Il Regno del Pianeta delle Scimmie
Trama
Film ambientato diverse generazioni dopo il regno di Cesare, in cui le scimmie sono la specie dominante che vive in armonia e gli umani sono costretti a vivere nell'ombra. Mentre un nuovo tirannico leader delle scimmie costruisce il suo impero, una giovane scimmia intraprende uno straziante viaggio che la porterà a mettere in discussione tutto ciò che conosceva sul passato e a fare scelte che definiranno un futuro sia per le scimmie che per gli umani.
Info Tecniche
Dove vedere
Cast
Cast e Ruoli:
O.T.Noa
F.A.Nova / Mae
K.D.Proximus Cesare
Raka
Trevathan
Sylva
Anaya
Soona
Koro
Lightning
Dar
Oda / Rust
Honored Elder
Maurice
Youngster #
Youngster 2
Korina
Lead Tech
Tech #1
Tech #2
Youngster #3
Laika
Feral Human #1
Feral Human #2
Feral Human #3
Feral Human #4
Feral Human #5
Feral Human #6
Tech #3
Voci italiane: Nicolò Bertonelli (Noa), Margherita De Risi (Nova / Mae), Carlo Scipioni (Proximus Cesare), Andrea Lavagnino (Raka), Luca Dal Fabbro (Trevathan), Francesco De Francesco (Sylva), Federico Campaiola (Anaya), Giulia Franceschetti (Soona), Paolo Marchese (Koro), Diego Gallo (Fulmine), Barbara Castracane (Dar), Valentina Mari, Greta Fronzi, Francesca Maria Sica, Leandro Bognanni, Francesco Raffaeli, Alessandra Maffei, Stefano Principe, Francesca Rovaris, Stefano Starna, Thomas Semeraro.
Altro cast:
Visual Effects Supervisor: Erik Winquist.
Visual Effects Producers: Julia Neighly, Patrick Neighly.
Creazione dei personaggi: Rick Jaffa, Amanda Silver.
Casting: Debra Zane, Dylan Jury.
Key Make-Up and Hair Artist: Jennifer Lamphee.
Movement Coach: Alain Gauthier.
Stunt Coordinator: Glenn Suter.
Produzione: Wes Ball (Produzione), Joe Hartwick Jr. (Produzione), Rick Jaffa (Produzione), Amanda Silver (Produzione), Jason Reed (Produzione), Peter Chernin (Produzione esecutiva), Jenno Topping (Produzione esecutiva).
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Note di Produzione
Il rilancio dell'iconico franchise globale
20th Century Studios aveva iniziato a rilanciare il popolarissimo franchise de Il Pianeta delle Scimmie nel 2011 con L'Alba del Pianeta delle Scimmie, diretto da Rupert Wyatt, che aveva incassato più di 480 milioni di dollari al botteghino mondiale. Tre anni dopo, nel 2014, è uscito Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie, diretto da Matt Reeves, che ha incassato più di 710 milioni di dollari in tutto il mondo. Nel 2017 è arrivato The War – Il pianeta delle scimmie, sempre diretto da Reeves, che ha incassato più di 490 milioni di dollari in tutto il mondo.
Per dare vita alle scimmie, tutti e tre i film hanno utilizzato tecnologie all'avanguardia nella performance capture, e ognuno di loro è stato candidato all'Oscar per i migliori effetti visivi.
Dopo il successo della trilogia de Il Pianeta delle Scimmie – che iniziava con un virus delle scimmie creato dall'uomo che si diffondeva in tutto il mondo e raccontava la fine della specie umana e l'ascesa delle scimmie, tutto dal punto di vista di Cesare – 20th Century Studios desiderava portare avanti il popolare franchise. Ma prima di tutto, qualsiasi nuova storia deve essere originale, presentare nuovi personaggi e creare una nuova era per Il Pianeta delle Scimmie.
Da bambino, il filmmaker Wes Ball ricevette una videocassetta de Il Pianeta delle Scimmie del 1968, con Charlton Heston, che continuò a visionare moltissime volte per diversi anni. "Sembrava un'epopea storica", afferma. "Questo astronauta viaggiava nel tempo e si ritrovava in un mondo che sembrava quasi medievale, popolato da queste scimmie: fu il primo film di fantascienza che vidi. La rivelazione alla fine del film era un'idea sconvolgente, che diede inizio alla mia fascinazione per la fine del mondo".
Il visionario filmmaker aveva lasciato un segno a Hollywood nel 2014 con il film di grande successo Maze Runner – Il labirinto, che aveva incassato più di 348 milioni di dollari in tutto il mondo. Nel 2015 e nel 2018 sono arrivati rispettivamente Maze Runner – La fuga e Maze Runner – La rivelazione, entrambi diretti da Ball. Complessivamente, la trilogia di Maze Runner ha incassato quasi 1 miliardo di dollari al botteghino.
