Qui non è Hollywood
Prima visione italiana su Disney+.
Regia: Pippo Mezzapesa
Sceneggiatura: Antonella W. Gaeta, Davide Serino e Pippo Mezzapesa
Cast: Vanessa Scalera, Paolo De Vita, Giulia Perulli, Imma Villa, Federica Pala, Anna Ferzetti, Giancarlo Commare, Antonio Gerardi e Roberta Infantino
Trama
Avetrana è un paese bruciato dal sole, nella periferia pugliese, a ridosso del mare. È il 26 agosto del 2010 quando Sarah, una giovane ragazza di 15 anni, scompare. Tutto il paese è in subbuglio, soprattutto la cugina, Sabrina, che nella sua casa di via Deledda, proprio quel pomeriggio, l'aspettava per andare al mare. Sembra una fuga innocente, ma non lo è. Perché, mentre tutti la cercano, Sarah è già stata inghiottita nel nulla. Da uno dei più noti casi di cronaca nera italiana, la scioccante storia di una scomparsa, rappresentata attraverso gli occhi dei protagonisti.
Info Tecniche
Stagioni e Episodi
Stagione 1
La stagione 1 della serie Qui non è Hollywood si compone di 4 episodi.Prima visione assoluta, anche in Italia, su Disney+.
Dove vedere
Cast Artistico e Tecnico
Regia: Pippo Mezzapesa
Sceneggiatura: Antonella W. Gaeta, Davide Serino e Pippo Mezzapesa
Musiche: Yakamoto Kotzuga
Montaggio: Francesca Addonizio, Marcello Saurino e Vincenzo Soprano
Fotografia: Giuseppe Maio
Scenografia: Paolo Sansoni Baratella
Costumi: Sara Fanelli
Cast e Ruoli:
V.S.Cosima Misseri
P.D.V.Michele Misseri
G.P.Sabrina Misseri
I.V.Concetta Serrano
F.P.Sarah Scazzi
A.F.Daniela, la giornalista
G.C.Ivano
A.G.Maresciallo Persichella
Produzione:
• Produzione: Matteo Rovere
• Line Producer: Enrico Cerabino
• Produzione delegata: Camilla Fava del Piano
• Produzione esecutiva per The Walt Disney Company: Alessandro Saba
Altro cast:
Collaborazione alla sceneggiatura: Carmine Gazzanni e Flavia Piccinni.
Articoli
Video
Recensioni
Note di regia - Pippo Mezzapesa
"Il caso Avetrana è una vicenda che, con la sua articolata complessità, la sua drammatica assurdità, non poteva non essere raccontata anche con il filtro della finzione. Un approccio che permette di discostarsi dalle limitazioni che pone la restituzione precisa della realtà, per inoltrarsi in una dimensione di immaginazione, di immedesimazione e analisi psicologica libera. Tutto dei fatti di Avetrana mi è sembrato da subito narrativamente rilevante: la loro progressione "drammaturgica", la tragica scomparsa di Sarah, i colpi di scena, i segreti; tutto incredibile e, al medesimo tempo, reale. In un sud Italia che si fa tristemente universale, che potrebbe essere serenamente provincia americana. Ma erano i protagonisti della vicenda che, più di tutti, mi attraevano: il loro piano pubblico veniva dato in pasto da loro stessi alla prurigine mediatica di tutto il Paese. E nel microcosmo domestico cosa accadeva? Sarah era entrata in quella villetta viva e vi era uscita cadavere. Dietro le pareti di quella casa tomba ho desiderato andare.
L'idea di ricostruire la vicenda utilizzando i quattro punti di vista è stato il presupposto di questa storia. Il punto di vista di chi, ognuno a suo modo, è carnefice, ma soprattutto il punto di vista, così delicato da immaginare e riallacciare, di chi in questa storia è vittima. Una grande sfida che avvia un'ideale staffetta di angolazioni che non ripercorre momenti già vissuti cambiandone la prospettiva ma che, con l'alternanza di sguardi, fa andare avanti la storia. Una storia multiforme, prismatica, che dalla varietà dei punti di vista prende la sua linfa. La narrazione cambia, perché così diversi sono i personaggi. Sabrina, con il suo vigore e la sua fragilità, preda di un circo mediatico che la ottenebra; zio Michele, oppresso dal peso del giudizio divino; Cosima, con la sua apparente, inscalfibile fermezza. Anche la regia muta, di episodio in episodio, assecondando i vari personaggi ma anche il tratto di storia che si sta ripercorrendo. Si fa leggera, mossa, scostante nel seguire le giornate spensierate di Sarah, la sua energia adolescenziale, gli amori, le paure, le insicurezze. Diventa più frenetica nell'invasione mediatica che sommerge ed esalta Sabrina, ma allo stesso tempo penetrante, nell'insinuarsi nel tormento della ragazza. Si fa incombente nel pedinare la discesa agli inferi di Michele, con inquadrature che sembrano schiacciarlo dall'alto. Diventa posata e severa nello scrutare l'animo di Cosima, il suo essere zia, sorella, madre. "
Note di Fotografia - Giuseppe Maio
Sin dalla prima lettura delle sceneggiature della serie, mi ha colpito il modo in cui ogni episodio mettesse a fuoco un punto di vista ben preciso dei "protagonisti" della vicenda narrata. Partendo da una scrittura così solida, insieme al regista Pippo Mezzapesa, abbiamo deciso di sviluppare ogni singolo episodio attraverso scelte estetiche e di linguaggio mirate, anche se diverse fra loro. Per noi era importante che fossero esplicative della dinamica interiore del personaggio narrato. Volevamo che fosse una serie che abbracciasse il cinema di genere.
