietro Castellitto, Giulia Michelini, Andrea Arcangeli, Pierluigi Gigante, Aurora Giovinazzo, Edoardo Pesce, e dalla sceneggiatura di Sandro Petraglia e Lorenzo Bagnatori, il film racconta l'Italia delle trame oscure in maniera del tutto inedita. "Il Falsario è la storia 'falsamente ispirata' alla figura reale di Antonio Chichiarelli, detto anche Toni della Duchessa, artista e falsario vissuto a Roma tra gli anni '70 e '80 – ha spiegato il regista – Ma dimenticate la verità per un attimo, perché il nostro Toni – interpretato da Pietro Castellitto – un avventuriero guascone, imperfetto, a tratti ragazzino e irrisolto, ha poco a che fare con le poche e misteriose informazioni che ci sono arrivate sul suo alter ego reale".
Glenrothan, esordio alla regia di Brian Cox che realizza una storia dolceamara, scritta dall'attore e sceneggiatore scozzese David Ashton, dove il passato s'intreccia con il presente e le generazioni e gli affetti finiscono per incontrarsi. Immersa nella magnifica natura delle Highlands scozzesi c'è una grande villa maestosa, che ospita anche la distilleria del celebre whisky prodotto dalla famiglia da generazioni. Sandy, il fratello maggiore, se ne è occupato per tutta la vita; ma adesso la salute e gli affari declinano e ha bisogno dell'aiuto del fratello minore, Donal, che quasi quarant'anni prima, dopo una lite con il padre e uno scontro con il fratello, se n'è andato in America e si è dedicato alla sua passione, il jazz.
Prosegue alla Festa la programmazione del Concorso Progressive Cinema: tre i titoli presentati domenica 19 ottobre:.
Six jours ce printemps-là di Joachim Lafosse, premio per la Migliore regia con Un Silence alla Festa del Cinema di Roma 2023. Il cineasta realizza una storia dove la suspense cresce a poco a poco fino a diventare tesissima. E dove, in sottofondo, c'è una riflessione pungente e attuale su ruoli sociali, classi e stereotipi etnici.
Good Boy di Jan Komasa, candidato all'Oscar per Corpus Christi. In bilico tra fiaba nera e thriller psicologico, il film esplora i temi del controllo, della redenzione forzata e del prezzo dell'autonomia individuale. Interpretato da Stephen Graham (il padre di Adolescence) e prodotto da Jeremy Thomas e Jerzy Skolimowski, Good Boy combina tensione claustrofobica e inquietudine morale.
Sciatunostro di Leandro Picarella, che torna alla Festa di Roma con un film di formazione. In una piccola isola nel cuore del Mediterraneo, Ettore e Giovannino, due amici inseparabili di undici e sette anni, si preparano a vivere l'ultima estate insieme. Ettore, costretto a trasferirsi sulla terraferma per proseguire gli studi, lascia sull'isola un vuoto che Giovannino dovrà colmare. Attraverso l'archivio e la videocamera di Pino, un anziano video amatore, il tempo si fa memoria condivisa, e il soffio dell'isola – sciatu – diventa il respiro di un'intera comunità.
La Festa del Cinema celebra, anche quest'anno, il mondo della musica e alcuni suoi protagonisti con un programma di proiezioni in anteprima.
Domenica 19 ottobre, Brunori Sas – Il tempo delle noci, viaggio intimo e profondo nell'universo creativo e personale di Dario Brunori, tramite lo sguardo sensibile e attento del regista Giacomo Triglia, con cui il cantautore condivide un lungo percorso di collaborazione artistica. Attraverso la genesi del suo ultimo album, il documentario racconta un periodo segnato da dubbi, crisi artistiche e dal desiderio di ritrovare un senso, dentro e fuori dalla musica.