Nel 2019, Ball ha ricevuto per la prima volta la proposta di ravvivare l'iconico franchise, ma inizialmente non era interessato. "La verità è che la mia prima risposta è stata 'assolutamente no'", ammette Ball. "Come avrei potuto proseguire la storia degli ultimi tre film? Non ero interessato a raccontare le avventure del figlio di Cesare, anche se sarebbe sicuramente una storia grandiosa. Allo stesso tempo, non volevo abbandonare ciò che Rupert Wyatt e Matt Reeves avevano creato con la trilogia di Cesare. Avevano diretto dei film fenomenali".
"Dal punto di vista narrativo, questi film colpiscono perché sono pieni di concetti fantascientifici e affrontano questioni che riguardano l'umanità", prosegue Ball. "Affrontano temi come le classi sociali e le razze, parlano di cosa significhi essere umani e ci permettono di osservare, analizzare e individuare questioni che ci riguardano da vicino. Rispecchiano la società e ci spingono ad analizzare i problemi che tutti noi esseri umani affrontiamo, ma lo fanno attraverso questo mondo fantastico".
Tuttavia, una settimana dopo, un'idea ha iniziato a prendere forma nella mente di Ball. Era un'idea che lo ha immediatamente stimolato: una storia ambientata centinaia di anni dopo la morte di Cesare, avvenuta in The War – Il pianeta delle scimmie, e con un tono diverso… più avventuroso. "Era la storia di una giovane scimmia ingenua che non sa nulla del mondo esterno, un mondo in cui Cesare è divenuto una leggenda", spiega Ball. "Se negli ultimi tre film le scimmie erano nell'età della pietra, ora stanno entrando nell'età del bronzo. Iniziamo a vedere diverse culture che si sviluppano all'interno di ciascun clan. Vediamo ciò che è accaduto al mondo che è stato abbandonato, ciò che si eroso con l'assenza dell'umanità".
Una sequenza d'apertura visivamente spettacolare, in cui Noa – la giovane scimmia al centro della storia – scala un'enorme struttura coperta di vegetazione per prendere un uovo d'aquila: questo era il secondo elemento del concept di Ball. "Il terzo elemento era un avversario per Noa", prosegue, "un personaggio che nella sceneggiatura è diventato Proximus Cesare. Questo antagonista sa tutto sul mondo che c'era prima e vuole recuperarne dei reperti per costruire un regno in cui le scimmie più avanzate hanno la supremazia".
Dopo aver presentato la sua idea agli executive di 20th Century Studios, Ball ha incontrato Rick Jaffa e Amanda Silver, che avevano ideato la trilogia di Cesare e hanno scritto la sceneggiatura di Avatar: La Via dell'Acqua, e che sarebbero diventati i produttori di questo nuovo film. "È stata una grande tavola rotonda", racconta Ball. "Avevo già fatto realizzare alcuni artwork e ho presentato la mia idea con tantissimo entusiasmo. Riuscivo a vedere una piccola scintilla negli occhi di Rick e Amanda. Alla fine della presentazione, hanno detto 'Iniziamo!'".
Il film introduce nuovi personaggi e nuove storie, ma per i fan del franchise ci sono alcuni riferimenti a Cesare, che Ball definisce "uno dei grandi protagonisti della storia del cinema".
"Spiritualmente, Cesare è presente in tutti gli elementi di questo nuovo film", spiega Ball. "Le sue idee sulla moralità e la correttezza, il suo rapporto con gli umani: tutto ciò viene esplorato da un punto di vista quasi mitologico e credo che questo sia davvero entusiasmante".
"Abbiamo incontrato Wes e Joe e siamo rimasti molto colpiti dalle idee, dagli artwork e dall'entusiasmo di Wes", racconta Silver. "È stato un incontro di cuori e menti".
Jaffa è d'accordo e afferma: "Condividevamo lo stesso amore per il franchise de Il Pianeta delle Scimmie e la stessa visione per il potenziale futuro della saga. Quattro anni dopo, la nostra collaborazione continua a essere estremamente fruttuosa".
Joe Hartwick Jr., produttore di tutta la trilogia di Maze Runner, ha lavorato con Ball fin dall'inizio. "Dopo la presentazione, Rick e Amanda ci hanno messo in contatto con Josh Friedman (La guerra dei mondi), che aveva lavorato con loro al soggetto di Avatar: La Via dell'Acqua e si è unito a questo progetto per scrivere la sceneggiatura", afferma Hartwick. "Abbiamo trascorso cinque mesi lavorando con Josh per sviluppare il concept di Wes, e Rick e Amanda sono stati fondamentali in questo processo".
Secondo Jaffa, "Abbiamo pensato subito a Josh, sapendo che sarebbe stato un pezzo essenziale del puzzle. È uno sceneggiatore brillante e un collaboratore premuroso".
Friedman ha contribuito a sviluppare soprattutto la trama cruciale di Nova (il personaggio di Freya Allan), la presenza umana. "Ricordo che Josh mi ha detto 'Vuoi realizzare un film di Kurosawa con le scimmie'", racconta Ball. "In un certo senso, il film è proprio questo. L'epica avventura di un personaggio che incontra molteplici punti di vista mentre scopre il mondo che lo circonda, la storia delle scimmie, la storia degli umani e il rapporto che intercorreva tra queste due specie".