Primo episodio: "Sarah" - È una sorta di "coming of age", i colori vibrano, l'azzurro del mare, il sole alto nel cielo, una ragazza entra nel pieno della sua gioventù. La macchina a mano si muove leggera, accompagna la forza dirompente di un'adolescenza. La fotografia di un'estate perfetta, piano piano si incupisce lasciando spazio a delle sensazioni sinistre, una luce più misteriosa inizia a dare degli elementi di rottura rispetto all'architettura visiva principale.
Secondo episodio: "Sabrina" - L'equilibrio cromatico creato nel precedente episodio lascia spazio a qualcosa di più distorto e disturbante, la narrazione di macchina assume un carattere più calibrato perdendo leggerezza, i dettagli iniziano a creare un mosaico introspettivo. Sabrina cerca nei riflettori della stampa il riscatto, la bellezza mai trovata. La fotografia cerca di sottolineare il processo mentale che la protagonista affronta: è una ricerca visiva più "caotica" e si passa attraverso momenti brillanti, patinati; i flash dei fotografi diventano invadenti ma durano il tempo di uno scatto e l'ombra è pronta ad avvolgere la solitudine. L'uso di obiettivi grandangolari aiuta a creare il senso di scollamento dalla realtà.
Terzo episodio: "Michele" - Il caldo, l'inferno emotivo, il senso di colpa, sono stati i punti di partenza per accompagnare la volontà fotografica del personaggio di Zio Michele. La macchina da presa lo inquadra sempre un po' dall'alto, opprime e non libera dalla condizione che affronta. I colori scelti sono quelli della terra, della ruggine e del fuoco. Il caldo torrido estivo fa sudare ma è un caldo che come tonalità si avvicina alle tinte infernali della pittura di Bosch o Previati.
Quarto episodio: "Cosima" - È l'episodio più cupo, la macchina da presa è un freddo narratore, i colori lasciano spazio a una desaturazione. Dalle finestre non filtra più il sole, una luce fredda prende spazio, le serrande di casa sono abbassate. Cosima è raccontata come un'ombra, la silhouette e il sottotono diventano la cifra stilistica del racconto. Il linguaggio calibrato e asettico come l'uso di carrelli o macchine fisse descrive il personaggio nella sua rigidità.
Note del compositore - Yakamoto Kotzuga
Lavorare alla colonna sonora di Qui non è Hollywood è stata un'esperienza estremamente stimolante dal punto di vista musicale. Il mio obiettivo principale era quello di creare un paesaggio sonoro che non fosse solo un accompagnamento, ma un elemento narrativo a sé stante, capace di amplificare il percorso emotivo dei personaggi e l'intensità della storia. Ne è nata una colonna sonora minimalista ma incisiva, fatta di contrasti timbrici e di alternanze tra rumori e silenzi.
Ho utilizzato una combinazione di suoni elettronici creati con il sintetizzatore modulare per rappresentare la parte più oscura e tormentata dei personaggi, contrapponendoli a elementi acustici e più tradizionali che evocano la loro umanità e vulnerabilità e allo stesso tempo cercando di richiamare anche il contesto geografico e storico della vicenda. Il risultato è una colonna sonora che racconta una storia ricca di contrasti e sfumature emotive e che cerca di invitare a una riflessione più profonda sull'impatto di questa vicenda, non solo sui personaggi, ma anche sul pubblico che l'ha vissuta e seguita.
dal pressbook di serie
In data 29 ottobre 2024, Disney ha comunicato un cambio del titolo della serie:
"In ottemperanza al provvedimento emesso dal Tribunale di Taranto e in attesa dell'udienza fissata per il 5 novembre, Groenlandia e Disney informano che la serie precedentemente nota come Avetrana - Qui non è Hollywood avrà ora un nuovo titolo: Qui non è Hollywood."
In data 27 marzo 2025, Disney ha comunicato che il ritorno del titolo della serie "Avetrana - Qui non è Hollywood", a seguito della decisione del Tribunale di Taranto di revocare il decreto emesso precedentemente che aveva impedito l'utilizzo del nome Avetrana nel titolo della serie. Il regista Pippo Mezzapesa ha dichiarato: "La serie si riappropria finalmente di uno dei suoi elementi fondanti. È, a tutti gli effetti, una restituzione. Per noi autori il titolo non poteva prescindere dal nome del paese in cui i fatti sono avvenuti. Avetrana è parte della storia e protagonista della serie.". Daniel Frigo, Country Manager, The Walt Disney Company Italia, ha aggiunto: "Per l'industria audiovisiva si tratta di una decisione di estrema importanza in quanto riafferma con forza il principio della libertà di espressione artistica quale principio cardine del nostro ordinamento giuridico."
Eventi
Festa del Cinema di Roma 2024
Sezioni/Presentato in:• Serie | 4 episodi, 257'
Immagini