California Schemin' di James McAvoy (sezione Freestyle) che firma un debutto alla regia ispirandosi alla vera vicenda del duo rap scozzese Silibil N' Brains. Nei primi anni 2000, nella fredda e operaia Dundee, Gavin e Billy sognano di sfondare nell'hip-hop, ma con i loro forti accenti scozzesi nessuno li prende sul serio. Dopo essere stati derisi e umiliati a un'audizione londinese, escogitano un piano folle: si reinventano come rapper californiani, con nomi falsi e accenti questa volta credibili.
Tra le altre proiezioni, Philippe Van Cutsem, affiancato dagli attori Arno Dengel e Sophie Bibet, presenta al pubblico Procès d'un jeune poète (Freestyle). Il documentario racconta la storia del poeta Joseph Brodsky che, nel 1964, appena ventiquattrenne, è accusato dal regime sovietico di "parassitismo sociale". A processo concluso, Brodsky è condannato a cinque anni di lavori forzati e all'esilio nel freddo Nord della Russia. Il film ripercorre quell'episodio storico, restituendo lo choc e la tensione che scossero l'Unione Sovietica e misero in luce il conflitto tra arte e politica.
Heinz Emigholz introduce il suo nuovo lavoro, Ecce Mole (Proiezioni Speciali), titolo che pone a confronto due edifici torinesi firmati da Alessandro Antonelli: la Casa Scaccabarozzi e la Mole Antonelliana. Il documentario cattura la tensione tra spazio e percezione, tra monumentalità e intimità, restituendo un dialogo silenzioso tra gli edifici e lo spettatore.
Per la sezione Freestyle, Cannibali di Hilary Tiscione. Nel 1997 l'antologia "Gioventù cannibale" (edita da Einaudi Stile Libero) fu un caso letterario che ancora oggi attende di essere storicizzato. Fu un tentativo di raccontare con strumenti inediti una realtà che stava diventando sempre più irreale, confrontandosi con il pop e la cultura "bassa". A distanza di quasi trent'anni alcuni dei protagonisti di allora raccontano e riflettono su un'esperienza lontana, attuale, irripetibile. Alla fine della proiezione la regista incontra gli spettatori.
Stile Alberto di Michele Masneri e Antongiulio Panizzi, un viaggio alla scoperta di Alberto Arbasino, tra i più grandi scrittori italiani del dopoguerra, intellettuale, giornalista, deputato, dandy, idolo per generazioni di lettori. Il film offre il ritratto di un uomo che ha sprovincializzato il modo di essere intellettuali in Italia, lasciando un'eredità colta e modernissima.
Pirandello – Il gigante innamorato di Costanza Quatriglio. Otto donne raccontano liberamente la propria verità su Luigi Pirandello, ma soprattutto su se stesse: la madre, la nutrice, le fidanzate, la moglie, la figlia, l'attrice. Ironiche, persino spietate, hanno desideri, bisogni, conoscenza e qualche certezza. La cornice è il teatro, ma anche la vita. Sul crinale tra rappresentazione e testimonianza, la docufiction entra nell'intimità crudele dell'uomo genio.
E poi ancora, SBRIGÀTE. Chef in libera uscita (Proiezioni Speciali). Regista e protagonista, Claudia Gerini ci accompagna alla scoperta della Roma più autentica: mercati, rovine, ristoranti stellati e scorci marini visitati nel corso di una giornata. Dai quartieri più vivi e animati ai silenzi antichi di Gabii fino al calar del sole sul litorale di Ostia, la cucina si trasforma in un mezzo capace di collegare epoche e culture diverse. L'ingresso in sala è gratuito fino a esaurimento dei posti.
Anatomia di un grande sogno (Proiezioni Speciali), primo lungometraggio del regista Federico Braconi. Sullo sfondo di una Roma in piena trasformazione, il film dipana le vicende che animano il Rione San Lorenzo sul piano storico e sportivo, attraverso la narrazione della sua polisportiva: l'Atletico San Lorenzo.