Mentre la storia di The War – Il pianeta delle scimmie era simile a quella di Mosè con Cesare, un leader con il peso del mondo sulle spalle, che soffriva per il suo popolo e lo conduceva alla terra promessa, questo film parla del processo di scoperta. È un racconto di formazione e un'avventura ambientata in un universo evoluto, dove possiamo vedere il decadimento del mondo umano e il modo in cui la natura ha reclamato la Terra. "Ho pensato che sarebbe stato davvero divertente mostrare un mondo in cui essenzialmente gli umani non ci sono più", spiega Ball, "e l'ambientazione è rappresentata dalle rovine del nostro mondo. Mi piaceva l'idea che gli edifici, e ciò che ne rimaneva, si stessero sgretolando. Il vetro non esiste più, perché è stato distrutto dall'erosione e dal tempo. Adoravo l'idea di mostrare il mondo che si trasforma in un panorama naturale, in cui i palazzi sono ricoperti dagli alberi".
Per quanto riguarda l'ambientazione temporale del film, i filmmaker concordavano sul fatto di ambientare il film centinaia di anni dopo gli eventi di The War – Il pianeta delle scimmie, in un tempo in cui la parola scritta non esiste più. Ball spiega: "Se devo essere onesto, non abbiamo mai scelto una data precisa, e si è trattata di una mossa davvero geniale da parte dei nostri sceneggiatori. Si svolge moltissime generazioni dopo l'ultimo film, ma in realtà è ambientato in qualsiasi periodo preferiate: spetta al pubblico capire quanti anni sono passati in base alle immagini".
Quando Jason Reed (Mulan) si è unito al progetto in qualità di produttore, è stato attratto dalle nuove opportunità di esplorazione offerte dalla sceneggiatura. "È un onore poter lavorare a una tale pietra miliare della fantascienza e a quello che è uno dei più importanti franchise della storia del cinema fin dagli anni Sessanta", afferma Reed. "Credo che una delle ragioni per cui il pubblico continui ad amare questa saga sia il fatto che esplora questioni fondamentali, come ad esempio cosa significhi essere umani e come ci consideriamo in relazione agli altri umani e alle altre specie. Wes, Joe e gli altri sceneggiatori sono riusciti a costruire una storia legata alla tradizione, che però è anche totalmente originale e scava profondamente in un possibile futuro che avrà un grande impatto emotivo sugli spettatori".
Jaffa afferma: "Generazioni dopo la morte di Cesare, eravamo davvero entusiasti di esplorare la sua eredità come grande leader delle scimmie. La bussola morale di Cesare era coerente e autentica, ma lui faticava a riconciliare l'amore per la sua famiglia di umani con la sua conoscenza della crudeltà umana".
Silver aggiunge: "Dal punto di vista tematico, il franchise de Il Pianeta delle Scimmie si è sempre chiesto: su questo pianeta, c'è spazio per due differenti specie intelligenti? Ne Il Regno del Pianeta delle Scimmie, torniamo ad analizzare questa domanda".
Assemblare il cast
La ricerca degli attori più adatti a dare vita alle scimmie è stato un processo complesso per i filmmaker, che per fortuna si è rivelato particolarmente fruttuoso e soddisfacente. Il regista/produttore Wes Ball afferma: "Per qualche ragione, ho avuto la grandissima fortuna di trovare dei giovani attori che funzionavano benissimo insieme, creando un'alchimia immediatamente visibile sullo schermo. Oltre a rendere il lavoro più semplice, perché tutti si trovavano bene l'uno con l'altro, è stata anche un'esperienza molto divertente. Si prendono cura l'uno dell'altro, si sostengono a vicenda e tirano fuori il meglio l'uno dall'altro".
La parte più cruciale del processo è stata il casting di Noa, il giovane scimpanzé che fatica ad essere all'altezza delle aspettative di suo padre. Dato che gli è stato proibito di informarsi sul mondo al di fuori del suo villaggio, non sa nulla della storia della razza umana ed è ignaro del fatto che una volta erano la specie dominante. "Avevamo bisogno di una persona con uno spirito giovanile e una sorta di innocenza ", spiega Ball. "In più, ci serviva un attore che si sentisse a suo agio a indossare un pigiama grigio e delle tute grigie attillate ricoperte di sensori, con una telecamera di fronte al volto, e ad andarsene in giro fingendo di essere una scimmia… non tutti sono in grado di riuscirci".
Owen Teague – la cui filmografia comprende i due blockbuster cinematografici di It e la serie Netflix di grande successo Bloodline – è stato scelto per interpretare Noa, il cuore e l'anima della storia. "Owen è un ragazzo davvero delizioso", afferma Ball. "È super gentile e super innocente, e lavora più sodo di quanto possiate immaginare. Regge il film sulle sue spalle e funge da esempio per il lavoro di tutti gli altri attori".
Descrivendo il suo personaggio, Teague afferma: "Noa ha sempre condotto una vita molto protetta e non sa nulla del mondo esterno. Osserva il mondo con una visione molto ottimistica del passato e questo è un elemento interessante nel film: ci sono due visioni e due interpretazioni completamente diverse del passato e Noa sta cercando di capire quale sentiero intraprendere".
Teague prosegue: "Sta per raggiungere la maggiore età e diventare uno scimpanzé adulto: nel suo clan, questo avviene attraverso un rituale chiamato giorno del legame, in cui le scimmie devono scalare una di queste gigantesche strutture (che in realtà sono grattacieli semidistrutti) e trovare un uovo d'aquila, uno che riesca a parlargli. Dopodiché deve creare un legame con l'uovo: è qualcosa che tutti gli scimpanzé della sua età appartenenti al Clan Aquila devono fare".
Travis Jeffery (Unbroken) interpreta Anaya, uno dei migliori amici di Noa: estroverso e sicuro di sé, sfida spesso il suo amico a fare cose che lui è riluttante a fare. Lydia Peckham (Cowboy Bebop) è Soona, una scimmia femmina appassionata, risoluta e molto protettiva nei confronti di Noa e Anaya. Fanno entrambi parte del Clan Aquila.
Freya Allan (The Witcher) è Nova/Mae, una vivace umana che, come tutti gli umani, vive nell'ombra ed è costretta ad andare alla ricerca di cibo tra i rifiuti. Anche se all'inizio la guarda con sospetto, Noa si rende conto che in lei c'è più di quanto appaia. "Il nostro personaggio umano, la controparte del personaggio di Noa, rappresenta il mondo precedente, che è morto", spiega Ball, "quindi abbiamo svolto una ricerca molto estesa e fatto vari screen test per trovare l'attrice migliore, dato che si trattava di un personaggio estremamente importante. È praticamente l'unico personaggio umano ad apparire di fronte alla macchina da presa. Tutti gli altri sono creati in CGI, e Freya non aveva assolutamente nessun problema con questo. Non parlava con le scimmie, ma con degli attori i cui volti erano ricoperti di puntini blu".
Ball prosegue: "Freya è molto intelligente e brillante. È bellissima, in un modo evocativo e interessante. Non appena la vedi, sembra molto misteriosa e hai la sensazione che nasconda un segreto: questo era perfetto per noi, perché interpreta una creatura selvaggia che è una sorta di eco di ciò che gli esseri umani erano in passato".
Allan aggiunge: "Nella sceneggiatura non c'erano molte informazioni sul passato del mio personaggio, quindi fin dall'inizio la cosa più importante per me era capire chi fosse realmente e come fosse finita nella situazione in cui la troviamo nel film. È estremamente coraggiosa, ha una grande forza fisica, ed è molto determinata e concentrata".
Allan ha colto l'opportunità di abbracciare gli aspetti selvaggi del suo personaggio, e afferma: "Sembrava che non mi lavassi da un centinaio di anni, ma ero completamente immersa nel mio personaggio. Avevo bisogno di sentire quella sporcizia su di me, altrimenti il personaggio non sarebbe sembrato autentico".
Kevin Durand (Locke & Key) è stato scelto per interpretare Proximus Cesare, l'imponente e carismatico leader del nuovo regno delle scimmie, che comanda un esercito di primati e desidera conoscere i segreti della tecnologia, della storia e delle comunicazioni degli umani. Il personaggio sa più cose su Cesare di tutte le altre scimmie, ma prende le sue parole e i suoi ideali e li distorce, trasformandoli in strumenti di potere da usare per i suoi scopi a nome di Cesare.
"Abbiamo preso in considerazione molti attori di grande talento per questo ruolo", afferma Ball, "ma Kevin si è divertito tantissimo con questo personaggio. Lo ha interpretato con grandissima energia e ha trovato la voce perfetta. La cosa particolare di Proximus è che sa molte cose sugli umani. Infatti, è un vero e proprio fan degli umani, e questo lo spinge a voler essere la scimmia più umana del film".
L'attore canadese è stato immediatamente attratto dal ruolo. "La cosa migliore del mio lavoro è avere l'opportunità di interpretare personaggi completamente diversi e, in questo film, alcuni degli artisti più talentuosi di sempre mi hanno aiutato a trasformarmi completamente", afferma Durand.
"Proximus Cesare è convinto che, se riuscisse a ottenere tutte le informazioni e le tecnologie che gli umani hanno lasciato, riuscirebbe a portare il suo regno avanti di secoli, accelerando l'evoluzione delle scimmie", prosegue Durand. "Quando lo incontriamo per la prima volta, è incredibilmente eloquente… è un personaggio pronto a raggiungere i suoi scopi con ogni mezzo necessario. Ha un certo carisma, e le altre scimmie iniziano a capire che il modo in cui lui immagina il futuro potrebbe essere vantaggioso per loro, anche se alcuni faticano ad accettare il modo in cui cerca di raggiungere i suoi obiettivi".
"Si sta costruendo un regno tutto suo, che si trova proprio accanto a questa camera blindata che gli umani hanno lasciato vicino all'oceano. E il suo castello è sostanzialmente una nave abbandonata che lui ha trasformato nella sua abitazione", afferma Durand.