Buio in sala di Davide Giorni (Proiezioni Speciali). Il film rievoca i cinema di Roma attraverso una sorta di cartografia immaginaria, passando dagli edifici più appartati alle piazze centrali. Questi posti, sparsi per i suoi quartieri, sono pieni di storie. Molti sono un po' malandati, cambiano nome, funzione o spariscono senza fare rumore. Alcuni diventano supermercati o garage; altri vengono occupati o trasformati in cinema d'essai. Cinema come il Nuovo Sacher, il Filmstudio e il Cinema dei Piccoli emergono come luoghi della memoria in cui passato e presente si fondono in un grande abbraccio.
Figlio di Giano di Luigi Grispello (Proiezioni Speciali). Dal 1946 a Roma si celebra il capodanno con il tuffo nel Tevere di "Mr. Ok", iniziato dal fotografo Rick De Sonay. Oggi è il turno di Maurizio Palmulli, bagnino settantenne di Ostia, pronto a passare il testimone a Marco Fois. Un documentario sui segreti e i riti della Roma verace, che sembra opporsi allo scorrere del tempo, e dove si può essere ancora eroi, come cantava qualcuno, "just for one day".
Con Il Grande Boccia (sezione Freestyle), Karen Di Porto dirige con mano sicura l'ultimo film prodotto in maniera rocambolesca dal grande Galliano Juso, su un personaggio che, se non fosse esistito veramente, sembrerebbe inventato: Tanio Boccia. Già allora considerato "il peggior regista del cinema italiano", irriso da tutti i suoi colleghi e perseguitato dai creditori, Tanio Boccia nel 1964 riesce a mettere in cantiere quattro film contemporaneamente: solo che, in quel settembre, esce Per un pugno di dollari di Sergio Leone e nessuno va a vedere i film del grande Tanio.
Tra gli appuntamenti della sezione Storia del Cinema in programma, la proiezione de La stazione di Sergio Rubini, nella versione restaurata da Cinecittà. Nel film, Domenico è il capostazione di un piccolo paesino. Una notte irrompe nel suo ufficio una donna fuggita da un uomo che ha finto di amarla: a poco a poco i due iniziano ad entrare in confidenza, finché non si presenta il fidanzato della donna. Il film sarà introdotto da Sergio Rubini e Domenico Procacci.
Marcia trionfale di Marco Bellocchio, riflessione sull'istituzione militare, sulla follia sottesa a ogni forma di dominio e sulla perversione che si nasconde dietro ogni tentativo di controllare la realtà. La proiezione – nella versione restaurata da Fondazione Cineteca di Bologna, in collaborazione con Kavac Film e con il sostegno del Ministero della Cultura – viene introdotta dal regista.
Norma Rae di Martin Ritt, restaurato da Disney: la protagonista è una giovane sindacalista che cerca di portare giustizia nella cittadina in cui tutti dipendono da un cotonificio, unica industria locale.
Si conclude l'omaggio a Claudio Caligari, realizzato a dieci anni dalla sua scomparsa con il sostegno di Direzione generale Cinema e audiovisivo del Ministero della Cultura. In programma La parte bassa di Claudio Caligari e Franco Barbero, documentario che immortala "la parola, il gesto, la rabbia impotente e la voglia di vivere" dei movimenti giovanili milanesi.
Domenica 19 ottobre, la Festa del Cinema arriva per la prima volta al Teatro della Cometa riaperto, dopo anni di restauro, grazie alla stilista Maria Grazia Chiuri: luogo che ha ospitato le riprese della sequenza della fumeria d'oppio di C'era una volta in America. Presso questo spazio rinnovato, la ventesima edizione della Festa organizza una proiezione-evento del film di Sergio Leone, in versione restaurata e accompagnata da materiali inediti. Ad introdurre il titolo, la pluripremiata costumista del film, Gabriella Pescucci, e da Raffaella Leone, figlia di Sergio e Amministratrice Delegata di Leone Film Group.