Peter Macon (Shameless) interpreta Raka, un orango che è l'unica scimmia a ricordare i veri insegnamenti di correttezza, moralità e forza di Cesare. Vive nelle rovine di un aeroporto semidistrutto e predica la tolleranza e la pace con gli umani.
Il candidato all'Oscar e al Golden Globe William H. Macy (Fargo, Shameless) è stato scelto per interpretare Trevathan, un umano saggio che viene tenuto prigioniero da Proximus Cesare. "Proximus si è messo alla ricerca di Trevathan e lo ha reso il suo consigliere, costringendolo a insegnargli tutto sull'esistenza degli umani e a spiegargli come mai l'Homo sapiens abbia governato il pianeta per così tanto tempo", spiega Macy. "E quando arriva Nova, la sua esistenza è minacciata".
Macy e Durand avevano già lavorato insieme nel film del 2007 Svalvolati on the road, e gli attori sono stati entusiasti di ritrovarsi sul set. "È stato davvero bello tornare a recitare con Kevin", afferma Macy, "che ha svolto un lavoro fantastico. Ha sviluppato una voce e un modo di parlare molto interessanti per il suo personaggio".
Dare vita al nuovo regno
La squadra creativa de Il Regno del Pianeta delle Scimmie comprende due figure creative fondamentali con cui il regista/produttore Wes Ball aveva lavorato nei film di Maze Runner: il direttore della fotografia Gyula Pados (Jumanji – Benvenuti nella giungla) e lo scenografo Daniel T. Dorrance (Die Hard – Un buon giorno per morire), che hanno contribuito a immaginare e plasmare questo nuovo e coraggioso mondo insieme a Ball. La squadra include anche i montatori Dan Zimmerman, ACE (Omen – Il presagio), e Dirk Westervelt, ACE (Logan – The Wolverine), il visual effects supervisor Erik Winquist (Doctor Strange nel Multiverso della Follia), la costumista Mayes C. Rubeo (Blue Beetle), il compositore John Paesano (Un'altra scatenata dozzina), il movement coach Alain Gauthier e lo stunt coordinator Glenn Suter (Mad Max: Fury Road).
Le riprese principali de Il Regno del Pianeta delle Scimmie hanno avuto luogo da novembre 2022 a giugno 2023 in diverse location del Nuovo Galles del Sud, in Australia. Per l'ambientazione del film, Ball aveva sempre immaginato un luogo non specifico, situato da qualche parte sulla costa occidentale degli Stati Uniti, e le sue immagini preparatorie raffiguravano un mondo bellissimo ma terrificante in cui la natura si era ripresa ciò che le apparteneva. I grattacieli sono consumati da rampicanti e le rovine delle città sono attraversate da fiumi impetuosi.
Mentre gli ultimi due film de Il Pianeta delle Scimmie erano stati girati prevalentemente con obiettivi a focale lunga, Ball voleva che in questo film la macchina da presa si muovesse di più affinché tutto sembrasse più intenso e realistico. Quindi, il direttore della fotografia Gyula Pados ha deciso di girare i film con obiettivi grandangolari e una maggiore quantità di macchine a mano.
In questo film, la cinepresa si muove costantemente, rendendo il lavoro molto più complesso per Ball. "Sono abituato ad avere 30 o 40 inquadrature fisse al giorno nei miei film", afferma Ball. "In questo film, ero fortunato se ce n'erano 10 o 12. Giravamo sempre sotto un sole molto intenso, dato che è un film molto luminoso, quindi abbiamo utilizzato obiettivi anamorfici. Abbiamo girato il film con vecchi obiettivi anamorfici C-series della Panavision, risalenti agli anni Sessanta. Somiglia di più a un film del passato: in un modo strano, è come se stessimo tornando indietro agli anni Settanta".
Quando si trattava di visualizzare il look del film, le dimensioni delle scenografie erano fondamentali per Ball e hanno richiesto la costruzione di enormi set. Il regista voleva che la maggior parte dell'azione si svolgesse all'interno di set reali, ma si rendeva conto che alcune scene avrebbero richiesto dei fondali creati in digitale. "In questi film, conduciamo le persone in un mondo che non esiste", spiega. "Ovviamente ci sono molti effetti visivi ed estensioni digitali, ma tutto ha inizio dall'esperienza di trovarsi in un luogo reale, così da dare agli attori qualcosa a cui reagire".
"I set erano incredibili", afferma Owen Teague. "Ricordo il momento in cui ho visto per la prima volta il set del nido dell'aquila. La cima della nostra torre era una costruzione a quattro piani fatta di legno, o di tronchi legati insieme: era talmente dettagliato e realistico che ci si dimenticava di trovarsi su un set. Hanno costruito un mondo incredibilmente realistico, quindi per noi attori era facile entrare in quel mondo e farne parte".
Nella storia, le varie civiltà e tribù delle scimmie si sono evolute in modi diversi e ora vivono in armonia con la terra e la fauna selvatica. "Il nido dell'aquila è il luogo in cui incontriamo per la prima volta i nostri protagonisti principali, i quali stanno affrontando una missione particolare che per loro rappresenta sostanzialmente un rito di passaggio", spiega Ball. "Le aquile sono una parte molto importante della loro cultura e le scimmie di questo clan hanno questo rituale in cui si avventurano all'esterno e rubano delle uova d'aquila: quando l'uovo si schiude, ogni scimmia alleva fin dalla nascita la sua aquila, che diventa una sorta di compagno di vita per lei. E così, come parte del loro viaggio verso l'età adulta, i nostri personaggi devono fare questa scalata".
Secondo il visual effects supervisor Erik Winquist, che aveva lavorato ai tre film precedenti de Il Pianeta delle Scimmie, girare in Australia ha offerto benefici visivi in termini di somiglianza alla California, oltre a dei vantaggi dal punto di vista del budget e del processo di lavorazione. "La California è piena di alberi di eucalipto, che sono endemici dell'Australia, quindi ha funzionato molto bene. Inoltre, il film è ambientato tra centinaia di anni, in un mondo post-cambiamento climatico, quindi il territorio non è istantaneamente riconoscibile e questo ha funzionato a nostro favore. Avevamo un'ampia gamma di location di tutti i tipi, che si trattasse di una spiaggia nel Nuovo Galles del Sud rurale o di aree più industriali. Erano tutte location grandiose per il look del film".
La lavorazione de Il Regno del Pianeta delle Scimmie è stata estremamente complessa dal punto di vista tecnico e si è dimostrata una grande esperienza di apprendimento per Ball. "In termini di maestria, la lavorazione di questo film supera qualsiasi altra cosa a cui io abbia mai lavorato", afferma.
Una delle sfide più grandi è stata l'aggiunta dell'acqua all'equazione. C'erano molte scene che richiedevano scimmie bagnate: ciò significava che Winquist e la sua squadra avrebbero dovuto modificare di conseguenza l'aspetto delle loro pellicce. Fortunatamente, Winquist è riuscito a impiegare alcune tecnologie create per Avatar: La Via dell'Acqua.
Le scene che richiedevano fondali in CGI sono state girate all'interno di teatri di posa con il Volume, un processo cinematografico in cui gli attori vengono filmati all'interno di set circondati da giganteschi schermi LED ad alta definizione che mostrano fondali immaginari generati al computer.
Prima dell'inizio delle riprese, il cast ha frequentato per sei settimane la "scuola di scimmie", capeggiata dal movement coach Alain Gauthier. Gauthier è stato un atleta e un ginnasta specializzato nel trampolino elastico, che ha partecipato a competizioni internazionali prima di diventare uno dei membri fondatori del Cirque du Soleil, il circo di fama internazionale. Si è esibito con la compagnia fino a metà degli anni Novanta, per poi iniziare a praticare teatro-danza sperimentale.
Quando i membri del cast si sono presentati all'allenamento, il primo compito di Gauthier era quello di renderli estremamente consci del loro corpo. Ha pianificato una serie di esercizi per aumentare e sviluppare nuovi percorsi neurali così da fornire loro degli strumenti per muoversi come delle scimmie. Gauthier ha iniziato a lavorare con i membri del cast molto lentamente, sfidandoli a recitare non in modo psicologico ma in modo fisico.
"Una volta che hanno appreso il formato fisico, abbiamo lavorato per fare sì che la personalità dell'attore entrasse nella personalità della scimmia, un processo che richiedeva osservazione e generosità da parte dell'attore", spiega Gauthier. "Il mio ruolo era assicurarmi di spingerli nella giusta direzione, permettendo loro di diventare il bellissimo personaggio che volevano creare".
Andy Serkis, che aveva creato il cruciale personaggio di Cesare nei tre film precedenti, è stato ingaggiato come consulente speciale per arricchire il lavoro di Gauthier, aiutando il cast a perfezionare le voci e le caratterizzazioni dei personaggi. L'attore, acclamatissimo per il suo lavoro con la motion capture, comprende la psicologia che guida le scimmie meglio di chiunque altro.
"Abbiamo ingaggiato Andy come consulente affinché parlasse con gli attori e li guidasse attraverso quella che sarebbe stata una grande esperienza di apprendimento per loro", afferma Ball. "Andy ha interpretato molti altri personaggi in motion capture oltre a Cesare, tra cui Gollum nella trilogia de Il Signore degli Anelli e King Kong, quindi aveva una grande esperienza da offrire ai suoi giovani allievi. Molti di loro non avevano mai lavorato con la motion capture prima d'ora, ed Andy è riuscito ad aiutarli a sentirsi più a loro agio, dando loro il permesso di sembrare sciocchi".
Teague aggiunge: "Andy ci ha aiutato a comprendere le vere differenze anatomiche tra i nostri corpi umani e il corpo della specifica scimmia che dovevamo interpretare. Abbiamo dovuto abbracciare i nostri corpi da scimmia e poi ci siamo seguiti e imitati a vicenda. Grazie a quel processo di imitazione, ci vedevamo rispecchiati in qualcun altro ma in modo più esagerato, e riuscivamo a notare cose a cui altrimenti non avremmo mai pensato".
Sono state organizzate delle sessioni nel teatro di posa per la performance capture e in quello del Volume, dove Serkis e i membri del cast potevano guardare i loro personaggi digitali sullo schermo ed effettuare dei piccoli ma fondamentali aggiustamenti. "Abbiamo allestito un grande monitor e Andy assegnava agli attori varie situazioni da eseguire, dando loro piccoli feedback che sono riusciti a fare la differenza", afferma Hartwick. "Siamo stati davvero fortunati che Andy sia riuscito a dedicarci il suo tempo. È stata una vera gioia per il cast".
Per i filmmaker, questo passaggio di consegne logistico e spirituale da parte di Serkis era essenziale. "Cesare è morto e stiamo andando avanti", afferma il produttore Joe Hartwick, Jr., "ma avevamo bisogno che il padrino della motion capture ci desse la sua benedizione, permettendoci di andare avanti".
"La cosa più importante che abbiamo capito fin dal primo giorno è che non si può fingere di essere una scimmia", afferma Ball, "e questo è difficile per gli attori. Se ne andavano in giro con queste buffe tute e avevano un aspetto totalmente ridicolo, quindi dovevano imparare a superare tutto ciò ed essere semplicemente autentici. Per i ragazzi è stata una vera faticaccia all'inizio, ma poi hanno amato quest'esperienza".
Per affrontare l'ampio numero e la grande varietà di scene d'azione presenti nel film, lo stunt coordinator Glenn Suter ha assemblato una squadra principale composta da più di 20 stuntman per interpretare le varie scimmie appartenenti alle diverse specie rappresentate nel film. Per ottenere il maggior "realismo" possibile con gli stunt, Ball voleva rappresentare in modo preciso i meccanismi, la fisica e la fisiologia delle scimmie.
"Sviluppare le scene d'azione è stato complesso a causa dell'ampia varietà di scimmie", afferma Suter. "Noa è uno scimpanzé, quasi due volte più forte di un essere umano. Le loro fibre muscolari a contrazione rapida sono il doppio rispetto alle nostre. Quando abbiamo ideato la fisicità della sua performance, abbiamo cercato di mantenerci fedeli a quella caratterizzazione".
Solitamente, Suter si limita a far sì che lo stuntman replichi tutte le azioni fisiche svolte dall'attore diventando la sua controfigura, ma grazie all'avanzamento degli effetti visivi, talvolta l'azione poteva essere stoppata e poi ripresa all'interno del Volume, evitando il lavoro con i cavi. "Lavorare nel Volume è più semplice rispetto a dover allestire e progettare scene d'azione con i cavi all'interno di un set cinematografico", afferma. "Nel Volume, potevamo semplicemente mettere dei materassini sul pavimento e far indossare delle imbottiture agli attori. Non c'era bisogno di allestire strutture complete per gli stunt".
Le scimmie hanno preso vita grazie alle tecnologie per la performance capture offerte dai talenti di Wētā FX. La società neozelandese per gli effetti visivi, appartenente al filmmaker Peter Jackson, aveva già lavorato ai tre film precedenti e ha giocato un ruolo enorme ne Il Regno del Pianeta delle Scimmie. Le loro mansioni comprendevano trasformare attori umani in scimmie digitali e aiutare a creare un mondo che si colloca qualche centinaio di anni nel futuro rispetto a tutto ciò che il pubblico ha visto in precedenza.
Gli attori hanno indossato tute per la motion capture con marcatori e puntini sui loro volti, dotate di una grande batteria e di una telecamera facciale. "La nostra più grande seccatura era dover spostare la batteria per le scene in cui gli attori dovevano cadere o combattere", afferma Suter. "E anche la telecamera facciale doveva essere riposizionata durante le scene d'azione per evitare che gli attori si facessero male o colpissero inavvertitamente un altro membro del cast".
Secondo Kevin Durand, "La tecnologia ci ha permesso di scomparire davvero in questi personaggi e in questo mondo. È stato davvero liberatorio entrare in un corpo diverso con una voce diversa… è stato semplicemente fenomenale".
La post-produzione è durata più di un anno, durante il quale Ball ha lavorato quotidianamente con Winquist e il team di Wētā, non soltanto durante la post-produzione, ma anche nel corso della pre-produzione e delle riprese. "Durante le riprese, il mio ruolo era principalmente quello di affiancare Wes e Gyula Pados per assicurarci che stessimo riprendendo i nostri attori e le nostre inquadrature correttamente, in modo da consentire un processo di post-produzione di successo", spiega Winquist.
"Dal punto di vista delle tecnologie per la performance capture, L'Alba del Pianeta delle Scimmie era arrivato sulla sciadel lavoro che avevamo svolto in Avatar", afferma Winquist. "Ne L'Alba, portammo per la prima volta quella tecnologia in esterni, alla luce del sole, cosa che non era mai stata fatta prima. Nel corso di quei tre film de Il Pianeta delle Scimmie, quella tecnologia è diventata più robusta e siamo stati in grado di portarla sotto la pioggia o sulla neve man mano che i film progredivano".
Winquist prosegue: "Il Regno del Pianeta delle Scimmie ha avuto una traiettoria simile: avevamo appena finito di lavorare ad Avatar: La Via dell'Acqua, che aveva fatto fare alla performance capture un balzo in avanti, e poi abbiamo portato quelle tecnologie in esterni".
Ball afferma: "O giravamo in location o avevamo personaggi completamente in CGI, proprio come in Avatar. Il nostro lavoro è più vicino ad Avatar che a The Mandalorian, per fare un esempio".
Questa è stata la quarta collaborazione di Ball con Wētā FX. Li definisce "i migliori al mondo in quello che fanno. Ed Erik sa esattamente cosa sta facendo, quindi potevo sempre contare su di lui per assicurarmi che le cose avrebbero funzionato".
La squadra responsabile degli effetti visivi era divisa in due gruppi distinti. Il team addetto alla motion capture, il cui compito era quello di catturare le performance facciali e fisiche degli attori; e il team sul set, che riprendeva i set e le location con gli scanner LIDAR e scattava fotografie di riferimento in modo da poter replicare la stessa illuminazione in uno spazio digitale.
"Uno dei progressi che abbiamo apportato a questo processo è stata la telecamera facciale montata sulla testa, che riprendeva il volto dell'attore", spiega Winquist. "In passato veniva utilizzata una telecamera sola. Ora ne utilizziamo due: questo ci consente di ricostruire la profondità del volto e trasformarla in una geometria tridimensionale, offrendoci una registrazione più sfumata di ogni momento della loro interpretazione".
Winquist prosegue: "La performance capture non esiste senza la facial capture... altrimenti, si ottiene soltanto un corpo che si muove nello spazio".
Un film che onora la precedente trilogia ma non è un sequel diretto
Il regista/produttore Wes Ball ha affrontato Il Regno del Pianeta delle Scimmie come un film che onora la precedente trilogia de Il Pianeta delle Scimmie, ma non si tratta di un sequel diretto… infatti, apre un percorso tutto suo. "Siamo nello stesso universo, ma si tratta di una storia sulla rinascita e di un nuovo inizio, un nuovo capitolo in questa longeva eredità cinematografica", afferma. "Ho avuto un'idea molto semplice: il viaggio di formazione di una giovane scimmia e questi eventi straordinari che lo costringono ad avventurarsi in un mondo di cui non sa nulla. E scopriremo cos'è successo dopo la morte di Cesare, che in questo film è avvenuta diverse centinaia di anni fa. Il film parla dell'educazione e della presa di coscienza di Noa, che scopre un mondo più grande e delle idee più grandi".
"È un mondo romantico, non un mondo apocalittico distrutto", aggiunge Ball. "Noa incontra due idee contrastanti su chi fosse realmente Cesare. Proximus Cesare ha assunto il ruolo di Cesare e lo ha rivendicato come proprio. Raka ha un'idea molto diversa. Quindi, ci sono interessanti parallelismi con le nostre storie mitiche e religiose. In un certo senso, il testimone di Cesare viene raccolto da Noa alla fine del film, e Noa diventa il portatore della vera essenza di Cesare".
Secondo il produttore Jason Reed, Ball è la chiave del successo di questo nuovo film. "Per me, l'elemento distintivo più importante è rappresentato dalla visione e dall'abilità di Wes", aggiunge Reed. "Comprende istintivamente la storia e i personaggi, ma ha anche delle conoscenze tecniche che gli consentono di espandere l'affresco e di sfruttare la tecnologia non soltanto per creare effetti spettacolari, ma per scavare in profondità nell'aspetto emotivo dei personaggi. Credo sia questo a contraddistinguere il film".
"È stata una collaborazione davvero meravigliosa", afferma Kevin Durand. "Fin dal primo istante in cui Wes ha iniziato a parlarmi del mondo che stava immaginando, mi sono sentito davvero ispirato. È stato davvero meraviglioso avere a disposizione la sua prospettiva ed essere guidato da lui".
Freya Allan aggiunge: "Wes ha così tanta energia. Ci spiegava cosa accadeva nella scena ed eseguiva in prima persona tutti gli effetti sonori e i movimenti. Ricordo una riunione in cui si è messo sotto un tavolo fingendo di essere un umano selvaggio, il che è stato davvero fantastico ed entusiasmante da vedere. La sua visione è chiarissima ed è sempre molto sensibile nei confronti dei suoi attori. Ci offre un ambiente calmo e confortevole in cui esplorare i nostri personaggi".
William H. Macy aggiunge: "Wes ama davvero quello che fa. Gestisce la macchina da presa in modo magnifico e non si arrabbia mai. È stato un vero piacere stare sul set con lui".
dal pressbook del film
Eventi
Tra gli eventi seguiti sul nostro portale, Il Regno del Pianeta delle Scimmie ha ricevuto 1 candidatura
Oscar 2025
Candidature:• Migliori effetti visivi | Erik Winquist, Stephen Unterfranz, Paul Story e Rodney Burke
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